LA VOCE.

Scritto da | marzo 9, 2018 | Giallo-Noir-Horror, narrativa

 

“Avanti. Cosa aspetti? Immagina il brivido. Coraggio, ti farà bene.” Sussurrava la voce suadente all’orecchio di Viktor. Era una sensazione strana, quella di stringere tra le braccia una creatura così indifesa e sapere di poterla uccidere con un gesto secco della mano. Ma Viktor non voleva. Perché avrebbe dovuto uccidere quel gattino innocente? Era così morbido tra le sue braccia, soffice, e faceva le fusa. Si fidava di lui, mentre lo accarezzava.

“Stai zitto.” Rispose Viktor.

“Andiamo … sai cos’è quel gatto? È un animale del diavolo. Presto, mentre tu dormirai, si trasformerà in una pantera e ti divorerà insieme alla tua anima. Allora perché lasciarlo vivere? Le sue fusa ti sembrano tenere? Non lo sono forse anche le parole del demonio? Forse il serpente non è stato convincente con Eva? Non è stato dolce e gentile?”

Viktor ebbe un attimo di esitazione. Il gatto smise di fare le fusa. Ci fu un interminabile momento in cui il felino lo guardò con gli occhi tondi, le pupille dilatate al massimo, come quando dava la caccia ai topi in cantina. Iniziò a miagolare sommessamente, con un tono di voce grave, lanciando avvertimenti. La voce suadente divenne imperiosa nelle orecchie di Viktor: “Fallo!”, gli urlò. Improvvisamente gli occhi gialli del gatto scintillarono al buio, in un lampo agghiacciante. Ma la cosa ancor più inquietante era che gli occhi del suo padrone fecero la stessa cosa. Viktor lo prese per la collottola, ma non fu abbastanza svelto: gli artigli dell’animale arrivarono alla sua faccia, ferendogli un occhio. Il felino si liberò dalla presa e, prima di fuggire dalla finestra, si fermò per soffiare violentemente contro il suo aguzzino. Poi, scomparve nel buio.

Viktor si riscosse. “Felix!” chiamò pietoso dalla finestra. Ma il gatto non sarebbe più tornato, avendo percepito il pericolo. Era già lontano, e sarebbe scappato sempre più in là. leggi tutto…

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