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Aspettando la fine del mondo. Solidarietà Vs Carità

Pubblicato il 3 Aprile

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Di messaggi e azioni sbagliate ce ne sono state molte in questa “emergenza Covid19”, da parte di chiunque istituzioni, giornali, partiti, personaggi pubblici e singole persone.

C’è chi sta tenendo i conti, come la Wu Ming Foundation  o chi come me passa il tempo a scrivere racconti cattivi dalla cattività per sfogarsi sulla carta. Quando finirà tutta questa storia, bene o male che finirà, si faranno i conti su tante questioni e sappiate che “anche se vi credete assolti, sarete comunque coinvolti”  come avrebbe detto Fabrizio De Andrè.

In realtà penso già di sapere come andrà a finire, perché come diceva l’immenso Corrado  Guzzanti: “In Italia il problema non è mai stato tanto sapere la verità quanto il fatto che una volta saputa tutto restasse come prima. ” (E del resto come sia diventato incontrollabile il contagio a Bergamo e Brescia è ormai cosa nota, anche se si cerca disperatamente di trovare altri motivi come la partita Atalanta Valencia).

Detto questo, tutti ci tengono a far qualcosa per migliorare la situazione e dovendo stare a casa l’appello è a donare soldi per le strutture che combattono il virus o per altre cause di solidarietà come collette per i poveri o per gli animali abbandonati a causa dell’ignoranza di chi pensa che diffondano il virus.
Il che è ovviamente è cosa giusta e nobile, ci mancherebbe.

Però non posso non sottolineare che ormai sta diventando una triste abitudine nel nostro paese sostituire il concetto di solidarietà sociale con quello di carità cristiana.

Il fatto che qualcuno si senta di donare è un bene, ci mancherebbe altro… grazie alle donazioni (per lo meno quelle serie, non quelle in cui poi non si sa che fine fanno i soldi)  si sono potute fare tante cose e questo nessuno lo nega.

Ma uno Stato che sia degno della “S” maiuscola non può e non deve far conto su di questo.

Se la tabelle impietose dei numeri (quelli veri, come quelli riportati in questa pubblicazione annuale dell’economist) ci mettono agli ultimi posti del mondo occidentale (e non solo) in termini di posti letto negli ospedali (terapia intensiva e non) per numero di abitanti , o in generale per la spesa statale per il welfare e l’assistenza, non possiamo pensare di rimediare grazie alle iniziative di Fedez. (Lo ripetiamo: ben vengano anche queste).

Ecco. Passata la Covid19, se il popolo italiano dimostrerà di avere appena più memoria di un pesce rosso non tanto sveglio, sarà una delle prime cose di cui parlare.

Sennò speriamo che per lo meno portino a termine la champions league.

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