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Cento canzoni di cui parlare. Meri Luis

Pubblicato il 24 Settembre

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Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star
scaraventati in mezzo al traffico
Ma, dio mio, e se si provasse a trattenere il respiro
Se si cercasse, se si provasse di fermare il giro.

Questo è lo spartiacque di Meri Luis è anche del mio ascolto di Lucio Dalla.

Se fino ad allora lo ascoltavo come autore bravo ma piuttosto leggero a causa del suo abuso dello scat soprattutto durante i live e qualche canzonetta troppo “tormentone”, ascoltando ed esaminando meglio i primi tre album interamente suoi (cioè i primi per cui ha scritto anche i testi, Com’è profondo il mare, Lucio Dalla, Dalla) mi sono ampiamente ricreduto sulla profondità del poeta Lucio Dalla.

Meri Luis, sebbene non famosa come altre di quegli album, è stata per me una di quelle canzoni che una volta in testa non ne escono più, che mi costringono a spingere il tasto “back” del mio lettore mentre sta finendo.


Lucio ti propone questi sei personaggi (citazione pirandelliana?) senza raccontarti la loro storia ma la loro rinascita. Non ti da molti indizi su chi siano  Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star … ti dice solo che:

Il regista aspettava la star al ristorante
Sembrava un morto con in mano un bicchiere
Il ragazzo lavorava in un bar ed aspettava
Che il padrone se ne andasse, per potersi sedere
Il dentista aspettava il sabato
Con la moglie e tre figli era già pronto per il mare
Il taxista al posteggio aspettava qualcuno da portare
Chi l’ha vista la ragazza con le grandi tette
Che tutte le sere alle sette un quarto
Aspettava l’autobus guardando in alto

Ma loro non sono i protagonisti della canzone, infatti. La vera protagonista è…

Questa vita che passa accanto e con le mani ti saluta e fa bye bye
Questa vita un po’ umida di pianto con i giorni messi male
Vista dall’alto sembra un treno che non finisce mai.
Neppure se è coperta dalla neve
O se sparisce sotto terra e non si vede
Si ferma un attimo

Mentre Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star sono solo scaraventati in mezzo al traffico.

E così come vuole il loro autore (o la Vita stessa, V maiuscola)  per l’appunto loro, tramite il loro autore, decidono di provare a fermare il giro e riappropriarsi della loro vita v minuscola e così:

Il regista stanco di aspettare, appena ha visto la star
L’ha mandata a a cagare
Il ragazzo ha lasciato lì di lavorare
E, agguantato un treno, è corso fino al mare
Il dentista si è innamorato di un dente
Lo accarezza non vuole fargli male
Il taxista nella macchina non ha il cliente
Ma una canna per andare a pescare
Meri Luis finalmente ha deciso che l’amore è bello
Ha abbassato gli occhi e si è lasciata andare
Ha benedetto il cielo come fosse un fratello
Per le sue belle tette e per l’amico che le vuole toccare

Ora tralasciamo il criptico dentista che si innamora di un cliente lo accarezza e vuol farsi amare (come dite? Così non è più criptico? Ops… interpretazione mia e solo mia senza fonti, lo ammetto) e anche la meno criptica canna per andare a pescare; è il cambio di vita di Meri Luis più di ogni altro che ci riporta ai veri protagonisti. La Vita e chi canta la Vita.

Adesso, mio dio, dimmi cosa devo fare
Se devo farla a pezzi questa mia vita
Oppure sedermi e guardarla passare
Però la vita com’è bella
E come è bello poterla cantare.

Parole semplici per uno dei messaggi più profondi su “la vita, l’universo e tutto quanto”. Così semplici che ti entrano in loop mentre le ascolti.

Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star scaraventati in mezzo al traffico… Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star scaraventati in mezzo al traffico… Il regista, il ragazzo, il dentista, il taxista, la ragazza, la star scaraventati in mezzo al traffico.

Un loop così insistente che quasi quasi mi fa venir voglia di scriverci un racconto su questi sei personaggi e provare a costruire una piccola storia su ognuno di loro e magari incastrarle e… ah è vero, che smemorato, l’ho già scritto.

 

p.s. Lascia senza fiato l’elenco delle altre sette canzoni contenute in Dalla (1980).

p.p.s. L’intervista di Giorgio Bocca a Lucio Dalla su l’espresso nel 1979

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Le altre canzoni

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L’avvelenata
Time
Il giorno di dolore che uno ha
Heimat

 

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