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Tannhäuser

Pubblicato il 23 Aprile

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Da: g.dellarca@gmail.com

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

Data: Venerdì 1 giugno 2018, Ora: 23:20
Oggetto: Misure in campo!

Egregio Dottor Pallotz,

come le avevo annunciato nell’ultima sua lezione all’università sto partendo per testare sul campo le nostre scoperte.

So che lei non è d’accordo ma io ci tengo a mettere nella mia tesi dati pratici sull’utilizzo del rivelatore delle “Onde di Tannhäuser”, come lei stesso le ha battezzate.

Quello che abbiamo scoperto in laboratorio apre il campo a molte spiegazioni dell’ambito che ancora definiamo paranormale (ancora per poco lo definiremo così). Lo ha detto Lei che la mia intuizione sull’uso dei microdiodi quantistici è geniale e può spalancare le porte della nostra conoscenza, perché ora vuole costringermi a compilare la mia tesi solo in forma teorica? .

Ha visto i risultati del mio rilevatore quando siamo entrati al cimitero del Verano, perché non vuole ammettere che abbiamo trovato il modo per comunicare con ciò che è morto o, per meglio dire, non-vivo?

Per avere le prove definitive dobbiamo andare in luoghi in cui le attività psichiche dei defunti siano presenti in maniera massiccia… e sul perché in alcuni luoghi queste attività non-vive siano più presenti rispetto ad altri è tutto da scoprire ne convengo, ma bisogna accelerare i tempi e trovare conferme.

Se la rocca di Albornoz di Narni è stata una delusione penso di aver trovato il luogo adatto. Io parto quindi, nonostante i suoi dubbi e i suoi inviti alla calma. Dovrò prendere la macchina (e lei sa quanto odio guidare, non la perdonerò mai per lasciarmi andare da solo) perché il luogo che dovrò raggiungere è un po’ scomodo nell’appennino, ma come può leggere nell’articolo che le allego penso proprio di aver trovato il luogo giusto.

Ci vedremo presto, penso che un paio di settimane basteranno per avere dati a sufficienza su cui ragionare.

Per aspera ad astra professore!

Giovanni Dellarca

[segue file allegato]

Da: ZoomOnLine del 5 maggio 2018

Selladoro, un lago a forma di occhio umano e i suoi tanti misteri.
By redazione

Da secoli la gente di Selladoro è abituata ai misteri del suo lago.

Le leggende intorno ad esso sono semplicemente innumerabili. Dal medioevo in cui il Papa Leone VII scomunicò tutti gli abitanti della zona per i loro riti pagani, alla legenda per cui Walpole si fosse in realtà ispirato a questo paese per il suo romanzo “Il Castello di Otranto”. Più recentemente invece si va dalle misteriose casse, forse un centinaio, che si dice portassero degli aiuti inglesi alla resistenza ma che nessuno sa cosa contenessero in realtà,  finite nel lago per un errore di lancio dell’equipaggio dell’aereo (questo stando alla versione ufficiale ovviamente). E così via via fino alle recenti apparizioni di persone ritenute scomparse dalle autorità e misteriosamente riapparse a Selladoro in qualche frangente.

A quanto riferiscono gli abitanti in questi anni, sulle rive del lago, tra l’imbrunire e l’alba, si sarebbero viste più volte Milena Carroni, la figlia ventenne della famosa cantante, scomparsa nel nulla due anni fa; e anche Mirko Zarrillo il bambino rapito nel 1990 e cercato in tutto il mondo, il cui ritrovamento era stato più volte annunciato e poi smentito dai test del Dna. E stando ai cittadini, durante le passeggiate notturne è frequente incontrare persone misteriose che poi, nei giorni successivi non si vedono più nel paese.

Ovviamente non ci sono conferme ufficiali a tutto questo ma, anche i più scettici il mese scorso hanno dovuto ammettere che c’era qualcosa di strano quando una strana luce è emersa per due notti consecutive dalla pupilla del lago diffondendosi su tutta la superficie di questo.
Ricordiamo che “la pupilla” è chiamata così perché il lago visto dall’alto sembra un gigantesco occhio umano con una pupilla scura al centro; l’effetto, stando a quanto ci dicono gli esperti, è dovuto alla differenza di profondità. Le sponde del lago dopo un lento discendere iniziale cadono in picchiata verso una profondità che raggiunge i 99 metri. Un numero casuale?

Se ciò non bastasse per entrambe le notti in questione, chiunque avesse un dispositivo audio, ha sentito rumori e interferenze dalle casse acustiche e qualcuno, a quanto sembra, ha udito chiaramente voci umane.

Un fenomeno inquietante durato tutta la notte e che ha spinto molti dei cittadini a radunarsi prima dell’alba sotto la chiesa del Santo Carolino, recitando preghiere per esorcizzare il demonio.

Esorcismo che per ora sembra funzionare, ma di certo il lago e la sua pupilla torneranno a far parlare di se.

 

Da: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

A: g.dellarca@gmail.com

Data: Sabato 2 giugno, 2018 Ora: 8:35
Oggetto: Re: Misure in campo!

Mio caro Dellarca, lei fa torto alla sua intelligenza (e non mi chiami professore, come le ho già chiesto, grazie… Dottore è più che sufficiente il resto sono reliquie baronali).

Le ho già spiegato che nella scienza si procede a piccoli passi, quando si scopre un fenomeno per prima cosa bisogna accertarsi che quel fenomeno esista veramente. Non divulgare urbi et orbi che abbiamo scoperto qualcosa che non sappiamo cosa sia.

È per questo, e non per chissà quale altra ragione, che la invito alla prudenza.

Lei ha indubbiamente avuto un’idea geniale nel coniugare le leggi quantistiche ai microdiodi del sensore permettendoci, forse, di rilevare energie che oggi non conosciamo. Ma il resto sono solo speculazioni, lei può aver rilevato trasmissioni di neuroni morenti come fluttuazioni probabilistiche di altre particelle subatomiche connesse a tutt’altro. E ancora non ha avuto modo di azzerare il rumore di fondo dei suoi rilevatori, del resto il suo sensore è l’unico al mondo… come può confrontarlo con altre misurazioni?

Lei si laureerà in questo autunno con lode, e avrà tutto il tempo di verificare tutte le sue intuizioni con il dottorato nei nostri laboratori. Non butti via tutto con una tesi affrettata e con dati confutabili anche a da uno studente che ha 18 in meccanica quantistica.

Mi dia retta, abbandoni le prove in campo peer il momento. Perfezioni la teoria, del resto anche se dovesse trovare un messaggio dal mondo al di la del fiume Stige, non ha neanche l’alfabeto per leggerlo.

Non rovini tutto quello che ha fatto, la prego.

LOK Immanuel Pallotz

 

 

Da: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

A: CristinaDupres@tiscali.it

Data: Sabato 2 giugno, 2018 Ora: 22:40
Oggetto: a little help

Cara Dottoressa Dupres,

scusi se mi permetto di contattarla dopo tutto questo tempo, ma so che dopo aver terminato il ciclo di studi in Astrofisica sta perfezionandosi presso l’osservatorio del Gran Sasso.

Il suo amico (mi permetto di definirlo tale, perché prima dei problemi che lo avevano tenuto due anni lontano dall’università mi ricordo che vi frequentavate) sta andando a Selladoro per delle misurazioni in campo, un po’ delicate… tanto per usare un eufemismo.

In realtà mi sono reso conto un po’ tardi che forse non era il tipo giusto per stimolare la su attenzione verso questa parte della fisica quantistica… ora sono quasi certo che non sia stata, da parte mia, la migliore delle idee che potevo avere. Ho paura che stia cercando di trovare con questa sua ricerca di comunicazione con organismi ex-viventi, ha deciso di usare questa definizione, delle risposte che non può avere o che se avrà non saranno piacevoli.

So che non potrei permettermi di chiederle tanto, ma visto che lei è in quella zona, anche una semplice chiamata per tenerlo ancorato alla realtà potrebbe essere utile.

Grazie in anticipo.

LOK Immanuel Pallotz

 

 

Da: CristinaDupres@tiscali.it

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

Data: Domenica 3 giugno 2018, Ora: 02:20
Oggetto: RE: a little help

Egregio professore, ha proprio ragione.
Non può permettersi di chiedermelo.

P.S. la pianti di giocare al lord oscuro se vuole avere uno straccio di credibilità nel mondo accademico.

 

 

Da: g.dellarca@gmail.com

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it
Giovedì 14 giugno 2018, ore 6:05

Oggetto: un po’ di delusione

Caro Dottor Pallotz,

sono ormai qui da dieci giorni… anzi da dodici… avevo iniziato a scriverle diverse email nei primi giorni in cui già Le annunciavo di aver avuto risultati promettenti ma fortunatamente non le ho mai né concluse né inviate.

Almeno la vergogna di mentire a uno scienziato per cui nutro una grande stima me la sono risparmiata.

Sono molto stanco Dottore. Anzi sono esausto a dirla tutta. Il lago di Selladoro è incastonato fra i più alti monti dell’appenino e le gole del fiume che lo crea sono meravigliose.

Ho percorso questi luoghi in lungo, in largo e soprattutto in alto; scalando fin quasi alla vetta le montagne dove si dicevano che c’erano luoghi mistici risalenti ai Romani o addirittura ai Celti (popolazione che puntualmente sbuca ogni qualvolta si parla di leggende nell’appennino centrale, ci ha fatto caso? Ma del resto, in linea d’aria, qui non siamo lontanissimi da Senigallia che rappresenta la loro punta certa di penetrazione nel sud Europa… o almeno così mi hanno detto i responsabili di qualche museo locale).

Ma al di là delle distanze in linea d’aria qui è un altro mondo in linea temporale. Un mondo che sembra fermo a cinquant’anni fa o forse più. Gli abitanti di questi paesi ti fanno grandi sorrisi quando arrivi come turista, ma se ti fermi più dei due o tre giorni canonici del fine settimana ti rivelano tutta la loro scortesia e diffidenza. A parte il fatto che sembrano saper mangiare solo cadaveri morti fra cui le pecore (ma è commestibile la pecora secondo lei? I ristoranti offrono tutti una sorta di piccoli spiedini continuamente sfrigolati su delle griglie all’aperto che impestano l’aria con i loro miasmi… e ogni volta che gli dico che sono vegetariano o mi prendono in giro o mi trattano da malato), alle mie domande di mostrarmi o condurmi nei luoghi dove si sono verificati i fenomeni descritti negli articoli mi chiudono la porta in faccia e minacciano di chiamare i Carabinieri.
Ho fatto numerosi giri del lago con il battello che fa il servizio turistico ma il rilevatore delle onde di Tannhäuser è rimasto muto come i pesci sottostanti. Sono andato nei due cimiteri del paese, ma anche lì nulla o quasi… ho pensato che il fenomeno che abbiamo visto al Verano sia dovuto all’enorme massa di cadaveri umani che c’è lì.
Ma se stiamo davvero giocando con le particelle subatomiche della meccanica quantistica sappiamo bene che tutto è possibile e al contempo tutto è impossibile.

Mi sono illuso dottore, come faccio a dimostrare l’esistenza di un fenomeno che può esistere e può non esistere al tempo stesso? Come facciamo a dimostrare che un microdiodo capti delle onde/particelle liberate da un neurone non-vivo se queste esistono e non esistono al tempo stesso? Forse l’unica cosa che possiamo ottenere è una dimostrazione matematica che la parapsicologia non si può dimostrare. Non è buffo? Un po’ come le critiche razionalistiche a Godel… non trova? “Poniamo che esistere sia una cosa positiva”… esatto ma se esistere non è una cosa positiva? Se l’esistenza è un errore e la condizione migliore per la materia l’energia e la coscienza umana e animale è quella di  non-essere. E siamo da capo.

Sono stanco dottore, penso che nel fine settimana lascerò queste terre e la loro acqua orrenda.. che schifo questo paese, incastonato in mezzo ai monti eppure dai rubinetti esce un’acqua che sa di melma e ferro… ha messo davvero a dura prova il mio impegno di non comprare acqua minerale.

Ma queste sono quisquilie, tiro le somme del mio fallimento e al più tardi domenica tornerò a Roma ad editare la mia tesi per settembre.

Ad Astra ci arriveremo un’altra volta, con calma come dice lei dottore.

Giovanni Dellarca

 

Da: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

A: g.dellarca@gmail.com
Giovedì 14 giugno 2018, ore 12:00

Oggetto: RE: un po’ di delusione

Suvvia mio caro non esageri, lei ha comunque ha avuto un’ottima intuizione. Spesso il compito di un giovane scienziato è quello di aprire la strada, pensi appunto alla nascita della meccanica quantistica dovuta alle intuizioni di Einstein che poi lui stesso aveva quasi rinnegato.

Se c’è davvero un linguaggio di comunicazione fra una rete neuronale non in vita e il nostro mondo attraverso le vie quantistiche lo dimostreremo poi… noi o i nostri eredi. Per la scienza non fa una gran differenza, l’importante è andare avanti. Quanto ci abbiamo messo a provare l’entanglement o l’eccentricità della probabilità quantistica?

Ero un po’ preoccupato lo confesso del suo troppo ardore, forse è meglio così che risultati che l’avrebbero esaltata troppo.

Respiri e si rilassi e non si meravigli troppo di certe usanze… che poi non ci avrà fatto caso ma gli arrosticini di pecora (si chiamano così) ci sono anche a Roma! Mio caro, forse lei passa troppo tempo sui libri… deve anche ricominciare ad interessarsi di avere una vita sociale!

Ad ogni modo rispetto infinitamente la sua scelta vegetariana, anche io ormai mangio pochissima carne… ma ancora non riesco ad escluderla del tutto.

A presto, passi a trovarmi alla facoltà appena rientra.

LOK Immanuel Pallotz

 

 

Da: g.dellarca@gmail.com

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it
Sabato 16 giugno 2018, ore 10:30

Oggetto: riposo

Caro professore,
solo per dirle che ho scelto di fermarmi qualche giorno in più qui a Selladoro perché mi sono reso conto che la mia stanchezza non mi rende possibile mettermi in viaggio per tornare a Roma.

Da qualche giorno dormo malissimo, ho degli incubi che mi tormentano e che non mi fanno riposare. Che strano… non ho mai avuto incubi nella mia vita… neanche in quel periodo in cui mi ero allontanato dall’università a seguito del disastro con la dottoressa Dupres… si ricorda? Penso di sì.

Fra le altre cose è proprio lei che ho sognato più volte in queste notti, in modo confuso e assurdo. Lei diventava prima un fantasma e poi.. poi un mostro… uno zombie o qualcosa del genere.

Ha assolutamente ragione devo rifarmi una vita sociale.

Cerco di abbronzarmi un po’ sulle spiagge di questo lago, almeno la trasferta non sarà stata del tutto vana.

A presto.

Ps pensi l’assurdità, una di queste notti mentre mi svegliavo dall’incubo il rivelatore di onde di Tannhäuser emetteva un segnale continuo, per quanto debole, che è durato per quasi un minuto dopo il mio risveglio. Sicuramente un interferenza.

 

 

Da: ilcentroitalia.it articolo di venerdì 22 giugno 2018

Tornano i fantasmi a Selladoro

Una nuova notte da incubo per gli abitanti di Selladoro, misteriose urla, ancora interferenze radio e figure che si aggirano nude per le vie del paese. Turisti brilli o c’è qualcosa di strano?
“Senz’altro non era quella di un turista brillo la voce che si sentiva dagli altoparlanti della tv spenta questa notte” dichiara Maria Genovesi, anni 54 abitante di Selladoro: “era una voce dall’oltretomba che parlava in una lingua oscura, forse latino, e che ripeteva litanie sui morti”.

Qualche ragazzo che si sta divertendo o Selladoro si prepara a vedere aprirsi le porte dell’apocalisse?

Chissà, nel frattempo cominciano ad arrivare i turisti per la bella stagione, speriamo di non spaventarli troppo.

 

 

Da: g.dellarca@gmail.com

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it
Domenica 23 giugno 2018, ore 01:15

Oggetto: [nessun oggetto]

Dottore… le scrivo questa mail in un momento di lucidità… le chiedo aiuto. Sono ancora a Selladoro non so perché… sono giorni che sto vomitando, sono uno straccio… non riesco a concentrarmi per scrivere.

Li ho visti dottore.

Li ho visti.

Bevo acqua e vomito, non riesco a mangiare. Ho mangiato carne cruda. Aiuto Dottore. Aiuto.

Ho visto anche lei, Cristina. Non era viva, capisce? NON ERA VIVA.

E io? Sono vivo? Il rilevatore di onde di Tannhäuser suona in continuazione… SONO NON VIVO! NO, SONO VIVO. Ma sono addormentato! O ero addormentato e ora sono non vivo? La bella addormentata mi ha addormentato. Devo portare Cristina qui. La bella addormentata può svegliarla può farla non viva come me, il rilevatore suona perché sono non vivo. Dove sono? Dove sono? Sto rubando una connessione non protetta vicino ad una casa. Distruggo qui il rilevatore, distruggo qui il mio pc e la mia tesi. Cosa abbiamo svegliato dottore. COSA ABBIAMO SVEGLIATO? NON SI SVEGLIA CHI NON È VIVO!

 

Da: CristinaDupres@tiscali.it

A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it

Data: Domenica 23 giugno 2018, Ora: 08:30
Oggetto: perdonato?

Dottor Pallotz,
le scrivo per chiederle scusa, ho pensato alle sue parole e ho deciso di fare un salto qui a Selladoro per… non lo so neanch’io cosa avevo intenzione di fare, forse solo vedere se Giovanni stava bene… vederlo da lontano intendo e poi andarmene.

Lo sa dottore, non l’ho perdonata… quel suo insistere anni fa a far si che io e Giovanni ci frequentassimo… organizzava sempre incontri e seminari a cui dovevamo partecipare insieme… aveva detto che vedeva in noi grandi potenzialità… e la potenzialità invece era quella del disastro.

Immagino che ancora non abbia saputo motivi che portarono quattro anni fa Giovanni ad allontanarsi dall’università e a me a cambiare tesi e relatore e specializzazione… voglio sperare che non li abbia saputi altrimenti sarebbe proprio uno stronzo a riscrivermi una mail del genere… ma comunque che sia ben chiaro dottore, la sua ignoranza non la giustifica! Perché lei non deve giocare con la vita altrui. Non so se c’è un dio, ma di certo non è lei e quindi non giochi a farlo.

Fatto sta che in quel periodo, quando spinse me e Giovanni l’una nelle braccia dell’altro, io ero ancora la ragazza di Marco Chieri… ecco, adesso capisce vero? Esatto, il suicidio clamoroso sulle scale del rettorato.. “l’emulo di Jan Palach” scrisse il giornale.

È tutto vero con Giovanni… mi trovavo benissimo e, probabilmente, sarebbe stato l’uomo della mia vita, ma Marco era troppo fragile e io non potevo lasciarlo. La sua spinta invece ci portò inevitabilmente ad amarci con Giovanni e come ogni tradimento pochi mesi dopo ci scoprì, con i risultati che conosciamo.

Beh, se pensa di avere sulla coscienza la vita di Marco, sappia che è esattamente così. Non quanto ce l’ho io ovviamente, ma una parte ce l’ha anche lei dottore. Non l’ho perdonata e non la perdonerò mai.

Ad ogni modo, ora mi sono sfogata, adesso la parte bella di questa mail… lei riaccende i fuochi e per quanta acqua io abbia tentato di buttarci sopra il fuoco è divampato. Domenica scorsa sono venuta qui a Selladoro e neanche il tempo di fare due passi, e Giovanni era lì a caricare la sua roba in macchina.

Beh lo può immaginare… siamo stati qui questi giorni a recuperare il tempo perduto.

E ora dovrei ringraziarla immagino. Posso odiarla mentre la ringrazio?

Comunque, Giovanni l’ho trovato un bel po’ provato dalla sua esperienza qui a Selladoro… credo abbia perso diversi chili, mi ha spiegato che qui non riesce a mangiare nulla.

Anche le sue amate patate lesse qui le trova disgustose… mi ha detto che è il sapore dell’acqua di questo paese che proprio non sopporta. Ed effettivamente fa abbastanza schifo, devo riconoscerlo… poi lui che beve solo acqua del rubinetto lo deve soffrire in particolar modo.

L’altro giorno ha addentato un panino che ci eravamo fatti portare in camera e si è sbagliato pensando che era formaggio brie mentre qui hanno una specie di salame spalmabile, come il ciauscolo di Visso ma più chiaro… l’ha scambiato per formaggio e dopo un morso ha cominciato a imprecare tutte le lingue del mondo. Che ridere!
Mi ha spiegato a grandi linee quello che intendete fare con la sua tesi, ma da quando sono passata all’astrofisica la mia meccanica quantistica comincia ad essere un po’ arrugginita.

Ma da quel che ho capito, a giocare a fare dio lei ci ha preso gusto. Anche intercettare le trasmissioni di reti neuronali morte… non le sembra troppo Lord Of Ktuluh? La vita non è uno dei suoi maledettissimi giochi di ruolo e lei non può fare sempre il Master.

A questo proposito nelle notti scorse c’è stato un po’ di trambusto in paese, Giovanni mi ha spiegato che è qui proprio perché Selladoro ha questa fama di essere frequentato dai fantasmi… chissà magari stanotte è andato a fare qualche misurazione visto che stamattina non l’ho trovato in stanza.

Ad ogni modo, domani io rientrerò al mio osservatorio e lui rientrerà a Roma. Cerchi di non forzare troppo la mano del destino professore.

 

 

Domenica 23 giugno ore 9.40.

SkyTG24: Breaking News
Selladoro nel panico, uomo mostruoso rapisce scienziata e scompare nel lago. Seguiranno aggiornamenti

 

Da: Il Corriere della Sera, Martedì 31 Luglio

Parla il Dottor Pallotz: Vi racconto cos’è successo a Selladoro.

Dottor Pallotz, ora che la sua posizione è finalmente chiarita e il caso sembra chiuso ci può raccontare cos’è successo a Selladoro?

Cerco di dare un chiarimento a tante cose che si sono lette sui giornali. Giovanni Dellarca, un mio laureando, stava testando un rilevatore di onde di Tannhäuser sul campo, che non vi sto a spiegare cosa vuol dire, è roba per noi fisici quantistici, e se ne sono dette fin troppe di sciocchezze. Permettetemi di dirvi che semplicemente non lo potete capire. L’unica cosa che voglio sia ben chiara, è che comunque si tratta di scienza e non di stregoneria. A volte la scienza tenta di spiegare la stregoneria e ovviamente c’è sempre qualcuno che capisce male.
Purtroppo Giovanni è andato incontro a uno spiacevole inconveniente che l’ha fatto uscire fuori di testa facendolo vivere due vite sovrapposte per qualche giorno.

Schizofrenia? Sdoppiamento della personalità?

Si in pratica sì. Giovanni era un bravo ragazzo ed estremamente coscienzioso, da ambientalista convinto beveva solo l’acqua del rubinetto perché l’acqua minerale e le sue bottiglie in plastica sono davvero un disastro per l’ambiente, e questo ormai lo sanno tutti. Però in questo caso è stata la sua rovina.

Ci spieghi professore, l’acqua era avvelenata? Qualcuno ha detto che è per via dell’acqua avvelenata con l’uranio che gli abitanti di Selladoro vedono e sentono strane cose.

Assolutamente falso. In realtà l’acqua era fin troppo pura. La falda che serve il paese di Selladoro è praticamente acqua piovana perché per il substrato particolare dei monti vicino non fa in tempo di arricchirsi di nessun tipo di sale. Fatto sta che quando si beve l’acqua di questo paese si sente un vago retrogusto metallico caratteristico dell’acqua distillata e l’alta viscosità di un’acqua totalmente priva di anidride carbonica.

Il problema è che bere a lungo quest’acqua significa che il corpo non riesce più ad integrare i sali essenziali per la vita e per i benessere anche della nostra mente come Calcio, Magnesio, Potassio ad esempio, e questo può dare luogo a malattie e disfunzioni anche neurologiche come purtroppo è successo a Giovanni Dellarca.

Allora tutti gli abitanti di Selladoro e dei paesi vicini dovrebbero presentare questi sintomi.

Fortunatamente questo non avviene perché, oltre ad usare l’acqua praticamente solo per cucinare e a comprare l’acqua minerale non essendo ecologisti come il Dallarca, gli abitanti di questi paesi usano mangiare carni molto saporite e bere anche vino rosso, caratteristico dei vigneti poco più a valle.

Invece Giovanni era astemio e vegetariano e questo lo ha esposto al collasso neurologico e alla conseguente schizofrenia.

Ma Giovanni Dellarca era un negromante, voleva parlare con i morti giusto?

Ma per favore, le ho detto che siamo scienziati. Avevamo messo a punto un sensore quantistico capace di captare onde provenienti da reti neuronali morte. Ecco me l’ha fatto dire, contento? Ma, come sempre quando si ha a che fare con la quantistica, prima di avere risultati e applicazioni pratiche in tal senso passeranno decenni, ammesso poi che ve ne siano… perché la cosa era per l’appunto in fase totalmente sperimentale. I morti continueranno a esser morti non temete.

Cosa è successo alla Cappella di Santa Maila?

Ci tengo innanzitutto a sottolineare che è tutto confermato dai verbali della polizia… comunque, dalle ultime mail che mi avevano mandato Giovanni e Cristina Dupres si capiva che c’era qualcosa che non andava e quindi avevo subito allertato i Carabinieri (e anche qui, ci sono i riscontri delle telefonate, basta che chiediate in questura); quindi mi sono messo subito in viaggio per Selladoro. Quando sono arrivato le forze dell’ordine erano già presenti in massa perché Giovanni aveva rapito Cristina dall’albergo per portarla al tempio. Fortunatamente ho associato la bella addormentata, che Giovanni nominava nella sua mail, con la dea pagana Maila (da cui la santa Cristiana ha preso posto e nome) e con due poliziotti ci siamo recati al tempio della dea, quello che ora è chiamato “cappella di santa Maila” in realtà era il tempio pagano della dea, che è trecento metri più in alto del paese di Selladoro.

Ma se come sembra assodato, era Giovanni ad esser visto correr nudo nelle vie del paese nelle notti precedenti, com’è possibile che la dottoressa Cristina Dupres non si fosse accorta di nulla?

Come le ho detto, Giovanni nel corso delle giornate passate con la Dupres era perfettamente normale, la notte, probabilmente appena addormentato entrava in quello che lui definiva il mondo non-vivo. Semplicemente la Dupres non si accorgeva che Giovanni usciva dalla sua stanza e cominciava un’altra vita, questa volta totalmente folle.

E le interferenze radio?

A questo non so dare una spiegazione, ammesso che ci siano state davvero, ovviamente… forse gli abitanti del paese hanno solo sentito la voce di Giovanni all’esterno delle loro abitazioni.

Ma perché si è così orrendamente bruciato il volto?

Giovanni Dellarca nella notte fra sabato e domenica 22 e 23 giugno ha rivissuto un dramma che aveva riguardato lui e la dottoressa Dupres anni fa. Senza che le dica i particolari, il fatto che si è dato fuoco con la benzina alla testa è stato sicuramente un gesto per lui espiatorio, poi il dolore l’ha fatto rinsavire e si è gettato nel lago. Dopo, in piena notte probabilmente, mi ha mandato la mail che mi ha messo in allarme.

E alla Chiesa di Santa Maila, Giovanni voleva uccidere la dottoressa, giusto?

In realtà lui voleva risvegliarla, credo di poter dire questo per fargli giustizia… che di certo non era in grado di intendere e di volere e che per lui la dottoressa in quel momento era già morta… o non in vita come diceva lui, e la volesse risvegliare. Siamo arrivati con i poliziotti appena in tempo, io mi sono gettato su di lui per fermarlo prima che accendesse la pira con cui avrebbe bruciato viva la dottoressa, ma si è liberato di me lanciandomi via come se non pesassi nulla… poi, i poliziotti hanno sparato e tutto è finito. Male purtroppo per Giovanni.

Dottor Pallotz perché si firma Signore di Ktuluh sulle sue email?
NOTA: Il Dottor Pallotz non ha risposto, ci ha mostrato il dito medio, si è alzato dalla sedia e se ne è andato dalla nostra redazione e, non ha più risposto alle nostre telefonate.

 

 

Da: postmaster@tecnobyte.com
A: Immanuel.Pallotz@unilazio.fisica.it
lunedì 5 novembre 2018, ore 10:00

Oggetto: recupero dati

Egregio professore, in allegato trova tutti i dati che siamo riusciti a recuperare dai resti del computer portatile che ci ha consegnato… in realtà non abbiamo recuperato quasi nulla, da un pc bruciato e affogato cosa vuole recuperare?
A parte qualche foglio excel c’è solo questo screenshot, salvato in data 15 giugno, di una mail ricevuta e di cui sembra non esserci traccia nell’account google di Giovanni Dellarca.

Come vede si può leggere solo il testo molto breve per altro: “Risvegliami, è ora! – La tua dominatrice astrale”

Sperando di esserle stati utili qui trova anche la fattura di euro 38000€ + iva intestata al suo dipartimento sotto la voce “servizi di cablaggio uffici”.

Sappiamo che il prezzo le può sembrare stranamente alto per un semplice recupero dati… ma sa com’è… anche a noi è sembrato strano che le cronache di Selladoro di quest’estate non parlassero di nessun pc ritrovato dopo la morte di Giovanni Dellarca.

Distinti Saluti.