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GAME OF THRONES, IL FINALE: CHE AMAREZZA

 

Game of Thrones è finita davvero. Nonostante i vari spin off, per ora la serie che ha cambiato la storia della tv ci ha reso orfani, lasciando un senso di vuoto e di amaro che non riguarda solo il destino dei vari personaggi, ma anche la realizzazione di quest’ultima stagione.

Premessa

Scrivere la parola fine non è mai facile. Ed è ancora meno facile se la storia che hai raccontato è epica e se la guarderanno e giudicheranno milioni di spettatori. La pressione è una cosa più che comprensibile. Il cosa accade può piacere o non piacere, è un diritto inalienabile dell’artista fare della propria opera ciò che più vuole (conscio però che sarà inevitabilmente criticato da almeno una parte di pubblico essendo coinvolte migliaia di persone; non si possono accontentare tutti), e questo è sacro santo. Il problema in un’opera di fantasia e intrattenimento sta nel come si racconta una storia e su questo no, non ci si può passare sopra.

Le polemiche

La petizione per rifare questa stagione non è altro che una protesta dei fan appassionati che si sono sentiti offesi da come gli sceneggiatori abbiano cercato di nascondere la loro frettolosità dietro una computer grafica meravigliosa, una regia stupefacente, una fotografia magistrale, interpretazioni da Oscar, costumi da sogno e quant’altro. Come ha tenuto a specificare chi ha lanciato la petizione, questa vuole essere soltanto una provocazione. Io l’ho firmata per pura protesta, perché mi sono sentita presa in giro da alcune scelte di trama davvero discutibili, dalla frettolosità con cui si sono dovuti sbrigare a chiudere la storia dato che poi Benioff e Weiss avevano un appuntamento irrinunciabile con la Disney per il nuovo Star Wars, dalla sciatteria di una sceneggiatura raffazzonata dopo che si aveva avuto più di un anno a disposizione. Sarebbe sciocco credere che la HBO decida di rifare un’intera stagione con tutto quello che hanno speso, e sarebbe anche stupido se lo facesse: si creerebbe un precedente molto pericoloso secondo il quale il pubblico ha più voce in capitolo dell’artista. L’ottava stagione ce la teniamo così com’è, perché è anche giusto che l’artista affronti le conseguenze della fama. Se ha fatto un pessimo lavoro non bisogna tacere. Difendere puerilmente un capolavoro di incompetenza come questo nascondendosi dietro le frasi “lo potevate scrivere voi ma non fate gli sceneggiatori” o “chi lo critica non capisce un c***o” denota una preoccupante mancanza di spirito critico e di osservazione. Chiunque sia capace di pensare ha il diritto a dire cosa ne pensa. Vi è piaciuto? Beati voi che avete potuto godervelo e siete potuti andare oltre gli errori grossolani e inqualificabili. Io l’ho detestato.

DA QUI SPOILER!!!

Daenerys Targaryen

Nata dalla Tempesta, prima del suo nome, regina degli Andali e dei Primi Uomini, Signora dei Sette Regni, Protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-Bruciata, regina di Meereen, Distruttrice di catene e Madre dei Draghi è morta. Morta nel più infame dei modi, pugnalata a tradimento dal bacio di un Giuda, del suo amato Jon Snow, proprio quando stava per sedersi sul trono. La svolta in Mad Queen può anche starmi bene (non mi ci sta, ma questo è un mio gusto personale), ma di certo non può avvenire in 3 puntate. Anche perché io non ho visto la storia di una donna impazzita per delirio d’onnipotenza. Ho visto la storia una donna incredibilmente sola e fragile, arrabbiata perché nonostante tutti i suoi sforzi nessuno la apprezza. Ha salvato Jon Snow innumerevoli volte, e in una ha perso uno dei suoi draghi. Ha affrontato gli Estranei con il popolo del Nord perdendo il suo migliore amico e metà del suo esercito senza ricevere nemmeno una parola di ringraziamento, ha perso numerose battaglie a causa di consiglieri incapaci, perde un altro drago prima dello scontro con Cersei, perde la sua migliore amica e perde anche il suo amante, che scopre essere non solo suo nipote ma anche il legittimo erede al trono. Tutto questo nelle ultime puntate, senza contare tutto quello che ha passato nelle stagioni precedenti di Game of Thrones. Chi mi fa il paragone con Sansa dimentica una cosa: Sansa era una ragazzina viziata e stupida che si è cacciata nei guai da sola, aveva una famiglia che le voleva bene alle spalle, ma preferiva fare la lady ad Approdo del Re insieme a Geoffrey. Daenerys invece non solo è dovuta fuggire da casa propria ancora in fasce, scampando ai coltelli dei sicari di Re Robert, ma aveva anche un fratello che abusava di lei e che l’ha venduta come un cavallo al miglior offerente. Dopo essersi innamorata di Khal Drogo costui è morto, così come il figlio che portava in grembo, ed è rimasta pure sterile. Dopo aver rischiato di morire di fame, ha conquistato diverse città e abolito lo schiavismo ad Essos, battendosi sempre per i diritti dei più deboli, rinchiudendo persino i suoi draghi, i suoi figli, la cosa più preziosa che aveva, per amore del popolo. Ovviamente sempre scampando ai vari tentativi di avvelenamento e a tradimenti vari. Poi appena approdata a Westeros i suoi consiglieri, Varys e Tyrion, improvvisamente sono diventati due idioti e non hanno saputo darle un consiglio buono che fosse uno. Jon Snow dopo aver scoperto le sue vere origini ha saputo dire solo “you are my queensenza dimostrarlo coi fatti, anzi, tradendo la sua fiducia andando a spifferare tutto alle sorelle in un momento delicatissimo com’era la guerra imminente, mettendo così la sua regina in una posizione di svantaggio. E dopo tutto questo lei ci ha rimediato anche una pugnalata letterale oltre che figurata. Questa non è la storia di una donna pazza, è la storia di una donna infinitamente sola. E sinceramente ho trovato anche un po’ sessista il fatto di far diventare lei la villain per questi motivi: una donna sola al potere diventa irrimediabilmente pazza? L’avevamo già visto con Cersei mi pareva (e anche lì c’è da discutere perché non è propriamente così), ma con Cersei non ho mai avuto dubbi del genere. E questo che vuol dire? Che non avete saputo raccontarmela, questa descensus ad Inferos di Daenerys. Inoltre lei ha sempre cercato di dimostrare di non essere come tutti gli altri Targaryen, e alla fine lei è esattamente come suo padre? Davvero? Della serie, se nasci tondo non puoi morire quadrato, il tuo destino è ineluttabile e il tuo sangue decide per te. Bel messaggio, positivo, grazie. Un personaggio stuprato, davvero. Ci poteva anche stare questa svolta dark, ma non così, dovevate iniziare a raccontarmela prima, nelle stagioni precedenti, senza nascondervi dietro un dito dicendo “ha ucciso i nobili di Meereen“. Scusate, quale sovrano non uccide dei ribelli se questi mettono in discussione il suo ruolo? Nessuno, esatto. Una sceneggiatura che veramente mortifica uno dei personaggi migliori di tutta la serie e lo sminuisce. Anche per quanto riguarda la sua morte c’è da ridire: dovrebbe essere una scena madre, essendo la mia preferita avrei dovuto piangere tutte le lacrime del Mare Stretto, e invece è stata una scena insipida e priva di pathos (non certo per colpa degli attori, anche se non hanno una buona chimica), nulla a che vedere con la morte di Ygritte, quando ancora Game of Thrones aveva una scrittura magnifica. “She’ll be always my Queen“. Emilia Clark invece ha dato un’interpretazione magistrale.

Jon Snow

Se il personaggio di Dany è stato stuprato da una sceneggiatura pessima e frettolosa, quello di Jon Snow ancora peggio. Tante stagioni a tenermi sulle spine sulle sue origini, praticamente tutto Game of Thrones incentrato su questa cosa, tanta importanza data al fatto che fosse figlio di una Stark e un Targaryen, il legittimo erede al trono, tanta trama spesa su lui e il Re della Notte, tutta un’evoluzione del personaggio in positivo, addirittura abbiamo scomodato la resurrezione, e poi? Poi nelle ultime due stagioni non sa dire altro se non “The deads are coming” e “She’s my queen“. I dialoghi tra lui e Daenerys sono imbarazzanti, un amore che non ci ha mai convinti perché anche in questo caso è stato raccontato male. Minutaggio infinito speso su una possibile gravidanza di Daenerys che si è poi rivelato minutaggio sprecato perché Jon Snow non ha saputo fare manco questo, metterla incinta. A cosa è servito in questa stagione? A farla inc*****e. Un fidanzato veramente discutibile, uno di quelli che ti dice che hai sempre ragione solo per non sentirti, ma che poi alle tue spalle fa come gli pare, uno dei peggiori proprio! E ancora, una sceneggiatura che lo mortifica. Non solo è bidimensionale e piatto come una tavola, ma le pochissime battute che gli riservano gli sceneggiatori sono anche le peggiori di tutta la serie. Tutto il suo percorso andato in vacca perché dopo aver ucciso Daenerys nessuno si ricorda che è lui il legittimo erede, nessuno gli chiede un parere, cornuto e mazziato. In questa stagione non decide mai niente, fa soltanto ciò che gli altri gli dicono, non è mai lui il diretto responsabile delle proprie azioni. Non sceglie lui di uccidere Daenerys, lo fa perché gli viene chiesto. Sale per la prima volta sul drago col nome del padre perché Daenerys lo invita. Non sarebbe stato molto meglio che Rhaegal fosse sopravvissuto alle baliste e che Jon fosse salito sul suo dorso per affrontare Daenerys ad armi pari in cielo? Non avrebbe reso giustizia a entrambi invece di finire col più banale dei finali? Non abbiamo visto come la rivelazione su chi fossero i suoi veri genitori abbia agito su di lui, se non nelle rare scene in cui decide di non concedersi alla sua ragazza e regina, facendola irritare solo più di quanto già non sia, facendola sentire ancora più sola in un mondo che dovrebbe sembrarle familiare ma che non ha alcun sapore di casa. Non abbiamo visto i suoi tormenti interiori, come invece li vedemmo con Ygritte. E alla fine, mandato alla Barriera. Anche qui, Jon avendo iniziato da nulla ritorna ad essere nulla, un reietto invece che un eroe. E per fortuna che sceglie di fregarsene del giuramento e se ne va con i Bruti oltre la Barriera. Non era meglio che morisse bruciato da Drogon allora? Non era meglio che si autoesiliasse oltre la Barriera e che ci facessero vedere quanto realmente la morte dell’amata pesi sulle sue mani sporche di sangue (di nuovo!)? No. Trattato peggio del cane suo. Kit Harington senza infamie e senza lodi.

Tyrion Lannister

Tyrion nelle ultime stagioni di Game of Thrones è un fesso. Niente a che vedere con l’arguto Folletto delle prime stagioni, quello che riusciva a sventare i complotti e a sgamare gli infami con un semplice giochino. La scusa per giustificare il suo improvviso ritardo mentale è che era innamorato di Daenerys e dunque il suo giudizio era offuscato dall’amore ……………………………………………………….CHE COSA!? E da che avremmo dovuto capirlo? Dallo sguardo sbieco alla cabina di Daenerys mentre lei amoreggiava con Jon? Dall’allusione di Sansa alla lealtà per un’altra donna? E da quando l’amore rincoglionisce Tyrion? Era già stato innamorato, e ricambiato, eppure questo non gli ha impedito di usare il cervello nel processo contro di lui per l’omicidio di Geoffrey. Anche per lui, poche battute e fatte male. Almeno ha avuto la fine che gli spettava, essere il primo cavaliere del re, anche se a questo punto avrei preferito che sul trono ci andasse lui. Peter Dinklage eccezionale nonostante tutto.

Jaime Lannister

L’uccisore di re ha trovato la morte tra le braccia della sua amata, come aveva sempre sognato. Peccato però che noi ci aspettassimo una profezia da compiere. Effettivamente, Cersei muore con le braccia del fratello intorno al collo, ma siamo punto e a capo: dopo tutta la strada che ha fatto il povero Jaime per affrancarsi dalla perfida sorella, dopo aver compiuto un processo di crescita personale, essere andato contro l’amore distruttivo che provava per lei per diventare una persona migliore, dopo essere riuscito ad abbandonarla al suo destino che fa? Torna da lei. E non per ucciderla, ma per morire tra le sue braccia. In più c’è la storia di Brienne (e ne approfitto per parlare di lei qui): imbarazzante la scena di loro due che finiscono a letto insieme, e inverosimile che siano entrambi sopravvissuti alla Lunga Notte. Brienne aveva finito il suo ciclo narrativo diventando cavaliere, avrebbe dovuto morire contro gli Estranei, e la scena meravigliosa delle loro sagome contro il fuoco che combattono fianco a fianco avrebbe dovuto simboleggiare il raggiungimento di un amore platonico, un combattimento che era in sé e per sé già un atto fisico d’amore. Game of Thrones era bella anche per questo, perché se dovevi morire morivi punto e basta, era realistica! Invece abbiamo dovuto banalizzare tutto anche qui, inutilmente poi, per puro fan service, dato che Jaime sceglie comunque di tornare da Cersei. Brienne è viva solo per scrivere le sue gesta per i posteri (su un libro che non si sa come sia sopravvissuto al devasto di fuoco). Nikolaj Coster Waldau molto bravo.

Cersei Lannister

Una morte romantica e glorificata quella di Cersei. Cioè, Daenerys morta come un cane e Cersei glorificata? Il personaggio che più di tutti chiedeva una morte violenta per rispettare la giustizia interna di Game of Thrones, morto tra le lacrime nell’abbraccio rassicurante dell’amato. Cersei, quella che ha fatto esplodere un tempio con mezza città dentro, quella che ha tormentato una ragazzina solo perché figlia dei nemici, quella che ha avvelenato il marito perché le aveva scocciato scatenando la guerra dei cinque re, quella che ha tormentato il fratello minore perché nano, quella che ha mandato un mercenario ad uccidere entrambi i fratelli, quella che ha causato la morte di uno dei suoi figli, morta romanticamente? Ma scherziamo? E poi una donna che ha compiuto la Walk of Shame solo per tornare dai figli, scoppiando in lacrime solo alla fine e per rabbia, che nell’ultimo assedio stava per avvelenare sé stessa e il figlio minore pur di non dare la soddisfazione al nemico di trovarla viva, morta piagnucolando che non vuole morire? Seri? Per non parlare della cessione al ricatto sessuale di Euron Greyjoy. Così out of character. Anche per lei pochissime battute, ma una Lena Headey da Oscar nonostante tutto. Mentre guardavo le scene con lei sono riuscita ad apprezzarle solo per la sua recitazione, davvero commovente.

Arya Stark

Ho apprezzato il fatto che sia stata lei ad uccidere il Re della Notte, sebbene mi aspettassi un combattimento epico con Jon Snow prima. Ci sta, lei è Nessuno, devota al Dio della Morte, e per riappropriarsi definitivamente della sua personalità di Stark deve uccidere la Morte Stessa, e Nessuno è l’unico che può sconfiggere la Morte. Peccato che poi diventi tipo Superman. Peccato che tutto il suo personaggio, basato sulla vendetta contro coloro che hanno fatto del male alla sua famiglia, venga sputtanato con un solo dialogo: il Mastino le dice di andarsene una volta arrivati alla Fortezza Rossa e lei se ne va. Essendo tornata ad essere Arya Stark, per chiudere il cerchio avrebbe dovuto uccidere Cersei con la faccia di Jaime (che magari era morto in battaglia contro gli Estranei, dal momento che Brandon Stark gli aveva anche profetizzato “sei così sicuro che ci sarà un dopo?”). E invece. La scena con il cavallo bianco è imbarazzante e inutile, dato che nella puntata successiva la troviamo a piedi. Tutti intorno a lei sono morti e lei è l’unica a sopravvivere al fuoco di drago, più ignifuga dei Targaryen! Infine, coerentemente con il suo essere Nessuno, una novella Ulisse, Arya decide di viaggiare “oltre le colonne d’Ercole“, a ovest di Westeros, in territori ancora sconosciuti. Maise Williams brava.

Sansa Stark

La più viziata degli Stark ha ottenuto quello che voleva: la coroncina sulla sua testa. Chiede l’Indipendenza del Nord per puro capriccio, nonostante al trono ormai ci sia suo fratello. “Il Nord è sempre stato indipendente”. No cara, Dorne è sempre stata indipendente! E la povera Yara Greyjoy allora? Perché a lei l’Indipendenza non viene concessa? Avrebbe anche più senso, loro sono un’isola. E perché non è concessa a tutti gli altri allora? Sansa è antipatica come pochi, ma almeno rimane coerente col suo personaggio! Mi è stata insopportabile dalla prima puntata di Game of Thrones fino all’ultima.

Brandon Stark

Il Corvo con Tre Occhi, il nuovo re. Scusami!?!?!? Un personaggio che ormai era sovrumano, al di sopra di tutto e tutti, che non voleva nemmeno fare il lord, una volta proposto come re alla domanda “lo vuoi fare?” risponde “e che ce so’ venuto a fa’ sennò?”. Quindi da questa frase si evince che Bran vede nel futuro. Quindi Bran è il vero villain dato che ha fatto trucidare migliaia di persone, uccidere Daenerys e lasciare che Jon vivesse col rimorso per sempre, solo per diventare re. Complimenti. E poi quale merito avrebbe Bran? “Chi ha una storia migliore della sua?” chiede Tyrion, dando ancora una volta prova del suo ritardo mentale in questa stagione. La risposta giusta a questa domanda sarebbe “Ehm… chiunque? Anche il sasso che ha schiacciato Jaime e Cersei?”. In tutto Game of Thrones Bran è quello che ha fatto il meno per meritarsi il trono, e più danni (ricordate Hodor?)E Tyrion e gli Stark a quanto pare soffrono anche di alzheimer dato che nessuno osa proferire parola sulla vera identità di Jon. Persino Gendry avrebbe più diritto al trono di Bran. Appena Bran viene proposto Sansa, la rosicona, temendo che togliessero la seggiolina a lei, fa notare a tutti le disfunzioni erettili del pene del fratello. Dunque si opta non per la discendenza ma per un re eletto dai lord di Westeros. Mh. E quanto ci vorrà prima che un lord non sia d’accordo con gli altri e scateni una guerra? Oppure che un re eletto poi sia consumato dal potere? O che un re decida di invadere di nuovo il Nord perché è tipo metà di Westeros? La ruota non è spezzata, hanno solo bucato e messo quella di riserva. Decisamente una scelta infelice e anche piuttosto noiosa.

Il CleganeBowl

Lo stavamo aspettando da anni, e finalmente gli sceneggiatori ci hanno accontentato, con un fanservice che per una volta ha ragione di esistere! Il Mastino e la Montagna si sono scontrati in un incontro epico. E tutto non poteva che finire come era iniziato: nel fuoco. La Montagna che come un novello Frankenstein uccide il suo creatore in un modo orrendo mi è piaciuto molto. Peccato che uccidere la Montagna sia stato più arduo che uccidere il Night King.

Il Re della Notte

Chi era? Che cosa voleva? Era cattivo e basta? Beh bella spiegazione di m***a. Come Jon Snow, un’importanza senza pari a questo villain apparentemente imbattibile, addirittura dalla prima scena del primo episodio che cerchiamo di capire chi diavolo siano questi stramaledetti Estranei e cosa vogliano, quale legame ci sia con Brandon Stark e con il Corvo con Tre Occhi in generale, e finisce così? Il Night King muore come uno str***o? Bah. So che faranno uno spin off sulle sue origini. Eh no belli, mi dispiace, non funziona così: non potete pretendere che io mi veda uno spin off perché voi non avete avuto voglia di spiegarmi bene le cose quando era ora. Anche perché idee per gli spin off non mancano.

Per tutti i personaggi secondari sopravvissuti fin qui c’è un lieto fine. Bronn vince su tutti.

Errori madornali e scelte azzeccate

A parte le varie bottigliette e tazze di Starbucks disseminate negli episodi a testimonianza ancora una volta della frettolosità e della sciatteria con cui certe cose sono state trattate, ci sono dei buchi di trama grossi quanto il buco nell’ozono e ci sono dei dialoghi davvero imbarazzanti. Innanzitutto la potenza dei draghi: come fanno i draghi ad essere delle mammolette cui bastano 3 dardi per cadere a terra morti e nell’episodio successivo a trasformarsi in imbattibili Godzilla? Come fa una flotta microscopica innanzitutto a non essere avvistata da Daenerys o da uno dei suoi draghi dall’alto (e no, miei cari Benioff e Weiss, la scusa non può essere “si era dimenticata della Flotta di Ferro”, perché oltre che pazza ora Daenerys me la volete far diventare pure cretina?), in secondo luogo a uccidere un drago con 3 dardi e poi nell’episodio successivo, con tutto il resto delle navi, a venire distrutta completamente senza nemmeno ferire un draghetto? Come mai, eh? E come fa la Fortezza Rossa ad essere completamente distrutta e a ristare in piedi dopo due settimane? La gente è morta e stiamo nel medioevo, chi ha ricostruito? Drogon è tornato per aiutarvi coi mattoni? E come mai i nobili non si possono permettere le vetrate ma i poveracci si possono permettere le persiane verdi? E come fanno i protagonisti principali e i personaggi secondari ad essere tutti vivi, a parte il caro (Mai ‘na) Jorah dopo essere stati sommersi dagli zombie? Come fa Samwell Tarly ad essere vivo? Come fa il fuoco di Viserys a non bruciare la pietra dietro la quale si nasconde Jon Snow quando il fuoco di drago è capace di distruggere la pietra? (E questo non è un errore, viene detto anche da Tywin Lannister ad Arrenal). A chi scriveva le letterine Varys e a chi sono arrivate se sono arrivate? Perché Melisandre aveva quel potere dato che nella quarta stagione si fa il bagno senza collana? Chi era davvero? Perché Jon Snow non saluta Spettro quando se ne va, ma gli fa le coccole quando lo ritrova? Quanto tempo è passato? Perché l’Inverno che doveva essere lunghissimo è durato sei puntate e poi alla fine è Primavera? Perché durante “Le campane” c’era un sole che spaccava le pietre e nell’episodio successivo nevicava (perché quella non era cenere, dai, siamo seri)? E a cosa sono servite metà delle cose di questa stagione se non a farci inc*****e?

Le cose belle: la computer grafica, veramente epica, un sapientissimo e spettacolare uso dei draghi; la regia di Sapochnik si è vista, sempre impeccabile, e l’ho apprezzata soprattutto nella scena di Arya tra i cunicoli della biblioteca a Grande Inverno (un vero horror da cardiopalma!); la fotografia, nonostante le critiche per “La lunga notte” a me è piaciuta moltissimo. I costumi sono migliorati di puntata in puntata (soprattutto quelli di Sansa e Daenerys). Gli attori sono stati fenomenali (tutti o quasi) e più di tutto ho apprezzato le musiche di Ramin Djawadi, degno allievo di Hans Zimmer. Musiche che resteranno nella storia. E tutto questo non fa che farmi arrabbiare di più però, perché con professionisti di questo calibro non mi capacito davvero di come si sia potuto concludere tutto in questo scempio di trama, e sono infinitamente dispiaciuta per tutti coloro che hanno lavorato duramente a questo show, perché si vede l’impegno di tutti.

Conclusioni

Game of Thrones si è conclusa con un finale che lascia con l’amaro in bocca, e non solo per la trama purtroppo. Si sarebbe potuto fare molto, ma molto di più. C’è del rammarico, per il destino di Daenerys Targaryen e per quello di Jon Snow. Almeno a lei è stata concessa la morte. Eppure in molti hanno visto nell’esilio di Jon oltre la Barriera un lieto fine anche per lui. Sì, ce l’ho visto anche io, ma mi è dispiaciuto che non sia stata una sua scelta. Mi dispiace questo finale amarissimo, non dolce amaro come ci era stato promesso, un finale che per certi versi è un pugno nello stomaco, che racconta l’ineluttabilità di un destino ingrato, e che per altri versi è semplicemente ridicolo e banale, “disappointing” come ha detto Kit Harington in un’intervista. Un finale che non ha soddisfatto nemmeno gli attori. Un finale che ci lascia orfani di una serie tv che ci ha accompagnato per quasi un’intera decade, e che avrebbe potuto farlo per più tempo se Martin avesse avuto la situazione sotto controllo. Game of Thrones è finita, nel bene e nel male. E le nostre speranze per un finale degno di nota si sono sciolte insieme al trono forgiato dalle spade dei mille nemici di Aegon il Conquistatore, per poi volare via come cenere tra le zampe di Drogon, insieme al corpo esanime di Daenerys Targaryen, Regina Nata e Morta nella Tempesta, verso terre ignote e lontanissime. Tutte le speranze sono in quelle terre: nei prossimi libri di Game of Thrones provenienti dalla penna di G.R.R. Martin.

Ilaria Alleva

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