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Ritratto della vergine

Pubblicato il 24 Apr 2016

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Come potrei mai

dimenticare quegli occhi,

vivi e spendenti,

d’un azzurro acceso,

come il mio battito,

nel osservarlo?

Come potrei mai

non pensare al rosso,

rosso sangue,

carico di sensualità,

di quelle labbra

richiedenti un bacio,

emananti l’eros più caldo?

Come potrei mai

non trovare sublimi

i capelli color ebano,

irradiante sicurezza,

profondità,

femminilità irriducibile?

Come potrei mai

non desiderare di

rivedere all’infinito,

quelle candide sfumature

rosee,

di quel corpo,

contornato dall’oro

di quell’abito,

tanto regale,

quanto celante?

Come potrei mai

negare che,

non di celeste,

ma di terreno si trattava,

che non il santo,

ma il profano,

mi era di fronte?