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Aspettando la fine del mondo. La vendetta del Jedi bastardo.

Pubblicato il 28 Dicembre

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C’è una nuova regola non scritta nella critica cinematografica. Stroncate i film belli e parlate bene di quelli inguardabili. Meglio se letteralmente inguardabili.

Perché voi vi chiederete? Semplice: siamo in un periodo in cui la deontologia ha abbandonato i pianeta terra e i giornali non guadagnano più sulle copie vendute o sugli abbonamenti ma solo sulla pubblicità di google che viene decisa dai click sul sito; ergo più fate incazzare la gente e più vi verranno ad insultare. E così facendo porteranno visite al vostro sito e questo significherà più soldi. Poi quanto sarete così sputtanati che anche vostra madre non aprirà più il vostro sito si cambierà nome e si ricomincerà da capo.

Quasi nulla sfugge a questo giochetto, si è salvato il Joker ma solo perché era una sorpresa assoluta e conveniva parlarne bene. Per il resto è praticamente una regola fissa e, ovviamente, il tiro al piccione oggi converge sulla trilogia Star Wars di J. J. Abrahms.

Fermo restando la legittimità del giudizio soggettivo per cui due persone allo stesso film possono assegnare scarso o ottimo, la controprova di ciò che sta avvenendo viene direttamente dalle pseudo-argomentazioni usate per attaccare il film. Prima fra tutte le carenze della trama.

Ok, allora facciamo un bel giochino da Jedi bastardi (non Sith… diciamo la bastardaggine di Yoda quando deve far capire le cose a chi proprio non ci arriva) e valutiamo un po’ di cult del genere fantasy osannati dalla critica e dal pubblico con lo stesso, spietato, metro di giudizio di chi attacca la nuova trilogia di Star Wars con argomentazioni risibili quali: “le navi spaziali hanno tutte la stessa velocità”, “non è credibile che un personaggio cambi idea rapidamente” etc.

In a quiet Place: in un mondo invaso da aracnidi giganti che sentono qualunque minimo rumore i sopravvissuti invece di chiudersi in una stanza insonorizzata o sparare heavy metal a palla per coprire ogni rumore scelgono di andare a vivere a piedi nudi in campagna dove si sentono anche i peti delle lucertole. Per chi non l’avesse ancora visto: non sto scherzando.

Il signore degli anelli: I Nazguhl fiutano l’anello del potere a centinaia di chilometri di distanza,  arrivano dieci centimetri sopra a Frodo e vengono distratti da Merry che tira un sasso.
Grimla e Saruman perdono la battaglia e sono asserragliati nella torre, Grimla si gira e tira un Palamir di sotto. Una delle pietre più importanti dell’universo tolkeniano.
Ma i libri li avete letti prima di girare il film?

Il trono di spade: arrivati alla terza stagione ci siamo già sorbiti: 1) armate che combattono le guerre contro gli Stark e poi improvvisamente dicono “scusate dobbiamo salvare approdo del Re”, appaiono chilometri più a Sud (teletrasporto?) e l’esercito degli Stark neanche ha invaso i territori per cui stavano combattendo, aspettano tranquilli che tornino indietro; 2) tutti sanno che la regina si tromba incestuosamente il fratello ma per scoprire che l’odioso Jeoffrey non era un Barhation ci voleva Ned “Sherlock Holmes” Stark; 3) Il grande inverno distrutto… non si sa da chi, come e perché; 4) Theon che viene torturato per diciotto puntate solo per catturare il pubblico sadomaso evidentemente, e poi con un piede spappolato dalla morsa cammina e cavalca verso la libertà; 5) Melissandre che è una strega che vede tutto, conosce tutto, ma proprio tutto. Tranne piccoli particolari insignificanti, come il fatto che stanno arrivando gli esterni e che nell’assalto ad Approdo del Re avrebbero fatto un mazzo tanto alle armate che appoggia… e ancora non la cacciano a pedate.
Perché dovremmo vedere il resto?

Hunger Games: Avete presente Rollerball, Mad Max e Giochi di morte? La stessa roba ma tirata a lungo  e molto più infantile.

E per chiudere in bellezza:
Star Wars Ep. I: Jar Jar Binx e ho detto tutto.
Star Wars Ep. II: Lui è il Jedi più potente della galassia, lei la principessa che deve governare la galassia. Hanno una relazione segreta. Se riuscite a smettere di ridere, pensate anche che i Jedi sanno tutto tranne che qualcuno di loro ha ordinato un esercito di cloni. E ovviamente i clonatori in due decenni non è che gli hanno detto: ‘oh li venite a prendere allora che son pronti?’ Ci è dovuto andare a sbattere Obi One Kenobi per sbaglio… sennò ancora stavano lì a clonare!
Star Wars Ep. III: “E’ Palpatine il Sith oscuro, colui che ha tramato per decenni contro la repubblica, colui il cui nome fa tremare i polsi!” “Ok, vado ad arrestarlo con due scemotti che non sanno neanche tenere in mano una spada laser, tanto io so’ Mace Windu, cazzo vuoi che succeda?”
Star wars Ep. IV: Han Solo ha un debito con Jabba, uccide il suo sgherro, tutti sanno dov’era il Millenium Falcon ma lo fanno partire lo stesso.
Star Wars Ep. V : Han Solo viene ibernato nella grafite. Perché?
Star Wars Ep. VI: Terzo episodio e già riproponi la morte nera? e sforzati un pochetto George!

Ma tutte queste sono facezie e provocazioni perché Star Wars (e il fantasy in generale) hanno messaggi che vanno molto al di là di una sceneggiatura , dei buchi di trama, o della coerenza del singolo personaggio. Non possiamo giudicarli come se fossero un giallo di Agatha Christie, altrimenti è chiaro che nulla si salverebbe. Quindi tutti quelli qui citati (schifezza di in a quiet place a parte) sono film che amo e che rivedo spesso.

Ad ogni modo spero che mi sia guadagnato un po’ di click per il sito….

Alessandro Chiometti

 

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