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Terni-Barcellona-Pamplona-San Sebastian-Lloret De Mar-Terni

Pubblicato il 7 Maggio

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Domenica 6/8/2000

La borsa e lo zaino mi guardano in modo preoccupato… molto più di mio padre che con calma subisce i tristi programmi della televisione in una domenica pomeriggio d’agosto. Lo stereo invece non mi guarda proprio, ha l’aria del capro espiatorio e sembra dirmi “perché mi vuoi perdere? cosa ti ho fatto di male per farmi portare a Barcellona? lo sai che li fregano tutto… non mi vuoi più con te? eppure e dal 1982 che suono per te…” Cosa dovrei dirgli? ma… capirà spero, altrimenti si guasterà subito, sono fatti suoi…

Ore? 18,10; la partenza era fissata alle 17.00… Lupo ti odiooooooo!

Eccoli (18, 25!), con Lupo, Lupa (che è la ragazza di Lupo) e Cobra ci incastriamo nella macchina con i bagagli, le tende, i sacchi a pelo, lo stereo (sempre più preoccupato!), le provviste (consistenti in otto panini, varie merendine, sei litri di acqua, caffè, cappuccino e varie porzioni di melanzane alla parmigiana che detto fra noi neanche mi piacciono ma non ho avuto il coraggio di dirglielo!) e cazzi vari… che non si sa com’è sono quelli che tolgono più spazio… foto di rito (che non è il ragazzo di Rita) e via!

Lunedi 7/8/2000 ore 01,30

Sorpassiamo il confine italiano mentre sono stato tradito dal thermos del caffè che mi ha ridotto i jeans ad un’accozzaglia di macchie marroncine che li rende quasi una mimetica dell’esercito… un cambio fottuto dopo sei ore non è male come media…

La domanda che mi viene spontanea mentre Cobra macina i km francesi è:”ma quanti cazzo di caselli ci sono in Francia? che gli avanzavano le cabine e cosi ne hanno messi un po’ quà e un po’ là a casaccio?” la risposta è inevitabile….. bah!

L’alba arriva e mi sorprende che sto russando come un ghiro a Perpignan…. ultima sosta francese.

Arriviamo a Barcellona leggendo quello che dice la guida Routard…. “Barcellona è un delirio! il carro attrezzi municipale è spietato… i borseggiatori ti portano via qualunque cosa, ragazze incantevoli davanti la Sagrada Familia ti chiedono di farsi una foto con te mentre qualcuno ti porta via il portafoglio” (intanto lo stereo si è spento e si è rintanato spontaneamente nel portabagagli!).

La prima impressione comunque è quella di essere a Roma… traffico intenso, caldo afoso, gente di tutti i tipi… e non potrebbe essere più sbagliata, infatti basta poco per accorgersi che il traffico è si intenso ma molto più ordinato e le file sono praticamente inesistenti; la gente inoltre è disponibilissima, ti accompagna anche dove devi arrivare e le strade sono molto pulite.

Unico difetto la puzza! Sarà che è Agosto e siamo vicini alla estaciò de Francia, ma c’è un odorino.. eau de fogne si direbbe!

La routard afferma che a Barcellona si trova sempre posto, e infatti non lo troviamo. C’è una stanza libera ma solo per il giorno dopo, e nel frattempo CAMPEGGIO! (seguono una miriade di maledizioni che non vengono riportate per rendere possibile la prosecuzione della lettura anche a chi possiede una pur minima fede in un entità superiore! Mi limito ad annotare che prima della partenza avevamo stabilito di ricorrere ai camping solo in casi estremi dato che ci erano giunte notizie terrificanti sulla condizione di questi in Spagna).

Martedi 8/8/2000 mattina… ora imprecisata!

Ci svegliamo molto tardi e ciò è strano perché in genere la tenda alle 9.00 è impraticabile…. Lupa sta male… Lupo ci dice che ha vomitato tutta la notte, forse è colpa del vino che lui ha ordinato pensando che costava duemilacinquecento lire quando in realtà era sopra le venticinquemila! (in compenso è diventato pratico con il cambio: una peseta vale undici lire).

La spiaggia di Castel de Fels è bellissima (vedere le foto per crederci), ed il mare ha un aspetto stranamente pulito pur essendo a soli venti chilometri da Barcellona, forse questa è l’unica cosa che rimpiangerò di questo campeggio… di sicuro non quel demente che lavora all’ingresso! Prima ci ha fatto bloccare la macchina da due camper arrivati dopo di noi (di conseguenza per ritornare sulla strada di uscita abbiamo dovuto sradicare due alberelli appena piantati ma nessuno se ne è accorto) e poi ci ha fatto perdere un ora di tempo per uscire perché ci eravamo scordati la tesserina in tenda… ma razza di bradipo nano dell’amazzonia, io capisco che non ci fai entrare se non abbiamo la tesserina… ma se dobbiamo uscire vuol dire che siamo già dentro al campeggio no!? …. no ovviamente, che ti possa venire un colpo con la cartina geografica cosi te ritrova de sicuro!

La pensione dove dovremo stare i prossimi giorni si trova al terzo piano e per arrivarci bisogna fare delle scale modello Manolo (nel senso dell’arrampicata libera) ma questo è l’unico inconveniente perché dentro è molto pulita ed accogliente. Quando usciamo sono già le due del pomeriggio, cerchiamo un posto per mangiare (in tre perché Lupa sta dormendo sul letto della pensione con la tosse e con lo stomaco in disordine). Ci fermiamo in un ristorante greco a due passi dalla pensione (nota… il Pittagiro è qualcosa di straordinario, nonostante l’aspetto!) e quando andiamo a pagare cerchiamo di esprimerci con il nostro catalo-italo-iberico-anglo-ternano quando quello che sta alla cassa si gira verso il cameriere e gli fà: “ma inguastita della madonna, voli sta attento?” classica espressione di SAN TERENZIANO – GRUTTI (venti chilometri da casa nostra).

Cioè… due conterranei che hanno aperto un ristorante greco a Barcellona…. ma se pò campà?

Dopo gli adeguati scambi colturali ce ne andiamo a visitare il parco della cittadella che è stupendo… (ma il mammut che c’entra?), nel frattempo Cobra in poco più di un ora riesce ad importunare una ventina di ragazze, delle nazionalità più disparate… ed il bello è che la maggior parte di loro sarebbe anche contenta di approfondire il discorso… ma è lui che con tutte taglia corto dopo cinque minuti e poi mi dice “sai… non ho voglia di perdere tempo, o si conclude o ciao”… BAH! andiamo sempre peggio!

La sera però riesce a scambiarsi il numero di cellulare con una bella ragazza (vabbè, avrà più di trent’anni ma qui son tutti giovani dentro) e noi pensiamo all’unisono “ERA ORA!”… forse adesso si riesce anche a far piacere Barcellona… si perché fino a quel momento si è lamentato ripetendosi come un disco rotto: “qui sarà difficile rimorchiare”, “era meglio andare a Lloret de Mar perché li te la tirano sulla faccia”… personalmente non riesco a capirlo, sarà che ho gli ormoni meno schizzati…bah.

Mercoledi 9 – Giovedi 10 Agosto, Barcelona mon amour

Mentre sto facendo colazione nello stesso bar dove l’ho fatta ieri appena arrivato, mi accorgo che la cameriera si volta verso la collega e dice qualcosa tipo “Italiano està acchi!” lo spagnolo non lo capisco benissimo ma mi sento piuttosto osservato…. allora mentre la collega premurosamente avvisata mi porta il cappuccino gli chiedo:

-problemi con gli italiani? forse qui in giro ce ne sono troppi- e lei con un sorriso fantastico mi dice che anzi… gli italiani le stanno simpaticissimi perché la lingua è bella (muy musical) e soprattutto sono carini… io non ero neanche intenzionato, però mi tocca approfondire il discorso! Si chiama Leyla ed ha venticinque anni abita un po’ fuori Barcellona ma è originaria della Tunisia e… altro che approfondire vorrei… ma perché ogni volta che conosco una ragazza che mi piace immagino subito tutta la mia vita con lei per i prossimi quarant’anni? In questo momento sto pensando agli intoppi burocratici per prendere la residenza qui… però gli altri mi stanno aspettando… e vabbè, tanto so che sei qui, dove vai? ci vediamo dopo!

Vediamo un sacco di roba, il Museu Picasso (a settantacinque anni si è fidanzato con una ragazza di trenta, dopo due anni l’ha lasciata e lei si è suicidata perché non poteva vivere senza di lui… ma che gli faceva alle donne questo? altro che pennello!), la Cathedral (che è veramente brutta… molto meglio il duomo di Orvieto) e la Sagrada Familia l’unica chiesa che in vita mia sono stato veramente contento di aver visto… e non è poco!

Tutto o quasi fantastico… a parte le notizie che arrivano dai paesi baschi, un’autobomba e quattro persone morte! Ma dov’è che vogliamo andare noi? mi sa che è meglio dirigerci verso la Costa del Sol, lo dico e Cobra approva con entusiasmo (chiaro, là c’è più figa!). Lupo e Lupa sono pensierosi.

Quando torniamo dalle parti della estaciò di Francia dove si trova la nostra pensione, il bar di Leyla è chiuso… cazzo! è aperto dalle 9 alle 18, e c’è anche scritto, ma io non avevo notato il cartello!! puerca di una puerca di quella puerca della miseria!

Grazie ad una brillante intuizione di Lupo e Cobra la sera ci staccano più di quattromila pesetas a testa per la cena al ristorante greco dei nostri compatrioti, però effettivamente è tutto buonissimo compreso il servizio ed il vino.

Cobra ha un appuntamento con la spagnola trentenne alla terrazza… allora… io so benissimo che qui per “terrazza” intendono quasi sempre i tavolini dei bar all’aperto e delle Ramblas in particolare (dove, per la precisione, si erano conosciuti la sera prima!) ma lui è convinto che la terrazza è la discoteca che sta al Montjuic… andiamo là, ci perdiamo, a mezzanotte chiediamo informazioni, ci mandano nella direzione giusta, ci riperdiamo, finiamo in un quartiere di tossici che si stanno bucando sotto i ponti, Cobra si vuole fermare per chiedere informazioni, viene insultato in otto lingue diverse da tutti gli occupanti della vettura e finalmente (ore 1.15 circa) arriviamo alla discoteca “Terrazza” del Montjuic…CHIUSA! (CENSURA)

Torniamo sulle Ramblas che sono le due, la spagnola al cellulare non risponde, io e Lupo la prendiamo a ridere… sarà l’effetto del quinto Cuba libre? e mentre camminiamo sentiamo:

  • Cobra, ma che ci fai qui?”-

Mi sembrava strano di non avere incontrato ancora ternani! Anzi, ternane per la precisione, ed anche carine per quello che posso vedere. Le conosco anch’io di vista, una di loro era la ragazza di un tipo che giocava spesso a basket con noi, l’altra viene sempre a ballare al Joys. Prendiamo da bere con loro e poi andiamo al Maremagnum, che sarebbe un’accozzaglia di disco pub dove si trovano tutti i turisti di Barcellona, ma dopo poco ce ne andiamo per fatti nostri… anche perché loro sembrano molto più interessate alla fauna autoctona che a quella delle loro parti (ore 3.00 Lupo e Lupa spariti… mi sembra anche giusto!), ma le ritroviamo quando sta per sorgere l’alba che si lamentano… a quanto sembra gli Spagnoli a ballare sono bravi ed eccitanti ma al dunque hanno qualche problema! Ci chiedono di riaccompagnarle in albergo… evvai!! subito come no… qual’è il problema? Il problema è che guida Cobra… arriviamo al loro albergo che sono quasi le sette del mattino… e durante il viaggio non ha mai smesso di urlare “che città di merda!” ogni volta che sbaglia un incrocio e per di più spalleggiato da queste due… mi stanno sul cazzo! tutti e tre! ma che cosa abbiamo addosso noi ternani? Viviamo in una città che non smettiamo di criticare e poi ci fa schifo Barcellona? Siamo degli idioti! (e mi ci metto in mezzo anch’io perché vuoi per il sonno o forse perché questa qua dietro mi si è sdraiata sopra per stare più comoda non dico niente)

Quando arriviamo all’albergo oramai albeggia… loro ci chiedono di salire, io ho già aperto la portiera e sono sulla porta dell’albergo… ma Cobra dice che non è il caso! (CENSURA).

Rientro in macchina facendo lo sguardo più cattivo che posso; lui mi dice, con la massima tranquillità:

– se per scoparmi una ternana dovevo venire a Barcellona era meglio che rimanevo a casa.

Meglio dormirci sopra và… niente è meglio del sesso ma due ore di sonno son meglio di niente, quindi due ore di sonno son meglio del sesso…

Quando mi sveglio Lupo e Lupa ci informano che domani partiamo per il nord… stavolta mi incazzo davvero, e perché dobbiamo partire? Avevamo detto che stavamo una settimana a Barcellona… ah ma qui la vita è tanto cara e loro hanno speso quasi mezzo milione a testa in tre giorni… scusa ma a me che cazzo me ne frega? prendi due cuba libre di meno a serata e non rompere… niente.. poi Lupa mi comincia a dire:

  • qui ci vuole un po’ di collaborazione ieri sera per esempio vi abbiamo lasciato la macchina.

  • NO! cavolo – gli faccio io – ieri sera siete tornati prima per stare soli non è che ti ho chiesto di lasciarmi la macchina e poi che c’entra col fatto che vuoi andare via prima?

  • ma perché qui abbiamo già visto tutto!

Se trasformo in parole i miei pensieri si litiga, e non per modo di dire, allora vorrei lasciare perdere… ma lei mi fa:

  • vabbè vuol dire che noi andiamo e via e voi ci raggiungete a San Sebastian con il treno quando vi pare, mi sembra che più elastica di cosi non posso essere!

Io non dico niente, solo apro la porta e me ne vado a fare colazione.

(Li rivedrò la sera alle 10…lei mi dirà “ma dove sei stato che ti abbiamo cercato dappertutto?” e io usando un francesismo “dove cazzo mi pare, perché?” e saranno le ultime parole che ci scambieremo per un paio di giorni! Lupo invece non mi dirà niente e poi parleremo tranquillamente… uno dei due ha la coscienza sporca, ma questo è il bello, e il brutto, di Lupo… non sai mai se sei in colpa tu o lui).

Sono fuori.

Ho voglia di un caffè… il bar di Leyla è proprio lì, perché cercare oltre?

Il suo sorriso fantastico mi fa stare un po’ meglio, allora gli dico:

  • senti… sai dov’è il parco della cittadella? – bluffando in maniera clamorosa… lei mi dà un po’ di indicazioni, ma non voglio capire… capisce lei però… e dopo poco mi accompagna. Praticamente passiamo insieme la sua pausa pranzo, un oretta si e no… è veramente carina… riesco anche a non pensare alle maledizioni da inviare ad Lupo ed Lupa… immagino (oltre ai miei futuri quarant’anni passati con lei) che magari possiamo uscire quando ha finito di lavorare… o esta tarde… ma lei non può (e se no si puele no si puele, tu no insiste muchacho). Quando ci lasciamo ci scambiamo l’indirizzo, che tristezza mi sembra di avere di nuovo quindici anni.

Il pomeriggio me ne vado a spasso da solo a vedere il Museo dell’arte Catalana, il Camp Nou, il Museo di Zoologia, il Museo di Archeologia (e ora capisco anche il mammut)… chi è che diceva che non c’era altro da vedere? Ma vaff…

La sera dopo esserci ritrovati, mangiamo e poi esco da solo con Cobra, andiamo al Porto Olimpico, altra accozzaglia di locali per turisti ma un po’ più carina, ad un certo punto mi fa:

– ho parlato con Lupo mi ha detto che hanno deciso di partire tra un paio di giorni com’era previsto per non litigare. –

… e meno male dico io, confermando che è incredibile l’ottimismo di certi bambini…

Venerdi 11 Agosto ora, mezzogiorno di fuoco!

Più o meno alle 10,00 siamo svegliati da Lupo che sta preparando i bagagli… io non dico una parola… Cobra ci prova ma capisce che è meglio stare zitti.

Dobbiamo partire.

Ragazzi stolti… vi mettete contro il buon vecchio Jody….. cazzi vostri!

Passo a salutare Leyla, il suo sorriso stavolta mi fà incazzare di più… ma lasciamo perdere… come direbbe Cantonà “…Au Revoir!”

Cinquecento chilometri… otto ore di viaggio… niente parole, solo Guns ‘n Roses a palla (li ho messi perché piacciono solo a me, ma nessuno mi dice di toglierli), il mio amico che sta a San Sebastian non risponde al cellulare, ma va a quel paese pure tu.

Poche parole durante il viaggio…

– allora è deciso che andiamo nei paesi baschi – faccio io guardando Lupo tramite specchietto retrovisore, e lui:

– si, ma da tempo!

Poi quando siamo vicino a Pamplona Lupa si ricorda che siamo in quattro dentro la macchina e si rivolge a noi, occupanti dei sedili posteriori, dicendo:

  • preferite andare a Pamplona stasera e a San Sebastian domani o fermarci a Pamplona al ritorno?

  • Ma… per me fa pure come stracazzo ti pare –

Ci addentriamo in Pamplona con la pioggia… la guida dice che “è una città che vi sorprenderà per la sua vitalità”… ma invece è veramente brutta, devo trovarlo quello che ha scritto questa guida, già ha raccontato una tale marea di cazzate su Barcellona…

La sera andiamo in giro (io e Cobra da soli, tanto per cambiare si sono persi i piccioncini) e conosciamo due ragazze carinissime; quella mora si chiama Sarah l’altra non lo so perché ci sta parlando lui; ma la situazione non è il massimo, qui nel locale ci guardano brutto e non per modo di dire, ci guardano proprio brutto! E ci prende una strana sensazione quando vediamo che le due stanno parlando di noi ad un gruppo di loro amici che sono appena entrati, loro guardano verso di noi, io sorrido e loro niente… decidiamo di andarcene a fare un giro a piedi, da soli, che è più salutare.

Mentre camminiamo possiamo vedere che c’è la polizia praticamente ad ogni angolo; praticamente ad ogni palazzo con un’aria importante ha la sua dote di sacchi di sabbia e soldati con il mitra. Meglio tornare in albergo; già, ma bisogna ritrovare il parcheggio… ci riusciamo solo grazie all’intervento di una ragazza che conosce l’italiano perché sta con un ragazzo di Genova, ma sono quasi le cinque del mattino ed ora che ritroviamo la via della pensione sono le sei… classico… cinque minuti per andare un’ora e mezza per tornare! Come dice sempre Lupo “dieci minuti a piedi sono sempre meno di cinque minuti con la macchina”.

Parcheggiamo morti dal sonno nello stessa fila di parcheggi dove Lupo l’aveva lasciata alle 21,00 di sera e andiamo a dormire…ignari…

Sabato 12 Agosto ora… cosa te ne frega dell’ora se non hai più la macchina?

Ci svegliamo a mezzogiorno circa perché Lupo ci chiede dove abbiamo parcheggiato la macchina la sera prima.

  • qua sotto!- gli fà Cobra mentre sta ancora russando… e ci ri-addormentiamo… e ci ri-svegliamo con Lupo che ci ri-chiede dove abbiamo parcheggiato la macchina la sera prima….

  • qua sotto! – gli dico io – proprio davanti al portone – mi ri-riaddormento… ci ri-ri-svegliamo con Lupo che incazzato nero ci chiede di fargli vedere dove sta la macchina….. Cobra si incazza e salta giù dal letto e apre la finestra mentre strilla e bestemmia

  • ALLORA SÌ CIECO…. T’HO DETTO CHE STÀ QUA SOTTO ma che si stup…- alla “p” di stupido si gira verso di me

  • Ah Jody… ma ‘ndò ho parcheggiato ‘stanotte?-

Là sotto aveva parcheggiato… due metri più là di dove l’aveva parcheggiata Lupo alle 21,00… proprio fra i due cartelli della zona rimozione… (scritti in Eskierro ovviamente!).

(Le bestemmie seguenti vengono nuovamente censurate ma stavolta non per rispetto verso la fede in entità superiori ma solo per ragioni di spazio sul disco fisso del PC!)

Io e Lupa andiamo a riprendere la macchina… ventunmilaquattrocentoventi pesetas… Io vorrei parlare con qualcuno che sa l’italiano o per lo meno l’inglese ma “no è possibile!” mi fà quella grandissima troia che sta all’ingresso dell’autorimessa della polizia spagnola… che vi prendesse un colpo arrivato con l’eurostar Roma-Napoli cosi morite con tre ore di ritardo.

Alle 14,30 riprendiamo la macchina… Simona vuole andare a fare un giro per questa città di merda.

  • mi dispiace – gli faccio io- è tardi non si può dobbiamo arrivare San Sebastian quando gli alberghi sono aperti – Cobra è d’accordo con me.

  • Ma cosi di Pamplona non ho visto niente!- ed io, freddo e cattivo come neanche Lee Van Cleef ne “Il buono, il brutto e il cattivo”,

  • Stamattina hai dormito? –

  • si! –

  • e allora che rompi? potevi andare in giro stamattina invece di dormire!”-

  • ho capito, è una vendetta! –

  • c’è bisogno di chiederlo? – (end of dialogue!)

San Sebastian…ore 18 più o meno.

Quando arriviamo c’è un casino assurdo, non riusciamo ad andare da nessuna parte con la macchina; scopriamo che c’è l’arrivo della tappa della Vuelta, gli alberghi sono tutti pieni e bisogna andare a cercare nei campeggi, ce ne consigliano uno che sta sul monte Igeldo… ma è pieno, sorpassiamo il monte (passando per una strada che è strettissima e passa sopra l’Atlantico ad un’altezza di quattrocento metri…un panorama unico ed indescrivibile… purtroppo la mia macchina fotografica è nel portabagagli), sotto il monte c’è Orio, ma anche qui gli alberghi sono pieni. Tentiamo nel camping, ma niente da fare, però qui la signora all’ingresso ci disegna su un pezzo di carta la strada per arrivare a Ubegun e ci assicura che un posto nel campeggio li lo troviamo sicuramente… e ride… chissà che cosa avrà da ridere?

INTERMEZZO

IL CAMPEGGIO “ZINGARIA” DI UBEGUN

(ovvero: “Lasciate ogni speranza voi che entrate”)

Qualunque cosa abbiate mai visto in vita vostra; baraccopoli a Bangkok, favelas a Rio de Janeiro, accampamenti a Teheran, le fogne di Singapore, il bagno di un qualsiasi treno delle FS… niente può essere paragonato al campeggio “Zingaria” (e il nome dice tutto) di Ubegun.

La strada per arrivarci parte da Orio e attraversa i monti dei paesi baschi e prosegue, prosegue, prosegue… fino ad attraversare una simpatica fattoria dove un simpaticissimo contadino concima con chili e chili di letame i suoi campi sparandoli con l’apposito sparaletame… e mentre ancora ti stai gustando la simpatica scenetta ti accorgi che sei arrivato al campeggio… che si trova in mezzo ai simpatici campi, concimati dal simpaticissimo contadino!

Una puzza indicibile…

Il padrone, ne sono certo, è Augusto Daolio, l’indimenticabile leader dei Nomadi che ha messo in giro la voce di essere morto solo per venire in mezzo ai monti baschi ad aprire un campeggio dove fare quello che gli pare… la puzza di vino ci accoglie prima di lui assieme alla bandiera dell’ETA che in questa zona sventola da qualsiasi parte… con lo sguardo assente e ci dà la tesserina mentre tracanna (altro) vino da un fiasco; un ragazzo con lo sguardo molto più assente del suo ci fà strada con una motorella mentre si fuma beatamente una canna e ci porta alla nostra (?) piazzola(??) che consisterebbe in uno spazio di erbaccia fra le strade asfaltate.

Di fianco c’è un gruppo di ragazzi di Monza che ci vengono subito ad offrire un po’ di fumo e qualche litro di birra… il più piccolo (lo chiamano Cucciolo! Giuro che non me lo sono inventato) è alto 1 metro e 90 peserà all’incirca 1 quintale e mezzo, capelli lunghi fino a metà schiena, ha il braccio grande come una mia coscia (e tenendo presente che ho giocato a pallone dalla tenera età di otto anni le mie cosce non possono essere tanto piccole) ed ha su una maglietta nera, senza maniche, con scritto sul davanti “amici, amici… amici un cazzo!” e “se il culo è la figa del 2000 meglio morire prima” sul retro. Asserisce con orgoglio di essersela fatta stampare appositamente per andare al gay pride a Roma!

Fin qui le cose migliori del campeggio… il problema sono i bagni… (bagni… tzè!), sorvolando sulle ragnatele nelle quali si destreggiano in allegria centinaia di simpatici ragni all’altezza del tuo viso, trascurando il fatto che ho visto uscire un paio di topi quando sono entrato (chissà se avevano fatto i loro bisognini?), sorvolando la puzza di merda che qui è molto più forte che all’esterno.. (eppure l’olfatto è un senso che si adatta subito…mah!), non parlando del fatto che la metà delle tazze (ce ne sono 6! Ed è l’unico bagno del campeggio) sono inservibili perché lo schifo non deriva dall’olfatto ma dalla vista, il problema più grande è che la porta si chiude a cinque centimetri dalla tazza con la conseguenza che per fare i propri bisognini si deve stare con la porta (lurida) a un palmo dal viso con la continua possibilità che qualcuno te la apra per vedere se il bagno è libero, visto che evidentemente l’invenzione della serratura da questa parte non ha attecchito molto.

A parte questi piccoli particolari il resto del campeggio fa schifo.

FINE INTERMEZZO

La sera rimaniamo a cena nel ristorante del campeggio… tanto per verificare la forza delle nostre difese immunitari… da mangiare, stranamente, non è malissimo (comunque per nessuna ragione al mondo vorrei vedere la cucina) ed il vino è persino buono. La moglie di Augusto si incazza con Cobra che mezzo ubriaco gli va a chiedere dell’altro vino; prima gli aveva chiesto della birra, poi un whisky, poi si ricorda che il whisky lo fa vomitare e gli chiede del vino, lei gli dà il vino ma lui lo vuole rosso…

– Che te puetano matar!”- gli dice lei… e detto dai gestori di un campeggio che mostra orgoglioso simboli dell’ETA ovunque ti giri non è bello.

Quando torna al nostro tavolo riesce a litigare con tutti noi tre… è ormai completamente fuori di testa, urla insulti in italiano a chiunque ci passi vicino sicuro che qui tanto nessuno lo capisce e non si è neanche accorto che quelli che ci sono seduti a fianco sono di Roma… noi cerchiamo di fargli capire che sta diventando molesto ma lui niente… così mentre noi entriamo in macchina per andare a San Sebastian (ops.. Donostia… meglio cominciare ad usare i nomi baschi) lo vediamo che si allontana con Cucciolo che ha appena cominciato a sorseggiare il suo terzo litro di birra (prima ci aveva detto che il suo record personale era di sei litri in una sera… ma aveva specificato che erano quelli che si ricordava).

Non siamo molto sicuri di rivederlo.

Dopo poco siamo dentro Donostia, ci addentriamo nella città vecchia… ce ne avevano parlato benissimo ma non sembra un granché… ci sediamo… prendiamo da bere… ma siamo stanchi. Passano due ore senza che ce ne rendiamo conto, ci raccontiamo un po’ di quello che ci è successo fino a qui, se c’era da far pace possiamo dire che l’abbiamo fatta.

Ci mettiamo così a ragionare con Lupo e arriviamo alla conclusione che questi baschi sono fascisti, un po’ per come si comportano, un po’ per quella specie di svastica che è il simbolo delle quattro province basche, un po’ perché sono ricchi, e un po’ perché i monzesi ci avevano orgogliosamente consigliato di andare nel bar “da Benito” (con conseguente caduta della temperatura e svincolamento del discorso sul tempo) e soprattutto perché siamo scemi… ma quello lo scopriremo tra poco!

Sarà che Lupo si è preso due Cuba Libre, io un Black Russian e due birre, Lupa un paio di Gin Lemon… sarà l’effetto del fuso orario (che ancora devo capire come fà la Spagna ad avere lo stesso fuso orario dell’Italia, infatti qui il sole tramonta alle 22,00)… sarà che il vino del campeggio era proprio buono… sarà quel che sarà ma quando ci alziamo siamo tutti e tre lunghi come tappeti! Poi facciamo due passi e capiamo… eravamo dalla parte sbagliata della città vecchia, lì dietro ci sono miriadi di piccole vie piene zeppe di gente che balla per strada, suona i bonghi, gioca a tutti i giochi che improvvisano i punkabbestia per tirare su qualche peseta… entriamo in un locale e dopo un pò ci accorgiamo che stanno suonando “Bellaciao”, poi “Stalingrado” in versione spagnola, da un altra parte c’è “Hasta siempre comandante” … e cosi come di incanto mi viene il sospetto…

  • Lupo, ma saranno fasci ‘sti baschi?

  • naaaaaaa!

Com’è andata la serata? Mah… come dirà Lupo il giorno dopo:

– io di bordelli ne ho visti tanti ma quello di ieri sera era unico!

Non è che mi ricordo molto…ad un certo punto, in uno di quei locali dove c’era una musica assordante e un caldo assurdo, mi era sembrato di vedere Silvia, la mia amica di Roma che ci aveva consigliato di andare a San Sebastian durante la semana grande (siamo qui, mia amiga) ma era solo un miraggio. Era in realtà una ragazza inglese che le somigliava tantissimo, almeno cosi mi è sembrato… ma per ovvie ragioni non sono molto attendibile. Poi mi ricordo di aver pensato se da queste parti avevano qualche problema religioso con i bagni visto che ad un certo punto camminando per strada ho visto che praticamente tutti pisciavano sui muri delle strade… ma non è che si appartavano, se ne stavano proprio sull’ingresso del locale (mi ricordo che Lupo ha detto: “sarà una tradizione!”)

So con assoluta certezza che ho guidato io la macchina, come con altrettanta assoluta certezza so che ci abbiamo messo più di due ore per tornare al campeggio (venti minuti per andare…) e che sono riuscito a trovare la strada solo dopo che con una bestemmia (che se c’era una gara di bestemmie blasfeme non poteva partecipare perché era troppo blasfema… basta pensare che Lupa di fianco a me si è fatta il segno della croce!), ho chiamato in causa entità superiori.

Tanto per avere un idea di dove stavamo… all’uscita “Orio” dell’autostrada, (per inciso… all’andata non avevo visto nessuna autostrada ma al ritorno in un modo o nell’altro l’abbiamo presa) chiedo al casellante dov’è il campeggio di Ubegun e lui ci risponde che a Ubegun non c’è nessun campeggio, io gli dico che noi siamo alloggiati là e lui mi dice che mi sbaglio; il campeggio è a Orio! Allora io prendo la tesserina del campeggio… lui la guarda…la riguarda….la gira e alla fine esclama:

  • Questo non è un campeggio!

Lo sapevamo già, grazie.

Domenica 13 Agosto…………ore 10,00 il buongiorno si vede dal mattino

Mi sveglio, non per il caldo ma perché Cobra che mi sta picchiando con un asciugamani arrotolato…

  • Ma che cazzo stai facendo?” – faccio io.

  • Bono bono che c’hai un ragno grosso che ti cammina sopra!

In pochi nanosecondi sono già in piedi fuori dalla tenda che urlo come un matto, attirando l’attenzione di tutti i campeggiatori (la mia aracnofobia ha colpito ancora!). Buon vecchio Cobra, mi hai salvato da un infarto certo. Il ragno comunque non sono riuscito a vederlo ma le sue dimensioni aumentavano di descrizione in descrizione, le ultime lo davano grande come una mano….MAH!

Quando riesco a calmarmi, neanche una doccia si può fare in questo schifoso campeggio, ma comunque riesco a calmarmi, decidiamo di andare a vedere se si è liberato qualche posto da qui a Madrid (la decisione è comunque quella di andarsene!); facciamo dieci chilometri e arriviamo ad Orio nello stesso campeggio del giorno prima, ci riproviamo con poche speranze ma per fortuna all’ingresso ora c’è una ragazza di origini italiane che quando sa che veniamo da Ubegun ci dice che posto per un paio di tendine ce n’è se ci sbrighiamo… se ci sbrighiamo…

Nota dell’Ufficio Registrazione Nuovi Record (affiliato al Guiness dei Primati)

Si attesta che il giorno 13/8/2000 quattro ragazzi che non sono stati potuti identificare se non con i loro soprannomi: Lupo, Jody, Cobra e Lupa; in località Ubegun nella provincia di San Sebastian hanno stracciato qualsiasi record precedente nella velocità di smontaggio tende da campeggio.

Il loro tempo netto, testimoniato e confermato da due ragazze di Monza che si trovavano nel medesimo campeggio (che sono le stesse che hanno potuto fornire i soprannomi), è stato di 7minuti e 35 secondi… tempo che si riferisce a: 1) entrare nel campeggio dove si erano alloggiati la sera prima; 2) smontare due tende da tre persone l’una e riporle insieme ai bagagli in un Opel Ascona dell’86; 3) sgonfiare quattro materassini gonfiabili del modello mare e riporre anch’essi nell’Ascona; 4) ritirare documenti, consegnare tesserina e pagare il campeggio; 5) uscire dal campeggio senza dimenticarsi alcunché.

Si deve considerare questo record mondiale in quanto non si può ritenere valida una prestazione di poco inferiore a quella sopra descritta effettuata nel 1985 da Barry Allen (conosciuto anche come FLASH) nel fumetto n. 214 della propria serie in quanto si tratta per l’appunto di un fumetto.

Il campeggio di Orio è per lo meno abitabile.

Sta proprio sul mare con una spiaggia piena di surfisti…la spiaggia è veramente uno spettacolo!

Finalmente dopo un paio di giorni mi sento di nuovo in vacanza e non in guerra, infatti mi addormento per cinque ore, praticamente tutto il pomeriggio, sulla sabbia, con il risultato di una bella scottatura solare.

Nel frattempo, fra una pennichella e l’altra, Cobra mi racconta quello che era successo a lui la sera prima: insieme a Cucciolo hanno conosciuto dei francesi nel campeggio che li hanno portati in macchina a San Sebastian ma appena è sceso dalla macchina ha cominciato a vomitare e hanno dovuto riaccompagnarlo al campeggio, dove non è sicuro contro chi o che cosa è andato a sbattere ma dice di essere sicuro che ha quasi fatto a botte…meglio non approfondire.

Io ho sempre creduto nelle casualità ma la loro insistenza mi fa girare le palle… ad ogni modo… dopo che Cobra se ne è tornato in tenda arrivano in spiaggia davanti a me due ragazzi italiani, io sto dormendo e mi sveglio di tanto in tanto solo per assicurarmi che il mare sia sempre li, ma dopo un po’ comincio ad ascoltare quello che stanno raccontando ai loro amici che si trovavano in spiaggia prima di loro… dicono che si trovavano in un campeggio orribile, dove c’era una puzza tremenda (mi sembra di ricordare qualcosa), dove il padrone puzzava di vino in un maniera oscena e dove appena arrivati c’era un ciccione enorme che li ha accolti offrendogli birra e fumo. Io apro gli occhi e li guardo… si… sono dei ragazzi di Milano arrivati poco dopo di noi e che si erano sistemati vicino. Dopo un po’ comincia a raccontare che qualcuno durante la notte aveva provato ad entrare nella loro tenda e che quando sono usciti fuori questo era un italiano che diceva che doveva dormire li poi dopo un po’ che insisteva se ne era andato bestemmiando…. ho il vago sospetto di avere appena scoperto con chi Cobra ha rischiato di fare a botte.

La sera, dopo una grigliata di carne, ce ne torniamo a San Sebastian, il casino è aumentato, Cobra è molto calmo per la prima volta da quando siamo partiti (chissà perché…), nelle bancarelle ci compriamo un paio di magliette ricordo, sulla mia c’è scritto “antifeixistes sempre” accompagnata da falce e martello ovviamente.

Lunedi 14 Agosto 38,5… ma di febbre

Quando mi sveglio nella tenda mi accorgo che c’è qualcosa che non va… sulle prime penso che sia l’insopportabile calore che accompagnato all’umidità rende veramente impossibile continuare a dormire là dentro (quando siamo tornati ho notate con sommo dispiacere che sulla tenda c’erano due dita di guazza! altro che rugiada, era proprio guazza!), ma quando mi alzo e provo ad andare un po’ in giro a fare colazione mi accorgo che sono io che non vado, ho la gola in fiamme, non smetto di starnutire, non riesco a parlare, la testa mi scoppia e non c’è una parte del mio corpo che non mi faccia male ogni qualvolta tenti di fare un qualunque movimento.

Prendo un paio di aspirine e mi rimetto a dormire, in tenda e dentro al sacco a pelo….una sudata immane ma ottengo l’effetto desiderato, alle 7 della sera mi è passato quasi tutto, a parte il mal d’ossa.

Quando mi sveglio c’è Lupo che mi dice che ha chiamato il mio amico; io sulle prime penso che sta scherzando… cavolo sono 10 giorni che lo sto chiamando e non ha mai risposto, gli ho lasciato anche un paio di e mail di insulti l’ultima volta dal centro di San Sebastian… poi mi spiega che gli ha dato un numero di cellulare dove chiamarlo, ecco il motivo! Forse l’ha cambiato!

Ad ogni modo lo chiamo e ci parlo, lui mi spiega che il numero nuovo me l’aveva lasciato nell’ultima mail che mi aveva scritto (in seguito potrò verificare che era vero! ma io avevo letto troppo velocemente per notarlo), comunque nel suo ostello dell’università le camere ci sono (anzi ci son sempre state porcaputtana..) ma devo andare domattina perché ora non c’è nessuno che mi possa dare la chiave… ok Sìmon… ci vedremo domani sempre che riesca a sopravvivere ad un’altra notte di campeggio!

La sera comunque riesco a riprendermi e tornare a Donostia con Lupo ed Lupa. Cobra è andato là prima i noi con dei ragazzi di Roma, lo incontreremo dopo… molto dopo, più o meno alle due del mattino in tempo per gustarmi una delle “scene Cobra”” (ormai credo che questa definizione possa essere messa sullo Zingarelli).

Nella “immensa” Concha di San Sebastian (il termine “immensa” è usato sulla guida Routard… ma in realtà quando l’ho vista la prima volta il pomeriggio alle 17,00 con l’alta marea mi sono messo a ridere perché sembrava la spiaggia di Piediluco! Però ora, di notte e con la bassa marea fa tutto un altro effetto sembra veramente immensa… piacere di conoscervi maree atlantiche) incontriamo Cobra e i ragazzi di Roma, hanno conosciuto tre ragazze spagnole e stanno bevendo sulla spiaggia qualcosa che si chiama Calimocho (ovvero vino e coca cola… chi ha avuto il coraggio di berlo dice che sia buono). Cobra in particolare è molto indaffarato con una di loro, è proprio una gran bella ragazza tipicamente spagnola, con i capelli neri, lunghi e ricci ed i lineamenti molto ben definiti; dopo un po’ che ci parla gli propone di ballare con lui sentendo la musica dalle cuffiette del walkman (ora…visto che lui non parla una parola di spagnolo, che l’inglese lo parla male, che lei non capisce il francese vorrei proprio sapere come ha fatto a spiegarsi…), comunque io sono stanchissimo, voglio andare a dormire… il mio corpo sta presentando il conto della sfebbrata della mattina, salutiamo e ce ne andiamo… E COBRA VIENE CON NOI!

Allora… io ho rinunciato a capirlo più o meno dal terzo giorno a Barcellona quando non è voluto salire in camera delle ternane, Lupo lo guarda con sospetto, Lupa gli dice

  • ma perché non sei restato con quella ragazza? – e lui

  • ma no, ma tanto che devo fa? adesso si mettono a fa il gioco della bottiglia, ma io mica c’ho 15 anni… –

Ogni commento è superfluo!

Quando arriviamo al campeggio (cinquantacinque minuti… stiamo migliorando!) io mi fermo a dormire in macchina… no… non è che mi sono venuti dei sospetti sulle tendenze sessuali di Cobra… è solo che ritengo che ci sia meno umidità in macchina che dentro la tenda.

Martedi 15 Agosto…ore 8,00… persi o no siamo ancora in piedi!

Non appena si fa giorno e mi sveglio nella macchina, chiamo Lupo e mi faccio accompagnare all’ostello dove sta il mio amico; sto veramente a pezzi, peggio del giorno prima se fosse possibile, ma non è possibile.

Appena arrivati all’ostello e salutato Sìmon, mi faccio una doccia, mi rado la barba dopodiché mi fiondo nel letto dormendo come un ghiro fino all’ora di pranzo, ho di nuovo un aspetto quasi umano.

Nell’ostello ci sono altri due ragazzi di Terni che stanno completando il loro stage per la tesi, tutti fanno ingegneria dei materiali.

  • ma su che state facendo la tesi di preciso? – chiedo io, e Simon:

  • stiamo verificando con le apparecchiature a nostra disposizione quanto di vero c’è su dei concetti oramai assunti come assiomi su alcuni materiali speciali.

  • ovvero?

  • stiamo verificando se è vero che “un pelo di fica tira più di un carro di buoi”!-

Quando smetto di ridere è ora di andarsene a fare un giro, ce ne andiamo in giro per Donostia nella città vecchia e nel porto, ora, nonostante la giornata uggiosa riesco a capire perché questa città è così tanto apprezzata; è veramente molto bella, nella concha c’è un delfino che ogni tanto spicca un salto, ai lati di questa ci sono degli strapiombi sul mare veramente impressionanti, tutto molto ma molto carino.

Le celebrazioni della semana grande dicono tutto su quanto possono essere pazzi ‘sti baschi; consistono nel portare in giro delle statue enormi di cartapesta raffiguranti pescatori e gente caratteristica del luogo, il fatto è che per aprire la strada a queste statue davanti ci sono dei pazzi che picchiano con dei manganelli (di juta, però fanno male lo stesso) chiunque gli passi davanti, uomini, donne, vecchi e bambini.

La sera quando esco prendo come al solito maglione e giacchino, Sìmon mi guarda un po’ strano e mi dice che in quella maniera avrò caldo.

– CALDO? – faccio io? – ma se queste sere si gelava! – lui mi guarda con aria sospetta e giustamente lascia a me la scelta… esco con la maglietta ed un maglione… è caldo…a mezzanotte sarà caldo uguale….alle due sarà caldo uguale…(e il maglione intanto l’ho perso, adiòs anche a te fedele compagno) alle tre sarà caldo uguale… il sospetto che mi viene è: ma quanto cavolo di gradi di febbre avevo queste sere?

Sìmon dice una cosa che mi lascia perplesso…

– Quando ci saranno i casini nella città vecchia entra subito in un locale e restaci fino a che non sono finiti. E guarda che non ho detto se ci saranno, ho detto quando ci saranno!

Alle 22.00 c’è la competizione dei fuochi di artificio… cioè fuochi d’artificio… una prova di un bombardamento diciamo! Le orecchie dopo mi hanno fischiato per un ora! Dopodiché è la volta della tradizionale corsa di gente vestita da toro che con dei petardi accesi sulla schiena che si lanciano nella piazza piena di gente infischiandosene di quelli che travolgono… non stanno molto bene di testa da ‘ste parti!

Girando per gli infiniti disco pub che ci sono Sìmon conosce una francesina di Irun (a proposito di Irun uscire in auto da Donostia è un impresa difficilissima, qualunque sia la direzione che si voglia prendere, non si trova mai un cartello che indichi la strada né per Bilbao, né per Pamplona né per Madrid…però ad ogni incrocio, c’è l’indicazione per Irun, ed ogni qualvolta si sbaglia una direzione ci si ritrova sulla strada giusta per andare ad Irun!), e nello stesso locale incontro i miei tre compagni di viaggio; mi dicono che domani partiamo alle dieci del mattino per essere a Lloret de Mar nel pomeriggio e stare un po’ al mare per accontentare Cobra.

Beh io so che le dieci di Lupo saranno le una se và bene…. io so che per arrivare a Lloret de Mar ci vorranno nove ore e non cinque come dicono… io so che sarebbe meglio partire la sera verso mezzanotte ed arrivare là la mattina dopo… io lo so…lo dico, una volta sola tanto non mi ascolteranno.

Si partirà alle dieci, quindi metterò la sveglia alle undici… non li conoscessi!

Quando proviamo ad uscire uno all’ingresso ci blocca e ci dice

  • no se puele- noi insistiamo, ma lui è categorico -no se puele-

  • ma perché?- gli fa Lupa

  • sparano – è la risposta…

Quando usciamo c’è la televisione che riprende tutto, un autobus e delle macchine sono stati incendiati… Cobra si mette davanti alla telecamera e dice:

– mamma mia che casino!

Mi perdo e rimango solo devo rientrare prima che serrino i cancelli, altrimenti bisogna restare fuori fino al mattino, la chiave ce l’ha Simon… ma è andato via con la francesina perciò devo salutare in anticipo la mia ultima notte basca.

Mercoledì 16 Agosto… ore 13,00… e che te lo dico a fa?

A mezzogiorno io sono pronto, di loro non c’è traccia.

Sìmon mi ha svegliato per salutarmi quando è andato all’università, aveva la faccia soddisfatta, distrutta, ma soddisfatta.

  • Chissà che hai combinato con la francesina – gli ho fatto, e lui

  • Espana no y è Terni -… capito! Hasta luego mi amigo e gracias… hai una ventina di birre pagate al ritorno!

Quando arrivano gli altri sono le 13,30, quando partiamo le 14,00, quando ci fermano i reparti speciali della polizia spagnola in assetto da guerra puntando l’M60 contro la macchina sono le 14,30… io mi sto cacando sotto!

Lupo (sta guidando lui) tira giù il finestrino con atteggiamento fantozziano, la controfigura di Schwarzenegger (io non so questi che cosa si mangiano alla mattina quando si svegliano, ormoni probabilmente, ma gli spagnoli, non i baschi gli spagnoli, sono tutti enormi; chiunque! dai ragazzi in discoteca ai poliziotti appunto), mette dentro prima il mitra e poi la testa, quindi dice:

  • me intiende?- e Lupo

  • un pochinio…-

  • Acchi Espagna! -…momento di silenzio…

  • lo so! – fa Lupo…”

  • acchì necexita cintura de seguridad! -….

  • MA STRAVAFFANCULO! – Gli direi io…- mettono le bombe dappertutto e ti stai a preoccupare della cintura di sicurezza? Ma possibile che la polizia deve essere uguale in qualsiasi parte del mondo? – ovviamente però rimango in silenzio che è molto più igienico.

Quando passiamo per Zaragoza la temperatura esterna è di 41°, quella interna…lasciamo perdere! ascoltiamo Morricone, ci facciamo un paio di foto nel deserto ed arriviamo a Lloret che sono le 22,30….ci abbiamo messo dieci ore… che te lo dico a fa’?

Nei pressi di Lloret de Mar vediamo l’insegna del Motel “Bona Vista” che dice ”camere libere”.

Andiamo a chiedere il prezzo, c’è un gestore che ha una faccia simpatica, una stanza per quattro persone costa sedicimila pesetas, non è poco ma siamo troppo stanchi per contrattare, ci chiede i documenti, ci dice che il giorno dopo alle 10,00 la camera deve essere libera … mmmm… non c’è la prima colazione…andiamo sempre peggio…..ci chiede i soldi prima…. E no cazzo! Adesso basta….comincio a litigarci, i soldi non ce l’abbiamo adesso, abbiamo solo diecimila pesates, Cobra prende la macchina e va a cambiare i soldi ma se restiamo qui finisce male.

Mentre aspettiamo che torna Cobra, Lupa gli chiede un elenco telefonico e lui risponde che non ce l’ha, io mi giro e vedo sul bancone l’elenco, le pagine gialle (o qualcosa di simile) e la guida di Girona; allora aspetto che si allontani un attimo, dico ad Lupa di aprire la borsa gli butto dentro i due volumi e mi tengo le pagine gialle, strappo la pagina degli hotel e cominciamo a telefonare; poco dopo troviamo posto in un hotel al centro di Lloret a dodicimila pesetas. Aspetto che torna Cobra poi prendo le pagine gialle vado al bar dove si è messo il bastardo, le tiro sopra al bancone e gli urlo

  • GRAZIE, MOLTO GENTILE…VERAMENTE CARINO QUESTO POSTO… LO CONSIGLIERÒ A TUTTI.. E SPERO CHE CI CREPI DENTRO, CORNUTO!

Nella hall si potrebbe sentire volare una mosca…sono tutti italiani mi hanno capito benissimo, non ce n’è uno che non mi stia guardando! Mi allontano continuando a gridare tutti gli insulti che conosco in qualsiasi lingua mi viene in mente, sono usciti anche i cuochi….ma nessuno dice niente.

Arriviamo al centro, posteggiamo la macchina e Lupo si informa su dove si trova l’albergo, quando riesce finalmente a capirlo ci chiama, io e Cobra ci giriamo per prendere le valigie, alziamo la testa ed Lupo ed Lupa non ci sono più.

Giriamo come pazzi le stradine di Lloret, poi alla fine decidiamo di attenderli alla macchina, se non sono del tutto deficienti torneranno li, prima o poi… poi ovviamente.

Quando Lupa ci viene a chiamare è già mezzanotte passata, quando vediamo Lupo che si sorseggia tranquillamente una birra nella reception dell’albergo lo insultiamo per un bel po’… dando sfogo così ad un po’ di tensione.

Doccia distensiva e alle una di notte siamo in giro per Lloret de Mar.

Io non vorrei parlarne troppo male di questo posto perché è chiaro che vedere Barcellona, San Sebastian e poi Lloret de Mar è come vedere giocare Rivaldo, Zidane e poi giudicare l’ultimo acquisto della Ternana.

Ma porcaputtana che schifo di posto!

Innanzitutto è una colonia italiana; in giro ci sono solo italiani, nei locali ti capiscono anche se gli chiedi un piatto di strozzapreti all’amatriciana, i pochi spagnoli o stranieri non italiani che ci sono si chiudono in locali specificamente tedeschi, olandesi o spagnoli in cui a noi è proibito entrare. Ma come si fa a farsi duemila chilometri per trovarsi qui? La differenza fra questo posto e Riccione è che a Riccione incontri meno italiani.

Il massimo della tristezza…. alle cinque del mattino, all’esterno di una discoteca (in cui l’ospite d’onore della serata era stato Prezioso) una cinquantina di persone saltano ed urlano “chi non salta è rossonero”!

Ma io avevo già deciso da un bel po’ di sciogliere i capelli rossi e di spacciarmi per Irlandese … ebbene si ogni tanto mi vergogno di essere italiano e allora?

Allora buonanotte!

Giovedi 17 – Venerdi 18 Agosto… BACK HOME… ma secondo me era Venerdi 17!

Molte persone quando devono tornare a casa dopo una lunga vacanza sono giù di morale pensando a tutto il lavoro che li aspetta al ritorno, io invece quando so che devo tornare a casa vengo colto da un’euforia incontrollabile, il mio corpo comincia a secernere cosi tanta adrenalina che posso guidare la macchina per ore ed ore senza stancarmi; e più la vacanza è stata bella, intensa ed emozionante più questa euforia è maggiore. Non so perché, ma è cosi…

Senz’altro è stata una bella vacanza… infatti dal momento in cui mi sveglio fino a quando non partiamo non la smetterei mai di girare per le strade di Lloret de Mar per comprare qualche ricordo (Lloret non mi appare orrenda come di notte, i prezzi per di più sono molto bassi)… mentre camminiamo sul lungomare Cobra mi fa:

  • Lo sai qual è la cosa strana di questo posto? È che con tutti questi italiani non abbiamo incontrato nessun ternan…

  • AAAAHHHOOO MA NON È POSSIBILE!!!!! – la voce, molto poco femminile in verità, taglia a metà la parola ternano. Ma la cosa incredibile è che appartiene ad una delle ragazze che avevamo incontrato a Barcellona, in cinque minuti netti ci racconta che: 1) sono a Lloret de Mar da quattro giorni; 2) la prima sera che sono arrivate hanno conosciuto due olandesi e che questi, a differenza degli spagnoli, vanno subito al sodo e di questo era molto soddisfatta; 3) Che nella sua vita sessuale non aveva mai provato cosi tante posizioni del Kamasutra come in questi giorni; 4) Che gli olandesi sono andati via la sera prima e che adesso lei e l’amica sono in fase depressiva; 5) Che a Dicembre andrà ad Amsterdam.

Vabbè… contento per lei… poi ci dice di andare a salutare la sua amica che è in spiaggia, però fra cinque minuti…

  • Scusa ma perché fra cinque minuti?” – gli faccio io e lei, imbarazzatissima:

  • ma sai, qui in costa brava le idee sono molto libertine…-

  • E allora? – faccio io.

  • Ma no è che qui si comportano tutti in un modo diverso…

  • E quindi? –

  • No… cioè… perché poi magari uno pensa male….

  • Peggio di cosi? – ma l’ho solo pensato, e lei insiste:

  • Poi voi, cioè voi non è che siete estranei quindi….

E alla fine Cobra sbotta

– AHO! ma insomma che cavolo c’è? Possiamo salutarla o no?

– si ma dovete aspettare un attimo perché noi qui prendiamo il sole in topless.

Ogni commento è puramente superfluo…ma non posso esimermi dal farlo ugualmente. Ternane: si indicano con questo termine quegli strani esseri viventi di sesso femminile che non si vergognano a raccontare di aver avuto rapporti sessuali occasionali sfrenati con ragazzi sconosciuti ma non vogliono essere viste in topless da chi conoscono.

Partiamo alle sei del pomeriggio, guido io per quasi 400 km, in Francia ci facciamo le ultime foto, dormo un po’ poi prendo la macchina a Nizza e la porto fino a Livorno, un massacro! ma sono già le quattro del mattino. Trà caffè e red bull ce l’ho fatta a tirare avanti. Compriamo il primo giornale in lingua italiana dopo un sacco di tempo sul quale c’è un articolo scritto dal “nostro inviato a San Sebastian”…coincidenze (o coindecenze?). L’articolo inizia dicendo che nella giornata di ferragosto qualche timido avventuriero aveva avuto il coraggio di mettere di nuovo fuori il naso ed andare addirittura a prendere il sole nella concha (ma è la stessa città da cui stiamo tornando e che era stracolma di gente?).

Poi prosegue con una discussione politica sui reali fini dell’ETA e conclude asserendo che a causa degli attentati la stagione turistica di San Sebastian è stata rovinata ed ormai i gestori degli alberghi, che sono stati vuoti per tutto il mese, (e secondo te noi siamo andati a finire al campeggio Zingaria di Ubegun perché altrimenti ci saremmo sentiti soli in albergo?) non hanno più speranza di recuperare i soldi persi.

Cosa dire di questa gente che campa buttando quattro parole su un pezzo di carta senza sapere di cosa sta parlando? Che è un parassita della società, che non serve a niente se non a riempire la pagina di un giornale di merda dove altrimenti ci sarebbe stata la pubblicità di un sito internet per pedofili e tanto sarebbe stata più utile, certamente…si può dire, ma a cosa servirebbe? A niente! tanto la categoria dei giornalisti in Italia ha oramai la stessa dignità di un maniaco sessuale che si denuda in piazza durante l’ora di punta.

Dormo, che è meglio.

Lupo guida, ma a Firenze accusa la stanchezza e tocca di nuovo a me. Nel frattempo si è asciugata anche l’umidità che non faceva funzionare lo stereo, adesso è più facile stare svegli… poi capita anche che a volte ci si impieghino molte più ore a fare gli ultimi cento chilometri che i milletrecento precedenti… ma questi sono misteri che solo le presunte entità superiori (magari con l’aiuto delle nostre attentissime forze dell’ordine) possono spiegare.

Venerdi 21 Settembre 2000 perché la fine della vacanza è la fine dell’estate

Seduto di fronte allo schermo del mio pc nuovo di zecca, scrivendo le ultime pagine ricavate dagli appunti della mia smemo che ho ritrovato sana e salva dentro lo zaino, torno con la mente ai giorni spagnoli… non ho ancora riordinato completamente le idee. Cosa mi è piaciuto? rileggendomi posso dire tutto.. anche le litigate con gli amici.

Di sicuro tornerei subito a Barcellona perché… Bè perché è Barcelona! Ma anche riassaporare il clima anarchico di Donostia non è cosa da poco…tuttavia, se mai tornerò in Spagna credo proprio che andrò verso la costa del sol e l’Andalusia.

Non so per quanto sarà ancora Spagna quello che abbiamo visto… i nazionalismi catalani e baschi sono sempre più forti, chissà per quanto tempo resteranno ancora uniti. E vorrei anche sapere che senso ha parlare ancora di nazionalismi … forse un giorno, lontanissimo, questa parola non avrà più senso…..ma forse per quel giorno ci sarà già chi reclamerà l’indipendenza della Luna dalla Terra.

Ad ogni modo credo che ogni volta che si viaggia si cambia, acquistando esperienze, conoscendo gente nuova ma anche perdendo qualcosa, qualche preconcetto, qualche oggetto che scopriamo non servirci più, qualcosa cambia in ogni viaggio…

E la parte più bella di un viaggio, per me, rimane il viaggio.

 

 

 

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