Sperimentale

Acqua

Pubblicato il 5 Maggio

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Nota dell’autore: questo racconto è stato scritto secondo le regole proposte dai Wu Ming sul loro blog Giap, ovvero date 11 foto riguardanti il tema (Acqua) occorreva sceglierne minimo quattro e attorno ad esse costruire la storia. Questa è la mia giocata pubblicata nella raccolta Tifiamo –  Acqua scaricabile QUI

 

 

Cominciamo.

 

Zak arriva dal mare, accosta la sua barca al minuscolo pontile e sale la scalinata che porta direttamente al piccolo molo.acqua 1

Si guarda intorno, davanti a lui c’è il suo obiettivo, ma sa che non c’è motivo per aver fretta. Piuttosto quel posto lo incuriosisce, cosi tante cose in poche centinaia di metri.

Sulla sua destra ad esempio c’è quello che resta di una vecchia industria, è il caso di dare un occhiata.

acqua 2La spiaggia e l’acqua sembrano puliti nonostante tutto. Nonostante quello scempio costruito sulla riva probabilmente per risparmiare qualche centinaio di metri di condutture. Nonostante i cassonetti di rifiuti mai svuotati probabilmente da quando la fabbrica aveva chiuso. Nonostante i ponteggi lasciati ad arrugginire sotto l’azione della salsedine. Quanti millenni ci avrebbe messo il mare per cancellare tutto? Non sa darsi una risposta ma di certo l’avrebbe cancellato, aveva letto da qualche parte che niente di quello che l’uomo aveva costruito sarebbe sopravvissuto alla scomparsa dell’uomo stesso.

Arrivato al cancello che interrompe il muro di cinta legge il cartello “North West Electric. Vietato l’accesso. La società declina ogni responsabilità nei confronti dei trasgressori del divieto”. Che ridere, quando mai una “società” si è mai assunta una responsabilità?

Ad ogni modo qualcuno ha già provveduto a tagliare le catene che avrebbero dovuto impedire l’accesso, quindi spinge il cancello ed entra.

Quanti film ha visto ambientati in una fabbrica abbandonata? Non riesce a tenerne il conto, Hollywood non era mai stata molto originale ma le fabbriche abbandonate effettivamente hanno il loro fascino.

I ponteggi arrugginiti, il colore giallo e nero di sicurezza che resiste alla polvere e all’ossidazione del tempo, i vetri rotti di qualche ufficio in cui qualcuno ha avuto una scrivania una volta.

Entra in uno di questi uffici, ci sono ancora tutte le schede di controllo catalogate nei raccoglitori ad anelli; tonnellate di burocrazia che i sistemi qualità hanno imposto ad ogni realtà produttiva del paese. Hai fatto il controllo? Firma sulla scheda il fatto che hai controllato. E per controllare che hai controllato? Firma del supervisore! E per controllare che il supervisore aveva fatto il suo dovere? Firma del dirigente. E così via, in una scala gerarchica che sembra uscita direttamente dai peggiori incubi di George Orwell.

A fianco dello scaffale con le schede di controllo il poster di Kayden Kross in sella ad una Ducati, evidentemente non era l’ufficio di una donna. O per lo meno non di una donna eterosessuale.

Sulla scrivania oltre alla scatolina di cartone di un vecchio cellulare c’è ancora una penna, “North West Electric – biodegradable” è scritto sul fianco. Uno dei tanti tentativi delle aziende inquinanti di darsi una parvenza di interesse per il rispetto ambientale. Se la mette in tasca, mentre fuori da quel piccolo ufficio di controllo si senti un cigolio che lo mette in allarme.

Esce e va verso il rumore. Nel grande stanzone a fianco erano stipati dei fusti, sembravano barili di petrolio ma ovviamente non potevano esserlo altrimenti non li avrebbero mai lasciati. Guarda l’origine del cigolio, ovvero un cartello appeso ad una catena mosso dal vento in cui si legge ancora la scritta “attenzione solventi”. Potevano aver lasciato dei solventi a marcire in una fabbrica abbandonata? Non se ne sarebbe meravigliato più di tanto, ad ogni modo non è qui per indagare su di questo, anzi è ora di andarsene, si gira bruscamente e sbatte violentemente contro uno dei fusti appoggiati all’ingresso dello stanzone. Questo si ribalta e il tappo salta via violentemente, subito comincia ad uscire un vapore dal colore indefinito che lo investe in pieno. Si sente bruciare i polmoni, scappa di corsa andando verso la spiaggia, oltrepassa il cancello d’entrata, fa ancora qualche passo e poi cade sulla sabbia con un tonfo pesante.

 

Riproviamo.

 

Zak si risveglia. L’orologio gli dice che è passato pochissimo tempo. Il vapore evidentemente non aveva lasciato effetti gravi. “Per fortuna” pensa. “Che cazzo vai a fare in una fabbrica abbandonata cretino che non sei altro?” Pensa fra se e se “È come se, tanto per dire, andassi a curiosare fra le rovine di quello scempio edilizio laggiù dalla parte opposta della spiaggia”. acqua 3

Si da una pulita dalla sabbia, poi cerca nelle tasche della giacca la foto del suo contatto. La trova in quella interna, la tira fuori per osservarla. Una donna sui quaranta anni molto attraente ma mentre cerca di fissare nella mente i lineamenti un gabbiano glie la prende di mano e vola via.

Non può far altro che corrergli dietro come se si trovasse in una brutta gag di un film di Mr Bean. Mentre lancia le sue imprecazioni ha percorso tutta la spiaggia e si trova di fronte proprio a quello scempio edilizio che ha osservato poco prima.

Il gabbiano si posa al primo piano, lascia cadere la foto, evidentemente ha capito che non è commestibile, gracchia il suo caratteristico richiamo forte e rauco prima di volare via. “Maledetto” pensa “adesso come si sale di sopra in questo schifo di posto?” Si addentra fra i pilastri tetri e rovinati dalla salsedine sperando che avessero costruito le scale per andare al piano di sopra ma non ne trova. Quando ha deciso di andarsene vede una scala di legno abbandonata per terra. Pensa che tutto sommato la fortuna è ancora dalla sua parte, si china per raccoglierla ma quando stringe la mano intorno al piolo della scala un grosso ragno salta fuori da sotto a questa e lo morde.

Gli esce dalla bocca una bestemmia, mentre il ragno lo fissa con i suoi innumerevoli occhi con aria di sfida fermo sul suolo. Lo schiaccia con il piede senza pietà imprecando contro chi aveva messo sulla Terra quelle bestie oscene. Poi si guarda intorno, altri grandi ragni neri escono fuori intorno alla scala.

Desiste dalla lotta, esce dalla costruzione in fretta e furia e gli viene da pensare che forse sono velenosi, poi si rassicura da solo “non ho mai sentito nessuno che è morto per il morso di un ragno”. Tuttavia gli gira la testa, possibile che è per causa di quel morso?

Si trova di nuovo sulla spiaggia il senso di malessere peggiora di molto, gli viene in mente una foto vista per caso in cui si descrivevano le vedove nere e pensa, mentre si siede sulla sabbia, che sono dannatamente simili a quel ragno che aveva schiacciato.

Poi si addormenta.

 

Di nuovo

 

Zak riapre gli occhi, ora piove. Si mette seduto e si guarda la mano, i due puntini neri del morso si vedevano appena. “Autosuggestione” pensa “come se fossi l’ultimo dei dementi”. Si alza in piedi e di nuovo si toglie la sabbia dai vestiti. Guarda di fronte a se la pacchiana villa dove era previsto il ricevimento. acqua 4

“Allora, le cose sono semplici, io entro li dentro, faccio finta di divertirmi finché non la vedo, allora mi avvicino e le dico la frase concordata, lei mi porta in camera mi da il decodificatore del codice Acqua e me ne ritorno a casa”

Si incammina verso l’ingresso della villa, mostra l’invito ai due uomini della sicurezza, questi gli passano lo scanner per verificare che non porti armi con se e lo lasciano entrare.

Prende l’ascensore per arrivare ai piani alti dove si trova il private party vero e proprio. Ostriche, champagne e puttane di alto bordo. Musica techno, anfetamina a fiumi, sesso sfrenato. Una festa per rampolli viziati che passano i fine settimana a devastarsi con i soldi della famiglia.

Ma anche l’unico momento per contattare, senza dare nell’occhio, la domestica della villa che aveva rubato il decodificatore dalla cassaforte.

Entra nella festa, la musica è assordante, la gente che incontra ha sguardi persi nel vuoto, da quello che ne sa hanno cominciato dalla sera prima a “divertirsi”. Gira per un po’ fra le luci psichedeliche sorseggiando qualche bevanda improbabile poi la vede appoggiata a una colonna.

Le si avvicina, è davvero una bella donna, conoscendo i gusti del proprietario della villa sa che altrimenti non potrebbe essere altrimenti.

Porta la sua bocca all’altezza del suo orecchio e dice:

– certo la musica techno fa schifo ma è l’unica che puoi apprezzare dopo la ketamina.

lei lo guarda e risponde

– cerchi ketamina o la vendi?

– vendo, ma solo dove posso conoscerti meglio.

Lei sorride e gli fa cenno di seguirlo.

Mentre guarda la minigonna vertiginosa scoprirle quasi il sedere Zak pensa che è andato tutto per il meglio, manca solo il decodificatore. Entra nella stanza dopo di lei, chiude la porta. Quando si volta nota che ha una Ruger LC9 in mano. Pensa “ma dove cazzo la teneva con quella minigonna?” poi alza gli occhi e lei glie l’ha già puntata contro.

-Addio Zak!

Sente lo sparo e poi cade.

– Ma che cazzo di role play è? È impossibile superare questo schema

– ah ah ah te l’ho detto Gigo, io l’ho passato

– no cazzo è impossibile è la decima volta che ci provo e la puttana mi ammazza sempre

– hai sbagliato nella fabbrica!

– Cioè? Che cazzo vuoi dire Luca?

– Dovevi prendere la scatola del cellulare non la penna.

– Ma che dici? Che ci faccio con una scatola di cartone?

– Ci metti dentro il ragnone dell’edificio in costruzione

– Il ragno? Nooooo ma vivo?

– Certo che vivo sennò a che ti serve? Poi quando la puttana ti porta in stanza e vedi la pistola gli tiri addosso il ragno. Lei si spaventa, tu le prendi la pistola e la costringi a darti il decodificatore

– … ma che cazzo… non ci sarei mai arrivato!

– Neanch’io, ho letto la soluzione sul web. Dai carica Fifa 14 che sto cazzo di role play “Acqua 2073” mi ha frantumato le palle.

 

 

 

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