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TROVARSI SOLI E SOPRAVVIVERE

La solitudine è una condizione difficile. Innanzitutto, perché la società insegna che è qualcosa di negativo, e dunque l’individuo percepisce di essere sbagliato se è solo. In secondo luogo, al giorno d’oggi la solitudine vera è pressocché impossibile da trovare o da raggiungere: internet e i social non ci lasciano mai davvero completamente soli. E in terzo luogo non è nella natura dell’essere umano, la solitudine. Eppure è l’unico modo per conoscere sé stessi, per capirsi e per accettarsi davvero. È una condizione che costringe a passare molto tempo con la propria persona, ed è spesso questa la cosa più difficile: non ci si può nascondere a lungo dai propri demoni, la verità su chi si è realmente verrà sbattuta in faccia al diretto interessato in modo brutale. Tuttavia, stare bene da soli è l’unico modo per star bene con gli altri. Come pretendere che qualcuno ci ami se non siamo i primi ad amare noi stessi? Quando si convive con la solitudine da tanto tempo, essa, dopo essere stata un’insegnante severa, svela un’altra faccia chiamata libertà e diventa un’amica fedele della quale non si può più fare a meno: all’improvviso ci si accorge che ci serve del tempo che sia tutto per noi, per i nostri interessi, per le nostre passioni e, perché no?, anche per le nostre paure e per le nostre fragilità. Qui sorge un nuovo problema per le relazioni interpersonali: chi è stato costretto a stare solo, non si accontenterà più della compagnia di chiunque. Una persona del genere sarà molto difficile abbattere, perché ha vinto i nemici peggiori, quelli che si portava dentro. E sa che, se è sopravvissuta a questo, sopravviverà a qualsiasi cosa.

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