Aspettando la fine del mondo: “Gold is the reason for the wars we wage”

Scritto da | novembre 15, 2018 | blog

Nel classico week end invernale casalingo si trova sempre qualche ora per rimettere a posto i vecchi cassetti.
Una cosa da non fare mai a chi non piace quel retrogusto dolceamaro della nostalgia. Davvero… per voi che siete sempre proiettati nel futuro della vostra radiosa vita, non aprite i vecchi cassetti… piuttosto portate fuori il vecchio comò e bruciatelo così com’è.

A me però non è mai  dispiaciuto perdermi nei ricordi, e così mentre sistemo i cassetti spunta fuori roba di mio padre scomparso ormai da quasi sedici anni.
Fra tanti cari ricordi eccola lì, nel suo guscio di plastica madreperlata con stoffa vellutata a coprirla. Una sterlina d’oro vecchio conio della Regina d’Inghilterra.

Papà era un agente di commercio di una multinazionale che fino alla fine degli anni ’80 produceva solo detersivi. Poi si è allargata a dismisura e adesso controlla così tanti marchi alimentari e non da far girare la testa. Ma quando papà andava in giro per le province di Terni, Rieti e Macerata, in quelli che allora erano i negozi di alimentari che servivano i paesini (prima dei centri commerciali… ma ci credete che un periodo vivevamo senza i centri commerciali?) non era così disumanamente grande. Era una multinazionale come tante, anche se in forte crescita.

Insomma, in quei tempi una multinazionale sapeva ancora che se i suoi azionisti avevano miliardi lire (o marchi, franchi, fiorini o quel che vi pare) sui loro conti correnti era perché gente come mio padre si faceva un mazzo così con la sua Ritmo, su e giù per le strade di campagna a piazzare dieci fustini di detersivo a Poggio di Otricoli alle 19 e 45 del venerdì sera, un attimo prima che il negozietto chiudesse. E beh, che ci crediate o no, a quei tempi una multinazionale (di quelle che compravano gli spot in prima fascia pubblicitaria della partita dei mondiali Italia-Brasile per intenderci) invece di dire ai suoi dipendenti “corri di più altrimenti ti licenzio e prendo un disperato che fa lo stesso lavoro alla metà del tuo prezzo” gli dicevano: “dai, se raggiungiamo questo obiettivo poi ti do un premio”.

E il premio per gli obiettivi spesso era una sterlina d’oro. Quella multinazionale usava così. Lui ne collezionò almeno una ventina.

 

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