Poesia

CARNEVALE LIBERATO

 

Brucia nel rogo il mammoccio dell’offesa,

Brucia davanti alle scale della chiesa;

Alte le fiamme che in piazza divampano,

Battono i piedi coloro che danzano;

Scorrono fiumi di vino sconsacrato,

Sorgenti del carnevale liberato;

Lungo le strade si fan grandi parate

Di demoni e fate, di persone mascherate!

I tamburi battono note tribali

Perfette per tali occasioni triviali.

Maschere d’ogni specie e d’ogni sorta

Alla follia apron liete la porta.

Il vescovo viene ridicolizzato

Dalla gente del Poggio autoproclamato.

Cose da pazzi per il parrocchiano:

questo è un vero rituale pagano!

Crede ai dannati bruciati e a Belzebù

Chi non s’accorge che l’Inferno è quaggiù.

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