Il capitano del suo cuore

Scritto da | settembre 25, 2016 | narrativa

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Ti ricordi di me?

La sveglia suonò come consueto alle sette. La domanda che concludeva lo sconclusionato sogno, risuonò nella mente di Johnny insieme al fastidioso squittio dell’apparecchio elettrico.

Il volto del sogno era confuso: un caschetto di capelli scuri su una pelle abbronzata dal sole e un nasino a patata; un volto giovane, troppo giovane per essere una sua conoscenza attuale.

Spense la sveglia e andò al bagno calmando Mortimer che già riempiva la piccola casa con le sue feste. Questo era un maltese di cui Johnny si chiedeva ancora come fosse giunto a casa sua, ma ormai da anni era lì, nessuno lo aveva reclamato ed erano diventati inseparabili.

Con un altro gesto automatico per ogni mattina accese la radio.

«… e oggi ci svegliamo con un pezzo che viene direttamente dal 1986! Joe Cocker con ‘You can leave your hat on’ »

La musica del sax e poi la voce roca del cantante inglese riempirono il piccolo bagno, pensò: “questo pezzo è del 1986? Mi sembrava di ricordare che si ascoltasse musica diversa allora”.

Espletate le funzioni mattutine Johnny si guardò allo specchio, aveva in mente due cose, il 1986 e quella domanda insistente: “ti ricordi di me?” . Due cose che presto se ne sarebbero andate con la routine della giornata.

« …la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga… ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! Ta-ta-ta-ta-ta-ta… Goooooool… Gooooool… ¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona!…»

Il 1986 invece ritornava, su Radiosport c’era la telecronaca originale del gol più bello di tutti i tempi, quando Maradona regalò all’Argentina la rivincita della guerra persa nelle Falkland, eliminando ai mondiali di calcio, praticamente da solo, l’Inghilterra.

Johnny stava effettuando le consegne sul suo Ducato e Mortimer lo accompagnava sul sedile del passeggero in una routine che ormai si susseguiva da quasi cinque anni.

«E voi vi ricordate cosa facevate nel 1986? » chiese lo speaker, ma lui sentì: “Ti ricordi di me?“ e gli sembrò di non essersi mai svegliato quella mattina. leggi tutto…

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