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GOOD OMENS-May I tempt you to a show?

Good Omens è innanzitutto un libro (uscito in Italia per la prima volta nel 2007 con il nome Buon Apocalisse a Tutti! ma in Inghilterra nel 1990) che porta due firme che sono una garanzia: Terry Pratchett e Neil Gaiman. Terry Pratchett purtroppo è scomparso nel 2015, ma aveva lasciato degli appunti col desiderio che si facesse una trasposizione televisiva del romanzo scritto a quattro mani. E nel 2019, finalmente, Amazon Prime distribuisce la miniserie televisiva Good Omens, e, sorpresa delle sorprese, lo sceneggiatore altri non è che Neil Gaiman. Succede raramente che mi piaccia di più una trasposizione filmica rispetto all’opera originale, ma di tanto in tanto i miracoli accadono. Già, perché è proprio il caso di parlare di miracoli: dopotutto, l’autore originale che è libero di scrivere la sceneggiatura aggiungendo dettagli alla propria trama con l’aiuto degli appunti lasciati dal co-autore non ha forse del miracoloso?

LA TRAMA

Good Omens è sostanzialmente la storia dell’Apocalisse. Più o meno. Più precisamente è un insieme di storie che, nonostante le evidenti connessioni col divino, hanno molto di umano. Innanzitutto è la storia di un diavolo, Crowley, e un angelo, Aziraphale (o Azrafel), che, dopo 6000 anni sulla Terra, ci si sono trovati così bene che non hanno alcuna intenzione di distruggerla. I due hanno, inoltre, sviluppato un rapporto di profondo affetto reciproco e a nessuno farebbe piacere perdere il proprio migliore amico (e qualcosa di più) dopo 6000 anni solo perché gioca per la concorrenza. Poi è la storia di una strega, una profetessa terribilmente accurata, e della sua discendenza preparatasi per più di 300 anni a salvare il mondo. Ed è, ovviamente, la storia dell’Anticristo. Ma soprattutto è una storia intrisa di umanità… e di british humor.

I PERSONAGGI: A little demoniac miracle.

Sebbene non siano proprio i protagonisti e anzi contribuiscano alla vicenda principale in maniera molto limitata o involontaria (perché quando provano a influenzare davvero gli eventi altro non fanno che combinare guai), Aziraphale (Michael Sheen) e Crowley (David Tennant) sono sicuramente la colonna portante del divertimento. Le parti più interessanti e comiche riguardano il loro rapporto da vecchia coppietta sposata. Tra i molti sketch, ci sono anche dei momenti di una tenerezza infinita. Si capisce benissimo che i due hanno più in comune tra loro di quanto non abbiano in comune con le rispettive fazioni. Nel corso dei secoli si sono affezionati molto l’uno all’altro e si sono umanizzati. Motivi in più per evitare la fine del mondo. Michael Sheen ha voluto dare l’idea che Aziraphale fosse innamorato di Crowley (e Neil Gaiman ha confermato il fatto che la loro sia una storia d’amore) e c’è riuscito benissimo. David Tennant nei panni del demone è imperdibile.

I PERSONAGGI: Caricature dell’Epic Fantasy.

Uno degli ingredienti più riusciti dal punto di vista dello humor è sicuramente la ripresa di archetipi tipici del fantasy epico e la loro messa in ridicolo. Lo si può notare in particolare nella figura di Agnes Nutter, la strega, e di tutto ciò che ruota intorno alle sue “Belle e Accurate Profezie”. Essendo le profezie molto accurate e dunque avendo ben poco di epico, il libro non ha avuto alcun successo di pubblico e l’unica copia esistente ha tormentato i discendenti di Agnes per secoli. La più tormentata è sicuramente Anatema Device, poiché porta sulle spalle il pesante fardello di essere destinata, secondo l’antenata, a salvare il mondo. Agnes si rivela piuttosto invadente anche sul campo sentimentale, proprio come una vecchia parente, e Anatema appare piuttosto contrariata dalle continue ingerenze del proprio Destino. D’altro canto, il discendente del Cacciatore di Streghe che ha ucciso Agnes è un nerd mancato, impacciato e piuttosto insignificante. E il sergente Shadwell è lo stereotipo del vecchio intollerante, burbero e bigotto che, in fondo in fondo, non è poi così cattivo. C’è molta ironia anche nei nomi.

I PERSONAGGI: Reinterpretazioni brillanti.

I personaggi soprannaturali presenti nella Bibbia sono rivisitati in maniera brillante. Ho apprezzato moltissimo i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse (di cui Pestilenza è stato sostituito da Inquinamento): la loro reinterpretazione è stato un colpo di genio! Soprattutto per quanto riguarda Guerra e Carestia: la prima, una donna che incarna tutti gli stereotipi della virilità tossica e che è al tempo stesso, letteralmente, una donna per cui la gente ucciderebbe; il secondo, un imprenditore entusiasmato dalle cene nei ristoranti di lusso, dai ricchi che pagano somme elevate per restare affamati (uno sberleffo a quei ristoranti che nel piatto mettono due chicchi di riso e la chiamano cena), e dal cibo artificiale privo di enzimi nutritivi che si può trovare nei fast food. Inoltre ho trovato molto intelligente la contrapposizione agli altri quattro, Adam Young e i suoi amici, meglio conosciuti come “Quelli”. Anche le fazioni soprannaturali, gli angeli e i demoni, sono rappresentati in maniera intelligente: in fondo non sono poi tanto diversi. Più interessati alla vittoria che al bene o al male, sono fin troppo umani nella ricerca del conflitto. Spicca l’interpretazione di Jon Hamm (famoso per Mad Men). Interessante anche il fatto che abbiano dato a Dio una voce femminile.

MOLTI PREGI E QUALCHE DIFETTO

In questo paragrafo non posso esimermi dal lodare la colonna sonora, tutta la colonna sonora, dalle musiche fatte ad hoc alle canzoni scelte. Dopotutto, se amate i Queen (come me) non può non piacervi. La regia è davvero divertente, ci sono alcune trovate che ampliano la comicità delle scene. I costumi sono fantastici. Se proprio c’è una cosa che non mi ha entusiasmata, devo dire che sono stati gli effetti speciali. Non curatissimi, ma comunque godibili. Un difetto grosso: Good Omens dura solo 6 episodi. Ne vorrete molti di più.

DIFFERENZE CON IL LIBRO

Ho preferito la serie per un motivo molto banale: nel libro non viene dato abbastanza spazio ai miei personaggi preferiti. Crowley e Aziraphale sono dei comprimari, ma c’è poco e niente su come hanno fraternizzato nei 6000 anni antecedenti. Viene aggiunto che Crowley ha passato il XIX secolo a dormire. Tuttavia, gli attributi demoniaci di quest’ultimo sono più marcati nel libro: sibila se è distratto, può andare in letargo (come un serpente) per lunghi periodi e il suo abbigliamento è in realtà una trasformazione del suo stesso corpo. Una differenza sostanziale per quanto riguarda l’aspetto è che, nel libro, gli angeli e i demoni hanno le stesse ali, mentre nello show le ali dei demoni sono nere. Il romanzo evidenzia la personalità della Bentley, ma non dice molto sulla Caduta di Crowley. Gli Arcangeli nel libro sono solo nominati, ma non ci sono mai fisicamente. Il ruolo dei Quelli è molto più chiaro nell’opera originale, così come le motivazioni per cui Adam fa un certo tipo di scelte. Il finale è diverso.

CONSIDERAZIONI PERSONALI (SPOILER ALERT)

Storia d’amore realizzata o mancata?

Non mi appassionavo così tanto a una coppia dai tempi di Half Bad (anche se lì era tutto tragicamente perfetto). Crowley e Aziraphale sono il vero motore di Good Omens. Se da un lato avrei voluto vedere la realizzazione fisica del loro rapporto, dall’altro è stato notato che è una rappresentazione della comunità LGBTQ+ di una fetta che raramente viene considerata dallo showbusiness: l’asessualità. Dopotutto, anche Neil Gaiman ha asserito che la loro è certamente una storia d’amore, poiché essendo creature angeliche (anche Crowley è stato un angelo prima della caduta), sono creature che amano. Qui si potrebbe aprire una riflessione sull’amore platonico e sul corpo delle creature soprannaturali infarcita di nozioni di filosofia e di fisica, ma dovrei scrivere un altro articolo e comunque non sarei esauriente. Mi accontenterò delle fanfiction. Curioso, però, che la stessa comunità LGBTQ+ abbia sollevato polemiche per la mancata realizzazione fisica del loro rapporto, interpretata come una mancanza di coraggio da parte degli autori.

Implicazioni sociali.

Ma le implicazioni sociali non finiscono qui: il fatto che l’Anticristo decida di distruggere il mondo per via delle Fake News lette sui giornali cartacei (e dunque teoricamente più attendibili), che l’Inquinamento abbia sostituito Pestilenza ai giorni nostri, la modalità con cui Guerra porta gli uomini a combattere (le liti nascono perlopiù per motivi sciocchi) e i nuovi stratagemmi della Carestia sono una critica pesante al consumismo e alla società capitalistica, da cui si possono trarre numerosi spunti di riflessione.

Umano, troppo umano.

Infine, non so in quanti sanno che ho scritto dei romanzi il cui fulcro è una storia d’amore tra un angelo e un demone. Ovviamente robetta rispetto all’opera di Gaiman e Pratchett (che all’epoca nemmeno conoscevo). Eppure c’è un punto comune tra il mio romanzo e Good Omens: il concetto di Bene e Male. Anche io inserii la lotta tra le due fazioni, che però sotto sotto non erano così diverse, e anzi, più si parlava per assoluti, più si somigliavano. Ma immagino che considerare più giusto tenere conto di tutte le sfumature di grigio faccia parte della nostra natura: probabilmente siamo troppo umani per scorgere il Grande Piano Ineffabile.

Voto: 9/10. 

Consiglio spassionato: Vedetela in inglese. Michael Sheen e David Tennant fanno scintille.

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