Blog

Aspettando la fine del mondo. Le scelte comode dell’Academy

Pubblicato il 11 Febbraio

Scritto da

Etichette: , , , ,

Come quasi sempre succede l’Oscar per il miglior film non va mai a quello più meritevole della stagione. La scelta del Coreano “Parasite” è una mossa di comodo che svincola l’academy da premiare il vero capolavoro scomodissimo cioè “Joker” di Todd Philipps.

Intendiamoci: Parasite è un film ottimo, da vedere  più volte per apprezzarlo nei dettagli e anch’esso è una critica alla società capitalistica. Per di più ci fa piacere che venga premiato un film coreano che è al limite dell’horror quasi ad omaggiare la stupenda stagione asian horror degli ultimi decenni.

Ma il film di Bong Joon-Ho è inferiore a Joker e anche a C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino, che di fatto venivano dati come favoriti quasi alla pari. Parasite infatti funziona molto bene nella sua seconda parte, quando abbandona il tono da commedia e diventa prima ambiguo e poi angosciante e macabro.

Possiamo solo supporre che l’attacco troppo esplicito di Phillips all’America di Reagan e quindi alla politica attuale di Trump abbia costretto l’Academy a dover virare su altro, e dato che la scelta Tarantiniana sarebbe passata (una volta tanto) di comodo si è preferito premiare un film critico si, ma non dell’America bensì della socio-economia della Corea del Sud.
E soprattutto non è critico con una coscienza politica così radicale come il Joker, alla fine il surrealismo coreano rende molto meno esplicito l’attacco alla società del produci-consuma-crepa.

Si ok, il solito complottismo, i gusti sono gusti e l’Academy fa le sue scelte legittime. Ovvio, ci mancherebbe altro.

Lasciatemi aggiungere qualcosa.
Personalmente non avrei avuto dubbi sul Joker come miglior film, mentre ne avrei avuti molti di più nella sfida per il premio al miglior attore fra Phoenix e Di Caprio. Ma ovviamente non assegnare neanche un premio importante a Joker sarebbe stato imbarazzante per l’academy.

Joker è uno di quei pochissimi film che (se non hai visto in anteprima) le recensioni entusiaste ti costringono ad entrare in sala con aspettative altissime che sai che probabilmente saranno deluse. Invece, cosa più unica che rara, non è così. Tutti (quasi tutti, ovviamente) escono dalla sala dicendo “capolavoro!”.
Mi permetto di prevedere che fra quelli che vedranno Parasite dopo l’Oscar ed entreranno in sala quindi con aspettative altissime non ci saranno percentuali così elevate di chi esclamerà “capolavoro!”

La seconda è che di certo i giri di interessi intorno a questo premio sono tali che noi poveri mortali non potremo mai capirli a pieno. Pensate al mitico John Wayne che ha ricevuto il premio solo per “Il grinta” che di certo non era il suo film migliore…. ma del resto è successo anche a Leonardo Di Caprio che dopo Shutter Island, The wolf of wall street, Il grande Gatsby se l’è visto assegnare per il suo ruolo peggiore, cioè quello in Revanant.
Pensate a Sergio Leone che non ha mai ricevuto neppure una misera candidatura agli Oscar… come Marilyn Monroe del resto.

Insomma si sa, ci sono film fatti per l’arte e film fatti appositamente per vincere l’Oscar; ad esempio, tanto per fare un esempio ipotetico, se fate un film storico sulla seconda guerra mondiale e fate liberare il campo di concentramento dalle armate americane invece che da quelle sovietiche già lo sapete che è più facile che arrivi la statuetta.
Un po’ di esempi concreti limitandoci agli ultimi due decenni, senza arrivare a quando Rocky batté Taxi Driver come miglior film.

2018: Viene premiato La forma dell’acqua (il film più prevedibile e scontato di Guillermo del Toro) di fronte a film come Dunkirk, Lady Bird, Tre manifesti ad Ebbing- Missouri, Scappa! tutti molto più scomodi per un verso o per l’altro.

2014: 12 anni schiavo prevale su The Wolf of wall street e Dallas Buyers club.

2013: Argo sicuramente un bellissimo film, ma insomma ce ne vuole di coraggio per metterlo davanti al Django di Quentin Tarantino

2012:  The artist  prevale su Molto forte, incredibilmente vicino e incredibilmente su Hugo Cabret di quel Martin Scorsese sempre malvisto dall’Academy che gli ha riconosciuto un solo oscar in tutta la carriera di fronte ad almeno quindi candidature.

2011: Il discorso del re, ottime interpretazioni ma film scontatissimo, viene preferito a Il cigno nero e ad Inception.

2010: The hurt locker è preferito niente meno che ad Avatar.

2006: Crash è preferito a I segreti di Brokeback mountain, Truman Capote  e Munich (ogni commento è superfluo)

2003: il musical Chicago prevale su Gangs of New York e Il pianista.

De Gustibus eccetera eccetera… però insomma, per essere il premio più importante del mondo per il cinema mi sembrano gusti quanto meno discutibili.

Author

Summary