Narrativa

Regalo di nozze

Pubblicato il 16 Aprile

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Questa è la storia di un regalo di nozze. Fatto non di denaro, di oggetti costosi, ma di tempo che Viola, Primo e Gaspare (e non solo loro…) hanno donato alla sorella Alba e al suo sposo Giosué.

Il tempo delle ginestre

È la fine di maggio, il mese delle rose e delle spose. E delle ginestre. Forse.

Alba e Giosué hanno scelto per le loro nozze proprio questo mese, dall’aria mite, quasi calda, ma non troppo (di solito). Tutto è pronto: abiti, fedi, ristorante in campagna, le bottiglie di Salice Salentino per bomboniera, manca solo il bouquet. Già … il bouquet… che la nostra Alba detesta…!!

La futura sposa desidera andare all’altare con un fascio di fiori di campo, ne parla con la fiorista, ma ciò che le viene proposto non è di suo gradimento. Fortunatamente però, in famiglia c’è chi può soddisfare il suo desiderio …. è Flora, la moglie del fratello di Giosué. In onore al suo nome (…nomen homen….),  ella è in grado di realizzare ciò che piace ad Alba… prima di tutto andrà alla ricerca dei fiori … bocche di leone, margherite, papaveri, narcisi …., ma haimé, gira e gira per giardini e campagne…. da nessuna parte le riesce di trovare la ginestra, perché la calda inesorabile primavera salentina l’ha già fatta sfiorire. Dappertutto solo cespugli con qualche stelo infiacchito dal sole.

Tuttavia Alba non si perde d’animo. Telefona al fratello Primo che vive a Siena e gli chiede se nel suo giardino la ginestra è ancora in fiore. “Ma certo! – risponde Primo – qui da me il cespuglio di ginestra è rigoglioso, arriverò in macchina il giorno prima del tuo matrimonio e ti porterò il giallo profumato prezioso oggetto dei tuoi desideri!

E per non far appassire i rami fioriti durante il viaggio, li sistemerà in una capiente borsa frigorifero rossa e bianca, con i gambi a contatto dei ghiacciolini azzurri!

Il giorno delle nozze, nel pomeriggio, Flora arriva a casa della sposa con i fiori e i fili di rafia, invade il tavolo della cucina e, con mani esperte, compone il famoso fascio, odoroso di ginestra!

È tempo di trucco e parrucco

Tutto pronto per le nozze dicevamo? E no … manca il trucco! Avete presente quel trucco che c’è, ma non si vede? Quei volti soavemente pallidi, le guance naturalmente rosee, gli occhi grandi e profondi, le labbra color fragolina di bosco? Ecco …è esattamente quel che desidera Alba: un trucco leggero, ben fatto, e dunque, come per i fiori, preferisce affidarsi  alla sapienza di Marianna, moglie del fratello Gaspare. Verso le 17.00 del pomeriggio, mentre Flora dissemina allegramente di foglie, fiori e fili di rafia la cucina, Marianna arriva con la sua fornita trousse (un piccolo trolley, a onor del vero…). La novella truccatrice fa accomodare Alba su una seggiola accanto al finestrone del soggiorno … lì c’è la luce migliore … e inizia ad adattare creme, matite, colori sul delicato viso da Gioconda della nostra sposina, come nessuna estetista professionista sarebbe stata in grado di fare!

Il tempo ti avvolge come uno scialle di pizzo

E Viola, la sorella della sposa, cosa fa nel frattempo? innanzitutto fa da public relation con gli ospiti che arrivano da fuori: li accoglie e li smista nelle stanze della grande casa di famiglia, assicurandosi che ognuno sia a proprio agio; poi assiste la fiorista e la truccatrice, ma il suo compito principale sarà quello di aiutare la sposa a vestirsi! Non che sia particolarmente complicato .. questo no … ma ci vuole una cura particolare nel drappeggiare intorno alle spalle di Alba un etereo delicato scialle di pizzo color crema …. che non ne vuole sapere di stare a posto con eleganza e leggerezza! Viola prova in tutti i modi … l’impalpabile accessorio prima scivola sulla spalla destra, poi pende malamente su quella sinistra, tira sul decolleté, scopre troppo la schiena … che fatica! Ma alla fine, dopo innumerevoli tentativi, l’impresa riesce! La complicata operazione viene immortalata da Fabio, il compagno di Viola, con una bellissima foto che ritrae le due sorelle riflesse nel grande specchio appeso nella camera dei genitori, ove ha luogo la famosa vestizione. L’immagine è tenera, intensa. Racconta il legame che vi è tra le due sorelle.

È tempo di andare in chiesa!

Ma ecco … sono le 18.00 … è ora di andare! … Puntualissimo arriva il fratello Gaspare con la sua Peugeot berlina tirata a lucido. Sarà lui ad accompagnare Alba in cattedrale. Sul sagrato della chiesa c’è già Fabio che, con la sua Olympus, ha ritratto l’arrivo dello sposo e degli altri invitati.

Non solo in chiesa, ma anche nel ristorante di campagna dove ci si ritroverà più tardi, con il suo occhio attento, Fabio coglierà le diverse immagini di queste nozze. Semplici, intime, allegre, discrete….

Alba e Gaspare ritroveranno poi tanti quadretti di quel giorno speciale in un piccolo album di carta di riso azzurro pastello che, con poca perizia, ma con sincero affetto e buona volontà, Viola confezionerà per loro nelle settimane successive.

Piccola nota sul tempo (e anche sullo scialle)

Fino alle ore 19.30 circa del 30 maggio 2004, il sole aveva scaldato l’aria e gli animi, ma poi alcune nubi, sospinte dal vento di libeccio, avevano preso ad accumularsi minacciosamente nel cielo. Dopo il lancio del riso e le foto di rito, la sposa inizia a rabbrividire per le folate di zefiro capriccioso …. Ma Viola ha un asso nella manica (o meglio, nella borsa): un ampio morbido caldo scialle di lana bianca attraversata da una miriade di sottili fili color argento. Col nuovo indumento avvolge la sorella, ricoprendo, inesorabilmente, la delicata e impalpabile opera d’arte che aveva richiesto mezz’ora buona di tempo per starsene al suo posto …solo per un’oretta o poco più!

Viola Calvino

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