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E allora?

Pubblicato il 31 Maggio

Scritto da

Social-media-coso-stressato

La solitudine di uno scrittore di fronte alla fine dell’editing di una propria creatura credo sia paragonabile a quella del genitore tenuto fuori dalla sala parto.
Quando passa l’infermiera (leggi uno qualunque della casa editrice) inevitabile la domanda “e allora?”
Così come è inevitabile la risposta! “allora ci siamo quasi” che è sempre quella, sia che il tomo sia ancora da scaricare dall’allegato della mail sia che manca solo l’ultimo capitolo.
Certo ci siamo quasi, siamo qui in ospedale, i nove mesi sono passati alla mia compagna si sono rotte le acque… ma ditemi vi prego cosa sta succedendo!
Il personaggio principale è credibile? Trasformiamo il romanzo di formazione in uno splatter alla Clive Barker? Regge la storia? E la geografia? E la matematica? Ho fatto casino con la linea spazio temporale? Semmai rimediamo con un wormhole. Come sarebbe che c’entra un wormhole in una storia d’amore? E Donnie Darko allora? Dove lo mettiamo? E la voce narrante onnisciente? Non è che poi si scopre che non sa niente!

Vi prego… un segnale… niente. Sigh.

Uscirà… uscirà… e le unghie sono finite, le sigarette pure (cosa? che vuol dire “tu non fumavi?”) , i gatti mi dicono “guarda che i notturni siamo noi”. E ancora non abbiamo parlato della copertina!

Se ci sarà un terzo libro dopo questa seconda fatica letteraria vado in analisi. Grammaticale.

 

 

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