Fantascienza

Angeli epigenetici

Pubblicato il 26 Marzo

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La pioggia batteva sulle vetrate della villa in collina, il cielo sembrava voler partecipare al dolore della piccola Susanna che teneva fra le braccia il bracchetto Gordon il quale oramai respirava a fatica.

  • Susy tesoro forse è ora che me lo dai… sta soffrendo troppo il piccolo Gordon, lo portiamo dal dottore e non soffrirà più.

Susanna non rispose, aveva solo dodici anni ma aveva ben chiaro cosa significasse “smettere di soffrire”, strinse il cucciolo che nel pomeriggio era stato centrato da una moto che non si era neanche fermata e disse: – voglio stare cinque minuti da sola con lui.

Enrico e Giovanna anche loro con le lacrime agli occhi sia per il cucciolo ma più che altro per il dolore che stava provando la loro unica figlia, si guardarono e decisero di accontentare la piccola. Chiusero la porta e andarono nell’altra stanza.

 

Susanna non aveva ben chiaro cosa fare nei cinque minuti che le erano stati concessi per restare vicina al suo cucciolo, lo strinse più forte ma ormai il povero Gordon era quasi incosciente. Si ricordò di cosa faceva la nonna quando lei stava male e così cominciò a recitare una vecchia preghiera.

 

 

  • Accidenti a te che le hai regalato quel cucciolo, lo sai che significherà questo trauma nella sua vita?
  • E cosa vuol dire? Meglio che affronti il rapporto con il dolore subito piuttosto che farla crescere nella bambagia, ogni bambino dovrebbe avere un cucciolo… è istruttivo su quanto la vita sia breve e fragile.
  • Ah certo, poi tanto c’è la madre che la deve consolare, tu vai al lavoro e non ci sei mai vero?
  • Senti non litighiamo per favore, è stata una disgrazia chi poteva prevederlo?

Giovanna si girò rabbiosamente verso il muro, Enrico provò a riprendere in mano la situazione.

  • Senti… glie ne porterò un altro che l’aiuterà a superare il trauma…
  • Ah no, allora non ci siamo capiti! Basta cuccioli, basta animali! Ha già sofferto abbastanza mia figlia.
  • Come sei isterica… e quando avrà le prime delusioni con i ragazzi che farai?
  • Che c’entra questo, tutto quello che posso evitarle glie lo evito, dovrebbe essere il compito di ogni madre. Ed anche di ogni padre, ma tu te ne dimentichi…
  • Il compito dei genitori è crescere i figli e prepararli alle eventuali delusioni oltre che gioire per i loro successi, tu vuoi che Susanna cresca senza mai un pianto nella sua vita… beh questo non è possibile e non certo per i cuccioli… che tra l’altro le piacciono tanto.

Suo marito aveva ragione, come quasi sempre succedeva quando si trattava della loro figlia, ma riconoscerlo era un’impresa difficile. Giovanna scelse il silenzio-assenso, Enrico sapeva che di più non poteva chiedere.

 

 

Mentre stringeva il cucciolo e mormorava sommessa qualche parola una luce arrivò nella stanza. Susanna alzò gli occhi. Un uomo o forse una donna difficile da dire era entrato nella stanza, ma da dove?

  • E tu chi sei?
  • Sono la risposta alle tue preghiere – disse l’individuo che era vestito completamente di nero e un sesso indefinibile – Ti dispiace se prendo un poco il piccolo Gordon?

Susanna fece cenno di no con la testa e immediatamente Gordon si sollevò dalle sue braccia e fluttuando a mezz’aria arrivò in quelle dell’individuo. Dai guanti di questo uscì una luce intensa. Dopo qualche secondo che a Susanna apparve eterno, il cucciolo aprì gli occhi, poi cominciò a muovere le zampette. L’individuo appoggiò il cucciolo per terra, schioccò le dita e il piccolo Gordon si alzò in piedi notevolmente migliorato.

Dopo di che l’essere nella strana tuta nera poggiò una mano sulla testa di Susanna e gli disse: – Non smettere mai di pregare – poi scomparì in una luce accecante.

Gordon abbaiò e il suo abbaiare richiamò i genitori di Susanna che entrarono di corsa dalla porta, videro il cane scodinzolare felice a terra e Susanna che diceva “Grazie” guardando l’aria.

  • Ma cosa… – iniziò sua madre
  • E’ impossibile, aveva il fegato spappolato l’avevamo visto con la Risonanza Magnetica Portatile del Soccorso a Pagamento.

Susanna li guardò e disse – L’ha guarito! Ha risposto alle mie preghiere! –

  • Ma chi? –
  • Un angelo, papà!

 

Freewebnews, 20 Aprile 2098 ore 20.00

Miracolo a Milano, un angelo ha guarito il cane della piccola Susanna

Un angelo e cosa altro potrebbe essere stato? Un cane dato per spacciato dagli agenti del Soccorso a Pagamento in seguito all’investimento avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi è stato miracolato di fronte agli occhi della sua piccola padroncina di dodici anni che parla della venuta di un angelo vestito di nero che ha curato il piccolo Gordon.

I genitori e il personale del Soccorso a pagamento non sanno dare una spiegazione. Fatto sta che il piccolo Gordon gioca e corre felice nonostante ci sia un esame clinico fatto alle 18.00 che gli concedeva pochissime ore di vita.

 

  • Inizio resoconto verbale. Agente?
  • Angelo 126
  • Intervento numero?
  • 45/2098
  • Zona operazione?
  • Milano 3, Italia
  • Breve descrizione dell’intervento!
  • Captata preghiera da dispositivo psicotrasmittente 4882 installato in data 20 Dicembre 2090, cucciolo di cane sul punto di morire, riportato in salute.
  • Mezzi non conosciuti utilizzati?
  • Teletrasporto, antigravità e cellule staminali geneticamente modificate iperpotenti con cinetica regolata sul massimo.
  • Chiusura verbale in corso, posizionare retina su scanner ottico.

L’agente Angelo 126 posizionò il suo occhio sullo scanner e fu illuminato da una piccola luce.

  • Chiusura verbale effettuata. Che Dio sia con te.
  • E con il tuo spirito.

La figura vestita di nero si incamminò lungo il corridoio asettico di una delle basi segrete delle cellule operative della Chiesa Cattolica nel nord Italia, aprì una porta altrettanto asettica e si trovò nello spogliatoio comune degli angeli.

La sua amica Natascia era li da poco prima di lui ma si era già sfilata la tuta nera asessuante di servizio.

  • Ciao Nat!
  • Ciao Roberto, come va?
  • Mah… così così
  • Cos’è che hai?
  • Non so bene… forse troppe ore di servizio.
  • Non mi avrai un’altra crisi come quella del mese scorso no?
  • In realtà la crisi non mi è mai passata, lo sai – disse Roberto mentre cominciava a togliersi la tuta asessuante – mi continuo a chiedere la legittimità di quello che facciamo –
  • La legittimità sta nei soldi che trovi in banca alla fine del mese, te l’ho già spiegato –
  • Beh lo sai, comincia a non essere un motivo sufficiente per me.
  • Ma dai, ancora? Te lo ripeto come se tu avessi sei anni… facciamo del bene alla gente, e per farlo ci pagano, cosa vuoi di più?
  • Si è che non mi convince il far bene così… perché non mettiamo queste tecnologie che abbiamo a disposizione di tutti?
  • Perché si creerebbero nuove guerre per il loro controllo, lo sai
  • Forse, ma forse anche no… forse semplicemente tutti potrebbero avere questa tecnologia senza necessità di guerre
  • Si come no? Ma la storia l’hai studiata eppure… ti devo ricordare cos’è successo quando è stato reso pubblico il motore a scissione idrolitica? O la fusione fredda?
  • Si si… lo so… però…
  • Però niente. Non c’è però, la Chiesa darà all’umanità queste tecnologie quando questa sarà pronta. Non prima.

Roberto si strinse le spalle e non disse altro, Natascia era sempre stata più convinta di lui sulla giustezza della loro missione.

  • Andiamo a mangiare insieme Nat?
  • No stasera no Roby, devo sistemare alcune cose.
  • Allora domani… ok?
  • Si domani si può fare, adesso però fammi andare che ho fretta, il Signore sia con te.
  • E con il tuo spirito – rispose meccanicamente Roberto, poi la osservò andarsene e chiudere la porta dietro di se e tornò a rimuginare sui suoi dubbi.

 

 

 

Natascia appoggiò la testa sullo scanner retinico del confessionale, la luce lesse la sua impronta e poco dopo la voce uscì dagli altoparlanti

  • Natascia Leoni, angelo 102, cosa possiamo fare per te?
  • Devo fare rapporto su un mio fratello
  • Di chi parli?
  • Roberto Michelin, angelo 126.
  • Che è successo?
  • Ha espresso più volte forti dubbi sull’opportunità che la Chiesa Cattolica tenga per se i vantaggi tecnologici che le da la sua conoscenza superiore.

L’altoparlante meccanico restò in silenzio per qualche secondo.

  • C’è altro angelo 102?
  • Beh, si è che ho il forte sospetto che lui sia attratto da me, fisicamente voglio dire
  • E tu sei attratta da lui Natascia?
  • Forse, cioè si… cioè…
  • Non occorrono giustificazioni Natascia, grazie, è tutto?
  • Si fratello.
  • Allora vai, che il Signore sia con te.
  • E con il tuo spirito.

 

 

Oliver spense il microfono e si buttò sullo schienale della poltrona.

  • Hai sentito Fratello Piero? È la terza segnalazione su Angelo 126, un provvedimento non è più rimandabile.

Il vecchio dietro di lui annuì, e alzò le braccia.

  • Cosa vuoi farci fratello Oliver, non tutti sono fatti per fare gli angeli… Roberto e Natascia si risveglieranno fra qualche giorno come volontari laici in una diocesi del sud del Pakistan convinti di fare quel lavoro da anni. Poi chissà magari faranno anche tanti bei bambini insieme.
  • Del resto gli angeli ci servono. Nella nostra società occidentale senza gli impianti epigenetici sui bambini preadolescenti saremmo scomparsi da un pezzo come religione. Ti ricordi quando scoprirono che le emozioni forti, soprattutto paure ed esaltazioni si trasmettono per le tre generazioni successive per via epigenetica la comunità scientifica com’era confusa? La Chiesa Cattolica invece capì subito l’uso che poteva farne.
  • Già con il miracolo di oggi di Angelo 126 ci siamo garantiti tre generazioni di fervidi credenti.
  • La mano del signore è sempre piena di risorse.

Il Fratello Piero annuì, pensando che semmai fosse esistito un Dio il loro sarebbe stato un compito del tutto superfluo, ma i suoi dubbi da tempo aveva imparato a tenerli per se.

Alessandro Chiometti

Marzo 2015

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