Aspettando la fine del mondo. Secessioni

Scritto da | gennaio 27, 2019 | blog

Ufficio postale, sabato mattina.

Pacco sotto al braccio, il numerino della fila in una mano, lo smartphone nell’altra. La possibilità di cazzeggiare 24/7, le grandi conquiste della specie umana. Fortunatamente il prossimo numero è il mio.

Leggo un’altra dozzina di post vari poi mi rendo conto che il mio numero ancora non è scattato; davanti a me allo sportello c’è ancora lo stesso tizio di prima a parlottare con una delle impiegate ormai da diversi minuti.

“Che deve fare questo qua davanti? Sono dieci minuti che sta lì, cos’era il bollettino da due miliardi di dollari?” penso.

[Ale… ]

“Oh no, cazzo… cervello quando mi chiami significa che la situazione sta per peggiorare!”

[Tranquillo, basta che fai come ti dico, rimetti i tuoi occhi sullo schermo dello smartphone, guarda lì, concentrati sull’assessora peperoncina che viene presa per culo da mezza Terni….bravo… visto, che tutto va bene? Cioè male, ma non sta succedendo niente… non ti interessa quello che l’impiegata sta dicendo al tizio in fila prima di te!]

“Sì ma…”

[Ah guarda c’è anche lu poro Lallo che invece di andare alle commemorazioni della giornata della memoria va al convegno antiabortista! È grave no? Dai incazzati lì… scrivi due paraculate a lu poro Lallo!]

“Sì ma questo qui davanti è un’ora che…”

[Ale, cazzo! Attiva il gene egoista di Dawkins, pensa a te stesso, cazzo, non ascoltare la discussione, capito? Non ascoltare la discussione!]

“… e perché mio marito ha perso il lavoro due anni fa e ancora sta a spasso, e questi qua invece vengono e come mettono piede qui 35 euro al giorno per non fare niente, ti pare giusto?”

“E mica è vero che non fanno niente, spacciano, rubano e stuprano le donne!” leggi tutto…

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