Consapevolezza

Scritto da il 12 Agosto nel sperimentale

 

Respira, trattieni, espira.

Respira, trattieni, espira.

Respira, trattieni, espira.

Muovi lentamente il tuo bacino in una rotazione oscillatoria da destra a sinistra e ritorno. Muovilo lentamente. Lentamente e consapevolmente. La stessa consapevolezza con le tue braccia iniziano ad accompagnare questa rotazione, fino a chiudere le mani in pugni che cominciano a percuotere simultaneamente, e consapevolmente, i tuoi addominali e i tuoi lombi posteriore. Con decisione, ma senza esagerare. Consapevolezza del movimento.
Percuotiti, colpisciti, fai vibrare il tuo corpo e risveglia il Qi.

“Chi?”

No il Qi.

“Chi?”

No ho detto Qi. Pronuncia CI. Dal Qi Gong della medicina tradizionale cinese.

“Sì ma io ho chiesto ‘Chi?'”

Chi?

“Esatto, ‘Chi?'”

Ma cosa…

“Non cambiare discorso e non rispondere alle domande con altre domande Alex, ho chiesto ‘Chi sei?'”

Ahhh buongiorno Cervello, ti sei svegliato prima di me questa mattina?

“Certo, sono un cervello, io sono sveglio anche quando dormo”

Se, vabbè a giudicare da certe cazzate che mi fai fare sembra che dormi anche quando sei sveglio invece!

“Ah non cominciare, quello è il Cuore che ti fa far cazzate!”

“Chi?”

“Il Cuore, Alex”

Cervello, io non ho parlato.

“Come no? Tu mi hai chiesto ‘Chi?'”

No, tu mi hai chiesto “chi?” prima.

“E allora…”

“Oh, ho detto, chi è che mi cerca?”

Ecco qua… si è svegliato anche il Cuore… cos’è avevamo una riunione qui alle sei e mezza sul ponte del traghetto e non lo sapevo?

“Calmi ragazzi, non cominciate ad aggredirmi, anzi prima datemi un caffè o meglio due che qui sui traghetti fanno schifo. Comunque cosa volete che mi avete chiamato mentre dormivo così bene?”

“Cuore nessuno ti chiamava, ti avevo solo nominato perché Alex mi attribuiva le colpe delle cazzate che gli fai fare tu!”

“Io? E quando mai faccio cazzate io?”

Ah ah ah
“Ah ah ah… buona questa, tutti ridono… sipario.”

Dai Cervello non essere troppo cattivo con il Cuore, del resto non ha tutti i torti. Se io faccio una cazzata che mi consiglia lui è perché te alla fine non hai molto da obiettare…

“Si alla fine… dopo che mi avete fatto due coglioni così”

“Cercavate noi?”

No… uff che due coglioni…

“Sì eccoci!”

No, scusate, continuate pure a far quello che…

“Ma noi non facevamo un cazzo!”

“Buongiorno!”

Minchia!

“Sì eccomi, buongiorno!”

No raga’ che strazio questo risveglio consapevole con il Qi Gong, non se ne può più… non è possibile che tutte la mattine qui diventa uan riunione di condominio. Forza! Tornate tutti a fare quello che stavate facendo, dormire o quant’altro. Qui si parlava Io e il Cervello.

“Ecco, e mi hai escluso di nuovo!”

Cuore, dai anche tu, mettiti un attimo a riposo e fammi finire questo Qi Gong mattutino… anche voi, organi tutti, a riposo, avanti!

“Devo ricordare chi è che comanda qui?”

O no BucodiCulo ti prego, il capo sei tu e nessuno lo mette più in discussione… però ora non metterti a fare lo stronzo dai!
“E’ che con questa arietta mattutina di mare io…”

E dai, almeno fammi mangiare un cornetto prima!

“Vabbuò, in campana guaglionce’…”

Uff… ‘sto Qi Gong del cavolo e la sua consapevolezza di tutti gli organi… ricominciamo!
Respira, trattieni, espira.

Respira, tratt…

“Sì ma alla fine non mi hai risposto, però!”

Cervello, ancora? Ma che vuoi stamattina?

“Ti ho chiesto chiaramente: ‘Alex chi sei?’ vuoi provare a dirmelo una volta tanto, acquisire consapevolezza del proprio corpo va bene ma anche la consapevolezza di se è importante. Quindi dimmi, chi sei tu che per l’ennesima volta scrivi viaggiando sui traghetti fra la Grecia e l’Italia, portandoti dietro dal viaggio ouzo e birre che non trovi in Italia e che una volta tanto scrivi all’alba e non di notte. Chi sei?”

Cervello, lo sai che a queste domande non c’è risposta o meglio sono solo risposte con cui ci puoi fare la zuppa, come si suol dire. Cos’è vuoi l’approccio filosofico di classe “rubrica dello psicoanalista fallito ma di qualche buon partito sul quotidiano di successo”? Allora: “Io sono i miei pensieri”. Contento? No, vero? Allora vuoi l’approccio di “Filosofia Mon Amour – livello base”? Eccotelo: “Io sono ciò che mangio!” Contento? No, neanche Feurbach ti soddisfa, vero? Alla fine troppo materialismo sfocia in un determinismo che non ci appartiene giusto? Allora andiamo sull’approccio a specchio contraddittorio classe delirio Palaniuk-Dick: “Io non sono il mio lavoro, Io non sono quello che ho studiato, Io non sono ciò che devo fare per vivere, Io sono vivo e voi siete morti”.

Non ti piace vero? Cervello lo sai, non devi mai fare domande di cui non vuoi conoscere le risposte.

“Chi è che non le vuole conoscere?”

Tu, cioè la mia parte cosciente.

“Ma io…”

Ma tu. Tu vorresti sentirti dire che hai sempre avuto ragione su tutto, che siamo nulla rispetto all’infinito, caccole sparse in un Universo di Supernove, Pulsar, Buchi neri e campi gravitazionali. Che tutto quello che facciamo è destinato a scomparire in poco tempo senza lasciare tracce e quindi essere dimenticato dal Cosmo.

“E non ho ragione?”

A livello cosmico? Indubbiamente.

“E ad altri livelli?”

Ad altri livelli hai torto marcio.

“Ah. Tu opini?”

Certo, perché inutile razionalizzare tutto a livello cosmico. Devi razionalizzare al nostro livello, quello umano. Perché ogni universo o mondo o come lo vuoi chiamare ha il suo senso per chi lo vive quotidianamente, e quindi se il Cosmo se ne frega di noi, chi se ne frega del Cosmo? Del resto lo sai: “Il sogno di un batterio è di essere due batteri” diceva Jacob. E quando il batterio diventa due batteri il suo sogno è realizzato non sta lì a menarsela con il Cosmo.

“Però dovrebbe essere importante saper rispondere alla domanda ‘chi sei?’ O no?”

Mah, alla fine non so rispondere neanche a quella: “da dove veniamo?” e neanche a “dove andiamo?” e neanche a “cosa facciamo sabato sera”… eppure alla fine vivo lo stesso consapevolmente. E poi diciamola tutta Cervello, a te di queste risposte non interessa un tubo.
“Dici?”

Dico. Perché ormai ti conosco. Tu vorresti semplicemente convincermi delle tue conclusioni sul “che fare” e sono conclusioni che lo ammetto sembrano ragionevolissime. Eppure ti dico ancora no. Ancora non cedo.

“E quindi…”

E quindi… Respira, trattieni, espira.

Respira, trattieni, espira.

Resp…

“Alex?”

Oh?

“Però il numero di telefono della casa in vendita a Matala non l’hai buttato via, vero?”

No Cervello anche perché il Cuore ne morirebbe.

“Ok, allora si fa come dici tu…”

Respira.

Trattieni.

Espira.

Somewhere in Ionio Sea. August 2019.

Alessandro Chiometti About Alessandro Chiometti
Razionalista, sognatore, pragmatico, utopista, ingenuo, cinico, epicureo e idealista... o forse più semplicemente incapace di autodefinirsi senza contraddizioni. Lascia volentieri agli altri il compito di catalogare e giudicare, attività per cui, del resto, ha ben poco interesse; non rinunciando però ad esprimere le sue opinioni su molteplici argomenti. Eterno studente consapevole di non sapere mai abbastanza, è sempre più convinto che il disimpegno politico e civile non rappresenta una soluzione ma uno dei problemi. Amante dei gatti ma simpatizzante dei cani pensa che il senso della vita sia la vita stessa e per questo la riempie di libri, foto, musica, birra e viaggi. We shall overcome, someday.