Blog, Narrativa

UN GIORNO DI ORDINARIA MAGIA

Per un motivo o per un altro passo molto tempo nelle stazioni, negli aeroporti, sui treni o semplicemente in giro. E qualche volta mi piace fare questo gioco, mi fermo a osservare le persone e immagino i loro nomi, le loro vite, cosa si stanno dicendo, cosa stanno pensando. Credo che per uno scrittore non ci sia niente di meglio che studiare la quotidianità e quali sono gli eventi che modificano e irrompono nel normale flusso degli eventi di ognuno. Sorprendente che spesso tali eventi siano persone. Stasera, mentre rovistavo nei miei archivi cercando tutt’altro, ho trovato due pagine, scritte a mano, risalenti alla Fiera del Libro Più Libri Più Liberi del 2018. Mentre i miei amici andavano alla ricerca del libro giusto, io mi sono presa qualche minuto per osservare gli sconosciuti e ho immaginato le loro storie in poche righe. Chissà quando ci sarà di nuovo concesso tornare alla quotidianità. A giorni di magie ordinarie…

Roma, 8/12/18

Un finale già scritto

Il ragazzo guarda il bianco metallo curvo, sorretto da onde di acciaio, in modo pensieroso, con lo sguardo altrove. Viene riscosso dalla ragazza allegra: “Facciamoci un selfie!” gli propone. Lui fa uno di quei sorrisi che si fanno ai bambini e al loro entusiasmo delle cose del mondo. La foto cattura un sorriso spento. “Ma che c’hai oggi?” gli chiede lei. Lui fa un gesto con la mano, come se i brutti pensieri si possano scacciare a mo’ di moscerini. “Niente, sono solo stanco…”. Lei lo fissa per un attimo con qualcosa da dire che le muore sulle labbra. Nei suoi occhi allegri vibra un impulso rabbioso. “Sì, certo” risponde laconica, e prende lo smartphone continuando a fare foto da sola in cui sorride, ma gli occhi non le ridono più. Cosa mai deve fare per far capire al suo ragazzo che la sta perdendo? Nasconde la risposta dietro un altro selfie mentre lui ricomincia a darle le spalle e a fissare un altro mondo con il cuore già molto più lontano degli occhi.

Un finale non scritto

Rossana si dirige verso la vetrata. I tramonti su Roma le danno sollievo ovunque essi siano. Dalla Nuvola sembra quasi di essere più vicini al cielo. La folla dilaga. Code chilometriche e caldo asfissiante a questa Fiera del Libro. Rossana ha bisogno di un po’ di respiro. Si abbandona addosso a una colonna, scivolando lentamente dietro di essa. La fila si muove, il sole tramonta e lei scrive un messaggio a qualcuno, sulla linea dell’orizzonte, sperando in cuor suo che quella sia l’unica storia senza un finale.

Inverni sui capelli

Lisa e Mario se ne stanno appoggiati vicini sulla colonna accanto. Leggono entrambi, lei un libro appena preso, lui un giornale. Hanno sempre vissuto così, vicini, con letture diverse ad unirli, con il piacere di stare insieme. Anche se Mario ha il volto corrucciato dalla profonda riga che gli attraversa la fronte sopra le spesse lenti ingiallite degli occhiali, si illumina guardano Lisa che, al contrario, è sempre stata sorridente e luminosa. Mario si alza e chiude il giornale. Lisa non fa una piega, studia il suo libro con interesse. Indizio di una vita passata insieme, ma liberi. Mario la chiama solo per condividere qualcosa che pensa valga la pena disturbarla. Lei si alza leggera a tendergli la mano. Gli inverni hanno imbiancato i loro capelli, ma non il loro amore.

Indizi

Irene si siede ridendo contro la vetrata e Luca la segue a ruota. Il sorriso di lei si riflette negli occhiali che enfatizzano uno sguardo intelligente. Con lo stesso sguardo si avvicina a Luca e gli sussurra un pettegolezzo. Lui fa una battuta e lei ride di nuovo in quel modo esplosivo. Irene si arriccia i capelli e guarda l’amico da sotto in su, ma lui sembra non accorgersi nemmeno un po’ di cosa lei desideri.

Distrazioni

Fabio torna a Roma per la prima volta dopo aver girato il mondo. Da solo. Non gli pesa affatto, ma certo la compagnia non la disdegnerebbe, basta che sia una compagnia che valga il suo tempo. Vaga per la struttura con lo sguardo distratto, come se non fosse davvero lì. Prende in mano un libro, dà una rapida occhiata e poi passa al prossimo stand. Non ha letto davvero la trama, è uno di quelli che finge ma in realtà guarda la copertina. Il suo interesse è altrove. E, dopotutto, non è forse lo stesso motivo per cui è da solo?

Il prossimo

Chiara è dietro lo stand da un’eternità. Continua a sorridere ogni volta che arriva un potenziale acquirente che allunga gli occhi su un libro della casa editrice, ma i suoi occhi, i suoi piedi e il suo stomaco stanno implorando per un caffè, un letto e un paio di scarpe sportive. Guarda la concorrenza, o i colleghi, a seconda di come la si voglia vedere. Davanti ha uno stand ad angolo che è il doppio del suo e sospira guardando quanto si fermano di più i clienti di là con tutto lo spazio che c’è. La ragazza dell’altro stand però sembra altrettanto stanca e le fa un sorriso complice che vorrebbe dire “dai, è l’ultimo giorno, un ultimo sforzo e poi possiamo andare a casa”, ma Chiara fa appena in tempo a vederlo perché un ragazzo ha allungato il collo verso il suo stand e lei sfoggia il miglior sorriso che ha pronta a vendere il prossimo libro.

L’avventura del mondo

“Andiamo a vedere Roma dalle nuvole!” suggerisce la nonna che porta per mano il nipotino vivace. Il ragazzino non può sporgersi perché ancora la sua statura non glielo permette, ma per quanto può tende i piedini e sbircia tra le sbarre ondeggianti. La nonna allora lo porta vicino al vetro. “Guarda, guarda com’è piccola Roma da quassù!” e il ragazzino spiaccica il suo viso e le mani impiastricciando la vetrata. Gli occhi gli diventano sempre più grandi mentre la nonna gli racconta una leggenda su Roma. Il mondo, con la nonna, ha sempre il sapore di un’avventura.

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