Fantascienza

La tana del verme

Pubblicato il 16 Aprile

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L’undici di febbraio dell’anno 2205 Anthony Lamp, Professore di Fisica della Materia e ricercatore della North-Western Positronic, completò la costruzione della macchina del tempo.

Nessuno, prima di lui era riuscito a piegare la quarta dimensione.

Aveva battezzato la sua macchina Wormholemaker non curandosi della banalità del nome, ma del resto l’inquietante nome “wormhole“, tana del verme, era in uso da secoli per descrivere i canali temporali che, secondo le equazioni di Einstein – Rosen, portavano indietro nel tempo. E poi lo stesso principio di funzionamento della macchina era abbastanza banale: una sufficiente energia può costringere il continuum temporale a ripiegarsi su se stesso.

Il problema dell’enorme energia necessaria era stato risolto qualche decennio prima con la messa a punto della fusione fredda.

Completati gli studi teorici, La N. W. Positronic aveva concesso ad Anthony Lamp i fondi per la realizzazione dei suoi studi.

Per uno spettatore ignaro, quella macchina appariva goffa e priva di fascino. Piccolissimi cavi, di uno spessore quasi effimero, erano super-avvolti su sé stessi per un enorme numero di volte, fino a formare le pareti di un grosso e tozzo tubo verticale del diametro di due metri e della lunghezza di tre. Questo era fissato a un metro dal suolo e collegato a un generatore di energia.

Il flusso di questa era convogliato nelle super-spirali, ovvero le pareti della macchina stessa, e costringeva il tempo a piegarsi su se stesso fino a formare un ponte di Einstein – Rosen.

In pratica quindi, una volta funzionante, chi (o cosa) fosse entrato dall’alto nel tozzo tubo ne sarebbe uscito dal basso dieci anni prima. Fare un salto temporale a ritroso maggiore di dieci anni richiedeva una macchina più grande; un salto temporale inferiore invece era impossibile per la curvatura del tempo. O per lo meno questo garantivano i decennali studi di Anthony Lamp.

Il piccolo team di ricerca era riunito per studiare un esperimento che verificasse quanto teorizzato e la prima preoccupazione era quella di non causare uno dei temuti paradossi temporali.

Lanciamoci dentro un cubo di cemento” disse Rudolph Mars, il principale aiutante del progetto “Lo dovremmo ritrovare nella stessa posizione dieci anni dopo!”

Anthony scosse la testa: “Rudolph… in primo luogo non abbiamo modo per avvisare coloro che erano in questa stanza dieci anni fa dell’imminente arrivo di un blocco di cemento… in secondo luogo come possiamo essere sicuri che nessuno lo sposti in questi dieci anni di tempo?”

Perché lo dovrebbero spostare?”

Scusa Rudolph, poniamo il caso che ci sistemiamo fuori dall’istituto e facciamo arrivare un blocco di cemento in mezzo alla strada… credi che per dieci anni la gente resterà a guardare quel blocco di cemento senza spostarlo?”

Però potremmo scriverci qualcosa tipo…”

Rudolph a volte penso che ti paghino i concorrenti della South East per farci fallire. Cosa ci scrivi? ‘sono un esperimento, vengo dal 2205’? Che ne dici è abbastanza demenziale?”

Rudolph rimase in silenzio, non era il primo screzio che si verificava con il capo del progetto.

Dottor Lamp posso permettermi?” la voce metallica del robot Golia assistente di laboratorio sopraggiunse inaspettata. Anthony Lamp si era sempre chiesto perché quasi cinquant’anni prima avevano dato ai robot positronici la voce metallica dei vecchi film di fantascienza e non quella di un cantante lirico.

Dimmi Golia.”

Forse sarebbe il caso di recarci in una zona deserta da oltre dieci anni e fare lì i nostri esperimenti in modo da non recare danno ad alcuno”

“Le tre leggi di Isaac Asimov” pensò Anthony Lamp. Proteggere l’uomo era effettivamente l’unica grande preoccupazione dei robot creati fino a quel momento. I cervelli positronici sembravano funzionare seguendo alla lettera quello che il geniale autore russo-americano aveva previsto secoli addietro.

Buona idea Golia, occorre organizzare il trasporto in una area deserta… Scegli una area che dieci anni fa era deserta ed è rimasta tale fino ad oggi.”

Credo che il vecchio porto di Seattle possa andar bene signore… anche se dovrete avvicinarvi con tute protettive; gli effetti dei bombardamenti nipponici non sono ancora passati.”

Certo, organizza tutto per domattina, sarà una grande giornata!”

Dottore se posso ancora permettermi non credo che un blocco di cemento sia un esperimento utile ai vostri fini.”

Ah ah ah” sghignazzò Rudolph Mars “il positronico vuole strafare, Golia lascia che siamo noi a decidere quello che…”

Sta zitto!” disse esasperato Lamp. I modi di quel saccente erano decisamente insopportabili. “Golia, dove stiamo sbagliando secondo te?”

Dottore supponiamo che lei introduca ora un blocco di cemento, magari con la sua firma per renderlo riconoscibile, nell’alto del tubo. Questo uscirà dal basso del tubo trovandosi nel 2195, esatto?”

Esatto!”

“Ma noi lo vedremmo sotto la macchina, se nessuno lo sposta, nel 2205 dove è rimasto fermo ed immobile per dieci anni, giusto?

“Giusto!”

E chi ci dice che non ha semplicemente attraversato il tubo ma ha effettivamente viaggiato nel tempo?”

Rudolph Mars rimase a bocca aperta e guardò verso il Dottor Lamp che sorrideva.

Ci vuole un positronico per accorgersi dei problemi più semplici, noi umani siamo troppo concentrati sui nostri ragionamenti…” Ci pensò un poco poi aggiunse “In realtà caro Golia una differenza ci sarebbe… il cubo di cemento non cadrebbe dal tubo della Wormhole-Maker come se lo avesse semplicemente attraversato a causa della forza di gravità, ma una volta sganciato sopra di essa si materializzerebbe sul suolo. Quindi qualunque osservatore, non lo vedrebbe cadere dalla macchina, ma materializzarsi al suolo sotto di essa. Tuttavia, come giustamente ci fai notare, qualcuno potrebbe scambiarlo per un trucco di un illusionista… Rudolph, tu che avevi tanto da ridere… sai rispondere al nostro positronico?”

Rudolph Mars abbassò la testa e cominciò a mugugnare

Beh potremmo…. potremmo… direi che il cubo si sarà comunque un poco usurato nel corso di dieci anni…” poi esultò “Ho trovato! Potremmo prendere un maiale o qualunque altro animale, ucciderlo, buttarlo nella macchina e vedere il suo stato di decomposizione al recupero. Con il test del carbonio 14 potremmo misurare con esattezza quanto tempo è passato per lui!”

Golia non disse niente, girò il suo volto di metallo verso Lamp confidando nel fatto che qualche umano fosse più in gamba degli altri.

Rudolph, credo che tu sappia che gli esperimenti sugli animali sono vietati da un secolo e mezzo per ogni questione che non sia legata a pandemie virali improvvise o ricerca medica avanzata, e anche in quel caso le leggi sono severissime… vuoi che passiamo alla storia per aver creato la macchina del tempo o per aver riportato in auge la vivisezione?”

Lamp si sedette cercando di ricordare i motivi per cui aveva scelto Mars come assistente, ottimo fisico quantistico ma di alcun senso pratico. Dopo che aveva realizzato il collegamento tra le spirali e la fonte di energia a fusione fredda, si era rivelato utile quanto un callo al piede durante una gita in montagna.

Golia, incastonerai nella superficie del blocco di cemento un cronometro alimentato ad energia solare, lo azzererai e quando lo ritroveremo sotto alla macchina con il suo display segnerà un tempo di 87600 ore. Ti sembra una buona soluzione?”

Mi sembra perfetta dottore, organizzo tutto per domattina, vuole avvertire i vertici della North Western o preferisce che la prima prova resti privata?”

Lamp sentì in sé la bramosia del successo. Ripassò gli anni passati a fare i calcoli, quante volte aveva ricontrollato ogni singola equazione? Era il momento che gli venisse riconosciuto ciò che era giusto, e in quel momento voleva avere un pubblico. Golia era un robot e Mars… non poteva bastargli.

Certo, avvertili pure, i calcoli sono stati controllati fino alla nausea, niente può andare storto, il primo ponte di Einstein-Rosen o Wormhole che dir si voglia entrerà in funzione domattina alle dieci in punto.”

**

Nonostante la sicurezza ostentata con Golia non fu una notte semplice.

Anthony Lamp non passò le ore a ricontrollare gli appunti, i calcoli o i collegamenti della sua macchina ma a scegliere il vestito adatto per la cerimonia che ne sarebbe seguita e a cercare di scrivere il discorso che di certo gli avrebbero chiesto di pronunciare di fronte l’accademia delle scienze.

Colleghi scienziati, fin dai tempi della scoperta del fuoco l’uomo ha cercato di oltrepassare i confini della sua conoscenza...” troppa enfasi? A volte si rammaricava di non aver una compagna con cui condividere queste cose mondane, avrebbe potuto dargli buoni consigli; ma come spesso capita l’amore per la Scienza e la Verità non ammette altri amanti.

Amici, il nostro è solo l’ennesimo passo verso la conoscenza piena del mondo e dell’universo…” ecco così forse andava meglio, meno storia e più fatti concreti. Concreti come i soldi che avrebbe guadagnato da lì a poco. Ma neanche quello era il suo vero interesse primario.

Quello che bramava era il riconoscimento dell’impegno di una vita, l’ammissione di tutta la comunità scientifica che lui, Anthony Lamp, era fra i grandi scienziati della storia.

La costruzione della macchina aveva preso quasi dieci anni di tempo e, gli doleva riconoscerlo, senza Rudolph Mars e i suoi microgiunti che convogliavano enormi flussi di energia nei cavi dallo spessore effimero che formavano le super-spirali non sarebbe mai stato possibile realizzarla.

Sarebbe stata ricordata come la Wormhole-Maker di Lamp & Mars… ma almeno il suo nome sarebbe stato il primo.

E poi cosa sarebbe successo? Cosa avrebbero portato i viaggi nel tempo? Tentativi di ribaltare elezioni politiche precedenti? Tentativi di impedire le guerre nippo-americane che avevano reso inabitabile la costa ovest degli Stati Uniti? Non lo sapeva. Prevedere ciò che sarebbe seguito non gli interessava, lui era uno scienziato. Compito di uno scienziato era di studiare, scoprire, progettare e costruire. L’uomo avrebbe deciso cosa fare della sua scoperta, così era stato e così sarebbe sempre stato.

Verso le cinque del mattino, tra la scelta di un vestito e un tentativo di discorso, gli venne in mente quella vecchia superstizione secondo cui sarebbe esistita una Censura Cosmica che impediva i viaggi nel tempo nonostante tutta la matematica conosciuta, fin dai tempi Einstein, li ritenesse possibili.

Stronzate!” sentenziò fra sé e sé.

Eppure… c’era qualcosa che lo turbava. Del resto anche Einstein credeva a quella superstizione. E la domanda, a cui nessuno sapeva rispondere, era sempre la stessa: perché nessuno era mai tornato indietro nel tempo?

Stronzate!” si ripeté “Come posso sapere se qualcuno non è già tornato indietro nel tempo? Non posso. L’unica cosa certa è che domani passerò alla storia come il primo ad aver fatto compiere un viaggio temporale a un cubo di cemento di cento chili, il resto poi si vedrà.”

**

Alle 9,55 del 12 febbraio 2205, Rudolph Mars accese la Wormhole Maker. Il ronzio era forte e continuo, buon segno. Dopo poco, il buco superiore del diametro di due metri brillò di una luce pulsante verde-azzurra. Lamp sorrise, i pezzi grossi della North Western gli fecero un cenno di assenso con la testa, e lui si girò verso il robot.

Golia, sgancia il cubo di cemento! Fallo cadere nel wormhole!”

Il robot mosse una piccola leva e la tenaglia che teneva sollevato il cubo sopra la macchina si aprì.

Il cubo cadde con l’accelerazione gravitazionale di 9,8 m/s2 verso il wormhole. Ci entrò dentro e scomparve.

Niente si materializzò tre metri più sotto, sul suolo del porto di Seattle, come sarebbe dovuto accadere.

Un silenzio di tomba scese nella zona già di per sé spettrale, solo il ronzio della fusione fredda tenne compagnia agli avventori per un tempo che sembrò infinito.

Cos’è successo?” mormorò poi Lamp che dentro la sua tuta antiradiazioni cominciava a sudare freddo “Non è possibile… i calcoli, signori, li avete controllati anche voi… forse un’interferenza… forse è passato qualcuno di qui in questi dieci anni…”

Improbabile” sentenziò Golia. “Ho controllato più volte i tracciati biometrici della zona, nessuna attività imputabile a forme di vita dagli ultimi trenta anni. Dai giorni successivi ai bombardamenti nipponici dottore, non è passato nessuno di qua.”

Evidentemente la Censura Cosmica esiste!” disse Rudolph Mars.

Tu, razza di incompetente…. cosa è questa Censura Cosmica? Non c’è nessuna Censura Cosmica sulla scienza… nessuno ci ha mai fermato quando stavamo costruendo le bombe atomiche, nessuno ci ha mai fermato quando costruivamo i disgregatori molecolari che hanno cancellato il Giappone dalle carte geografiche… che Censura Cosmica sarebbe? Perché proprio i viaggi del tempo devono essere censurati dalla Natura?”

Dott. Lamp, si calmi!” disse uno dei dirigenti della North Western “È evidente che c’è qualcosa da rivedere. Valuteremo e nei prossimi giorni e le faremo sapere le nostre intenzioni.”

Oddio no… ‘Valuteremo’ vuol dire che sospenderete tutto… no… non è possibile, i calcoli sono giusti e ve lo dimostrerò!”

Lamp si alzò, e nonostante i suoi sessant’anni salì con pochi rapidi movimenti sulla cima della macchina e guardò tutti i presenti sfidandoli apertamente.

Verrò da voi dieci anni fa e causerò un paradosso! Così nessuno potrà negare l’esistenza del wormhole!”

Dottore no!” Golia si mosse per fermarlo ma i robot erano lenti e non riuscì a prenderlo.

Lamp si lanciò nel wormhole, l’ultima cosa che sentì fu Golia che gli urlava qualcosa a proposito dello spazio. Lo spazio?

Poi una luce accecante.

Poi buio e freddo.

Un freddo mai sentito prima, un freddo che non rendeva possibile la vita. Nonostante avesse addosso la pesante tuta antiradiazioni stava congelando.

In pochi secondi tutto diventò ovvio e banale per la mente di Anthony Lamp.

Lo spazio.

Non ha senso parlare del tempo se non si considera lo spazio.

Il wormhole funzionava perfettamente, piegava il tempo su stesso e chi (o cosa) lo attraversava giungeva nello stesso luogo esattamente dieci anni prima.

Dove, dieci anni prima, non poteva esserci assolutamente nulla se non lo spazio profondo del cosmo.

Perché la Terra si muove intorno al Sole, il Sistema solare si muove intorno al centro della Galassia, la Galassia si muove verso il Grande Attrattore e la direzione in cui forse si muove l’Universo nessuno la può conoscere.

In un qualunque sistema di coordinate spaziali nell’anno 2195, nel punto dove nel 2205 ci sarebbe stato il porto di Seattle, c’era solo spazio profondo. Perché il tempo è indipendente dallo spazio.

Mentre continuava a viaggiare nel vuoto, spinto dalla forza di gravità terrestre che lo aveva lanciato attraverso il wormhole, Anthony Lamp cominciò a congelare, la temperatura di – 270 °C non gli lasciava scampo.

Per sua fortuna, altrimenti sarebbe dovuto morire di fame e di sete nel vuoto cosmico.

Nei suoi ultimi istanti di vita sorrise pensando che in fondo aveva avuto ragione: la Censura Cosmica non esisteva.

Ma questo nessuno lo avrebbe mai saputo.

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