Sperimentale

Appunti su “La filosofia dei viaggi nel tempo” di R. Sparrow

Pubblicato il 24 Aprile

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Nota dell’autore: consiglio di leggere quanto segue dopo i miei racconti brevi “la tana del verme” e “alphaville” in quanto viene spoilerato qualcosa di essi.

Cominciamo dalla fine del mio racconto breve “la tana del verme”.

Il Dott. Lamp ha costruito un macchinario in grado di piegare il tempo su stesso e generare un wormhole, ovvero un buco temporale che quando si attraversa si effettua un viaggio temporale verso il passato.

Quello che non ha calcolato è cosa succede nello spazio in quel Δt (dieci anni nel passato) che vorrebbe percorrere e si ritrova a fluttuare nello spazio profondo perché dieci anni prima in quello spazio non c’era nessun pianeta Terra.

Non sono un fisico quantistico ne’ un matematico tuttavia è lapalissiano che quando si parla di viaggi nel tempo (riusciti) più correttamente si deve parlare di viaggi spazio-temporali, i calcoli che occorre fare quindi non sono solo quelli ipotetici di come costruire un wormhole temporale ma anche di come percorrere quello spazio che il nostro pianeta ha percorso nel tempo Δt.

Per far questo dovremmo conoscere al millimetro tutti i movimenti interni al sistema solare (cosa finanche possibile), ma anche quelli del sistema solare stesso che compie all’interno della Milkyway (cosa che mi sembra già più ardua) e calcolare con precisione il movimento della Milkyway nell’Universo (cosa che personalmente reputo abbastanza improbabile).

Il tutto dando per scontato che l’Universo sia infinito e immobile, cosa su cui mi risulta che gli astronomi hanno una posizione tutt’altro che univoca.

Il problema è indipendente dal fatto che il viaggio nel tempo avvenga verso il passato o verso il futuro.

 

Questo è solo uno degli argomenti che non vengono affrontati quando si parla di viaggi nel tempo, che ormai sono così usati e abusati in letteratura (non solo prettamente fantascientifica) che nessuno ci fa più caso.

Anzi, stando alle ultime notizie, con un programma di ricerca universitario che cercava di individuare viaggiatori temporali in base alle loro previsioni esatti su facebook o altri social network, il viaggio spaziotemporale è dato quasi come già esistente nel common thinking. Forse più di altre cose fantascientifiche come teletrasporto o intelligenze artificiali.

 

La soluzione più semplice e più adottata per chi vuole sostenere che la sua storia sul viaggio nel tempo abbia un fondo di verità, è quella di considerare il tempo collegato in qualche modo allo spazio occupato; ovvero dire che se io mi trovo nel luogo di coordinate spaziali xyz se viaggio nel tempo mi troverò “per forza” nel posto x’y’z’ dove il mio spazio si è spostato nel tempo Δt.

Questa è una soluzione di comodo per gli scrittori che utilizzano i viaggi nel tempo ma a quanto mi risulta non c’è motivo fisico per cui questo debba essere vero.

 

Tuttavia i problemi non si fermano certo qui.

 

Della possibilità fisica dei viaggi temporali

 

Ho scritto nel racconto che le scienze conosciute non negano la possibilità di viaggiare nel tempo, questo è vero. Ed è falso allo stesso tempo.

La teoria della relatività come tutti sanno ammette almeno un tipo di viaggio nel tempo, quello “in avanti” o meglio verso il futuro.

Senza stare a riportare formule ricordo semplicemente il concetto: all’aumentare della velocità del corpo, il tempo per quel corpo che sta viaggiando, si dilata. Supponiamo di avere due cronometri che accendiamo nello stesso istante, uno lo tengo fermo e uno lo metto su razzo che viaggia a velocità prossime a quelle della luce. Quando il razzo sarà tornato per il cronometro che ha viaggiato sarà passato un tempo inferiore al cronometro che è rimasto fermo. Se per ipotesi il cronometro che è rimasto fermo segna un tempo di 48h il cronometro che ha viaggiato segnerà un tempo di 48- x h con la x facilmente calcolabile in base alle formule di Einstein.

Questo è noto come il paradosso dei gemelli, in cui se un gemello partisse per viaggi a velocità prossime a quelle della luce e tornasse sul pianeta Terra dopo un certo tempo troverebbe il suo gemello più invecchiato di lui.

Ricordo tra l’altro che questa parte della teoria della relatività è stata confermata dai Muoni, particelle subatomiche che hanno un tempo di decadimento di pochi nanosecondi e che si formano negli alti strati dell’atmosfera per vari fenomeni fisici, questi muoni li ritroviamo sulla superficie terrestre dopo che hanno percorso lo spazio tra questa e l’atmosfera a velocità prossime a quella della luce ma con un tempo superiore a quello del loro tempo di decadimento.

 

Se vi fa male la testa non aprite mai libri di fisica quantistica.

 

Il problema quando si inizia a parlare di fisica quantistica è che tutto (e il contrario di tutto, ricordando Schroedinger) sembra possibile e attuabile, quindi quando si dice che la scienza non nega la possibilità di formare un wormhole si immagina che il più sia fatto e che dobbiamo solo aspettare l’Anthony Lamp della situazione che inventi la Wormhole Maker.

 

In realtà se una cosa è negata dalle regole della fisica classica difficilmente (eufemismo) potrà essere realizzata sfruttando le regole quantistiche.

So che potrò sembrare un presuntuoso ma secondo me la fisica classica nega la possibilità di viaggiare nel tempo.

 

La spiegazione è a mio avviso semplice: io sono uno nostalgico del tempo t, ma è passato un tempo Δt e mi trovo nel tempo t+ Δt. Se io presuppongo di poter tornare al tempo t do per scontato che la materia che c’era al tempo t esista ancora, ma se esiste ancora sta occupando lo spazio della materia che esiste nel tempo t + Δt.

E questo sappiamo che è impossibile per l’impenetrabilità dei corpi.

Spiego con un disegno in cui illustro bidimensionalmente uno spostamento sull’asse x del pianeta Terra fra il tempo t e il tempo t+ Δt .

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Come si può vedere c’è una sovrapposizione di spazi e materia tra il tempo t e il tempo t+ Δt. Ora si può obiettare che per tempi maggiori lo spazio non sarà più occupato ma a parte il fatto che la Terra potrebbe andare ad occupare spazi occupati da altri pianeti non si capisce come dovrebbe essere fatta una legge che consenta la sopravvivenza della materia solo per Δt in cui non occupi spazio già occupato.

 

In realtà la materia stando anche a quel che ci dice la termodinamica esiste solo nel tempo presente, cessa di esistere nel passato e non esiste nel futuro. Come esemplificava in un bellissimo racconto Stephen King (I langolieri) altrimenti fisicamente e termodinamicamente le cose non starebbero in piedi.

 

 

 

Universi paralleli

 

Quando si inizia a parlare di viaggi nel tempo inevitabilmente si finisce a fare schizzi su foglietti di carta di universi paralleli e linee temporali” (Bruce Willis – Looper)

 

A questo punto abbiamo due strade, gustarci i film di Spielberg e Zemeckis sapendo che non potranno mai avvenire ma godendoci lo stesso l’originalità della storia oppure cercare a tutti i costi di immaginare che sia possibile effettuare un viaggio nel tempo.

Il piano B consiste nel cominciare a parlare di universi paralleli e sostenere che quando si compie un viaggio nel tempo si crea automaticamente una linea temporale diversa, in pratica un nuovo universo parallelo.

Quindi lo spazio non è più un problema e neanche la sovrapposizione di materia.

Bene ma questo cosa significa?

Graficamente secondo questa teoria avverrebbe questo viaggiando nel tempo.

 

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Tornando dal tempo t+ Δt al tempo t un ipotetico viaggiatore temporale creerebbe una nuova linea di eventi (universo parallelo) in cui cambiare gli avvenimenti della storia.

Questo è in teoria possibile e non causerebbe nessun paradosso, perché la linea degli eventi è nuova e quindi tutto si svolge in piena autonomia dalla linea temporale originale dalla quale il viaggiatore temporale semplicemente sparisce.

Anche se per dire il viaggiatore andasse a incontrare se stesso e gli impedisse di viaggiare nel tempo non si causerebbe nessun paradosso perché le due linee sono separate, stiamo parlando di un altro universo. In questo il viaggiatore non tornerà indietro nel tempo, su quello originale si.

 

Ammettiamolo pure, ma questo si dovrebbe verificare per ogni singolo viaggio nel tempo con il conseguente sovraffollamento di universi paralleli!

 

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Se ipotizziamo che per un viaggio nel tempo si apra una nuova linea temporale su un universo parallelo allora dobbiamo ipotizzare che ciò accada per ogni singolo viaggio nel tempo!

Quindi oltre al viaggio originario del viaggiatore I che passa da t+ Δt a t e genera l’universo parallelo I potremo avere che un viaggiatore II passi da t+ Δt’ generando una seconda linea temporale indipendente dall’originale ma anche da quella generata dal viaggiatore I. E via con i casi più disparati, il viaggiatore III nel disegno passa da un tempo t+ Δt’’ a un tempo t’ successivo a quello t dei primi due viaggiatori. Risultato: terza linea temporale indipendente su cui non ci saranno effetti dei primi due viaggi nel tempo.

Il IV viaggiatore viaggiando da t+ Δt’’ a t- Δt creerà una quarta linea indipendente su cui non incontrerà mai altri viaggiatori temporali.

 

E i viaggi nel futuro?

Come spiegato la teoria della relatività spiega che tipo di viaggio si può fare ma le formule sono valide solo per velocità inferiori a quella della luce (chiamata amichevolmente c e corrispondente a 299792,458 km/s) che secondo Einstein non può essere superata.

Se ammettiamo che un giorno per qualche motivo ad oggi sconosciuto la c può essere superata quello che succederebbe al tempo nessuno lo sa (come ho scritto in modo abbastanza ironico sul racconto breve Alphaville), di certo è difficile pensare che il tempo si restringa invece che continuare a dilatarsi, ma è solo un opinione profana.

 

Parlando invece dei viaggi temporali veri e propri, quelli di H.G. Wells tanto per intenderci se la nuova linea temporale si forma con il viaggio nel passato si dovrebbe formare anche con il viaggio nel futuro.

 

Schematicamente tanto per gradire:

 

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In cui la linea temporale originale è quella in cui non arriva nessun viaggiatore temporale dal passato (ma questi semplicemente scompaiono dall’universo conosciuto) e quella nuova è quella in cui questi arrivano.

 

 

 

 

 

Conclusioni

 

La mia personale e insignificante opinione è che i viaggi nel tempo siano negati dalla fisica classica punto e basta. La creazione di universi paralleli non mi ha mai convinto, tuttavia anche se questa dovesse essere la soluzione al problema per noi sarebbe lo stesso perché su questa linea temporale originale non ci saranno mai viaggiatori temporali.

A meno che non siamo già su una linea temporale alternativa a quella originale per cui c’è stato un viaggiatore nel tempo che è a tutti gli effetti il “creatore” del nostro universo.

 

Riferimenti

 

Ritorno al futuro I, II, III (Zemeckis – Spielberg)

L’esercito delle dodici scimmie (Terry Gilliam)

OMAC (John Byrne)

Donnie Darko (Richard Kelly)

Time (Pink Floyd)

Star Trek (J. J. Abrahms)

Il pianeta delle scimmie (Tim Burton)

Ubik (P.K. Dick)

I langolieri (S. King)

Looper (R. Johnson)

La macchina del tempo (H.G. Wells)

Terminator (J. Cameron)

Men in black III (B. Somenfeld)

 

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